Le cronache di Boca Chica – 2021-02 e 03

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Starship SN8 in decollo - Credits: SpaceX

Benvenuti alle “Cronache da Boca Chica” dedicate alle settimane 2 e 3 del 2021. In questo numero ripercorreremo quanto successo nel periodo tra l’11 e il 24 gennaio nel sito sperimentale di Boca Chica, Texas, dove SpaceX sta mettendo a punto i prototipi del suo nuovo sistema di lancio Starship/SuperHeavy.

Ecco l’usuale infografica di @brendan2908, che fa il punto della situazione al 23 gennaio e mostra… qualche nuovo arrivo.

Starship

Le due settimane appena trascorse sono state, in estrema sintesi, la perfetta continuazione delle due precedenti. Con grande delusione dei fan di Space X, il prototipo Starship SN9 è rimasto fermo sulla rampa di lancio B di Boca Chica, sottoponendosi però a una serie di static fire dall’esito non sempre chiaro.

In particolare, lo scorso 13 gennaio, dopo una serie di rinvii per motivi non meglio conosciuti e a quasi una settimana dallo static fire precedente, SN9 ha svolto ben tre accensioni consecutive nello stesso giorno, a intervalli sempre più ravvicinati.

Pubblicando un tweet sornione nell’intervallo tra il secondo e il terzo test, Elon Musk ha omesso di dire che le accensioni del 13 gennaio avevano portato qualche guaio a due dei tre Raptor di SN9. Anche se non immediatamente percepibile dalle immagini in diretta, infatti, già il secondo dei tre static fire si era svolto con due soli motori. L’interpretazione di questa giornata di prove non è facile. Da un lato è credibile che SpaceX volesse mettere alla prova tecnici, procedure e naturalmente hardware per verificare quanto in fretta si potesse procedere a riaccendere i Raptor, dall’altro sembra evidente che qualcosa in questo complesso sistema non sia ancora stato messo bene a punto, tanto da portare alla necessità di sostituire due motori (SN 44 e 46) su tre.

In seguito alla sostituzione dei due Raptor guasti, SpaceX ha tentato per due giorni consecutivi di effettuare uno static fire di validazione, ma tutti i tentativi sono stati abortiti prima dell’accensione. Finalmente la prova generale per SN9 si è tenuta il 21 gennaio, con il prototipo immerso in una nebbia tanto fitta da rendere complicate le riprese da parte dei soliti appassionati, e poi nuovamente il 22 gennaio.

Parallelamente alle sfiammate di SN9 le maestranze di SpaceX hanno proseguito con l’assemblaggio di Starship SN10, che al sicuro nella High Bay sta ricevendo tutte le parti necessarie a succedere a SN9 come protagonista dei test.

È proseguito anche l’assemblaggio del prototipo SN 7.2, che secondo le indiscrezioni dovrebbe dimostrare la bontà di saldature e materiali anche se realizzato con fogli di acciaio inossidabile dello spessore di 3 mm, contro i 4 mm degli attuali prototipi. Questo secondo elemento della famiglia SN7 è stato trasportato nella zona di test lo scorso 20 gennaio.

Nel momento in cui scriviamo è ancora possibile ipotizzare una data per il balzo di SN9 a 12,5 chilometri di quota, più volte annunciato e altrettante volte rimandato nel corso di tutto il mese di gennaio. NOTAM alla mano, la situazione rimane molto dinamica, ed è probabile che SpaceX faccia un tentativo già nella settimana tra il 25 e il 31 gennaio.

SuperHeavy

Mentre prosegue l’assemblaggio di Superheavy SN1, per la prima volta lo scorso 19 gennaio il team di NasaSpaceFlight ha segnalato la presenza di un componente di SuperHeavy SN2. Si tratta del forward dome, in pratica la semisfera superiore del serbatoio dell’ossigeno liquido.

Le infrastrutture

Come nelle settimane precedenti, continuano vari lavori di costruzione nel sito di Boca Chica, che a buon titolo si può definire un cantiere a cielo aperto.

A parte la posa in opera di tubazioni e cavi elettrici nei pressi della rampa di lancio di SuperHeavy, a colpire l’attenzione degli umarell spaziali è stata una nuova struttura verticale sorta sul terreno che ospita un pozzo petrolifero non più attivo. Premesso che anche in questo caso non vi sono state comunicazioni ufficiali dell’azienda, la struttura sembrerebbe parte di un impianto di estrazione e liquefazione dell’ossigeno. Altre voci, legate a una causa legale in corso tra SpaceX e un’azienda petrolifera texana che rivendica il diritto di sfruttamento del pozzo, parlano della volontà di SpaceX di estrarre dal sottosuolo di Boca Chica anche il metano da utilizzare come propellente per i suoi prototipi.

A proposito di “petrolio”, SpaceX ha sorpreso tutti con il recente acquisto di due ex piattaforme marine di estrazione petrolifera e ribattezzate Phobos e Deimos (il nome in inglese dei due satelliti di Marte), che al momento sono state trasportate al porto di Pascagoula, Mississippi per la loro conversione in supporto alle attività di Starship.

Lo stato dei prototipi Startship e Super Heavy

I dettagli sulle Starship dismesse sono disponibili al topic dedicato su ForumAstronautico.it. In questa tabella è riassunto lo stato dei prototipi Starship e Super Heavy attualmente in test o in costruzione a Boca Chica.

StarshipStatoDettagli
SN9🔥️L’assemblaggio di SN9 è iniziato a settembre 2020. Questo prototipo è attualmente in rampa di lancio in attesa di ulteriori test e del balzo a 12,5 chilometri di quota.
SN10🔧️Assemblaggio iniziato a settembre 2020. Il prototipo si trova attualmente nella High Bay e la sua costruzione è quasi completa.
SN11🔧️Assemblaggio iniziato a fine dicembre 2020. Il prototipo si trova attualmente nella High Bay e la sua costruzione è in fase avanzata.
SN12-14L’assemblaggio dei prototipi da 12 a 14 è iniziato in diversi periodi nel corso dell’ultimo trimestre del 2020, ma è stato interrotto nel gennaio 2021. Le parti già realizzate sono state disassemblate e smaltite.
SN15🔧️Primi elementi individuati a novembre 2020. Il prototipo è attualmente in assemblaggio nella Mid Bay.
SuperHeavyStatoDettagli
SN1🔧️I primi elementi di Super Heavy SN1 sono stati avvistati il 22 settembre 2020. L’assemblaggio è iniziato la prima settimana di novembre 2020.
SN2🔧️Il primo elemento di Super Heavy SN2 (la parte superiore di uno dei serbatoi) è stato individuato il 19 gennaio 2021.

Le fonti

Le fonti utilizzate per questa serie di articoli sono tweet e comunicati stampa di SpaceX, ma soprattutto foto e video pubblicati da varie troupe di appassionati che da mesi tengono d’occhio costantemente le attività a Boca Chica. Tra queste si segnalano NasaSpaceFlight e LabPadre, che quotidianamente rilasciano su vari social media contributi essenziali per seguire l’andamento dei lavori. Per quanto ogni cura sia posta nel fornirvi solo informazioni attendibili, data la natura non ufficiale delle fonti disponibili molti dettagli potrebbero rivelarsi parziali o errati.

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

2 risposte

  1. Roberto Rotili ha detto:

    Bravissimo, ottimo servizio. E’ un piacere seguirvi

  2. LEONELLO DEL SIGNORE ha detto:

    Grazie delle informazioni ricevute, straordinarie come l’uomo riesce a trovare e mettere in pratica dei risultati mai visti. E’ bello quando si guarda verso il cielo un altro mondo. Peccato che invece siamo su questa terra ed è stata distrutta dallo stesso uomo.