Le forze armate cinesi inviano tre satelliti Yaogan in orbita

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Mentre la maggior parte degli appassionati di astronautica attendono il fatidico lancio di SN9 al grido mediatico generato dal hashtag #wenhop, dall’altra parte del mondo, cercando di mantenere un profilo basso, l’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) cinese invia un altro trio di satelliti di ricognizione. Si tratta di Yaogan 31 02, il secondo gruppo della trentunesima serie di satelliti Yaogan, una costellazione quasi totalmente militare dedicata al monitoraggio della Terra.

Quest’ultimo trio, in particolare, focalizza le sue attività sul monitoraggio di tipo elettromagnetico. Sono dei satelliti di tipo SIGINT, Signals intelligence, capaci di individuare dallo spazio sorgenti di comunicazione radio terrestre a un ampio spettro di frequenze. La serie 31 raggiunge così la quota di 6 satelliti operativi in orbita, a seguito del lancio dei primi 3 nell’aprile del 2018. I satelliti totali Yaogan inviati in orbita sono ormai quasi un centinaio di diversi tipi, ottici, ad apertura radio sintetica, e per diversi scopi, anche scientifici oltre che militari.

Breve video dei primi momenti del lancio.

Il lancio è avvenuto questa mattina alle 5:47 ore italiane, quando in Cina erano le 12:47. Il volo è stato operato da CASC, China Aerospace Science and Technology Corporation. Il vettore utilizzato è un Lunga Marcia 4C, usato spesso per questo tipo di satelliti, e che lanciò anche il primo satellite Yaogan nel lontano aprile 2006. Il lancio è avvenuto dalla base di lancio di Jiuquan, nella Cina settentrionale. Il volo è stato reso pubblico solo 2 giorni prima del lancio e comunicati, foto e video dell’evento sono stati rilasciati solo da giornalisti ufficiali dell’esercito.

I satelliti sono stati immessi in orbita polare e rilasciati in tempi e luoghi diversi tramite il terzo stadio del lanciatore. Si è trattato del 359º volo di un vettore Lunga Marcia in assoluto, il secondo di quest’anno.

Fonte: PLA.

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Gianmarco Vespia

La scienza è importante. Ne ho fatto parte tanti anni fa, ma ho dovuto abbandonare la carriera. In Italia manca il supporto agli scienziati, in molti modi: sostegno, fiducia, credibilità, rispetto e finanziamenti. ISAA mi ha dato la possibilità di diventare divulgatore e di raggiungere un pubblico interessato e appassionato in questo piccolo settore che è l'astronautica. La scienza si muove troppo in silenzio, occorre pazienza e attenzione per capirla e apprezzarla, per spiegarla alle nuove generazioni, appassionarle e permettergli di costruire un futuro migliore per sé e per il mondo intero.