Delta IV Heavy lancia NROL-44 (finalmente)!

I motori RS-68 del lanciatore Delta IV Heavy
Un dettaglio dei tre motori RS-68 pochi istanti dopo il decollo. Credit: ULA

Dopo quasi 4 mesi dal primo tentativo di lancio, durante la notte dell’11 dicembre il razzo Delta IV Heavy di ULA, United Launch Alliance, ha lanciato con successo il satellite spia NROL-44. Il lancio è avvenuto dalla base di lancio 37 della Cape Canaveral Air Force Station alle 20:09 locali, le 2:09 della mattina italiana.

Il successo della missione segna la fine di una lunga campagna di volo iniziata il 27 agosto scorso e contrassegnata da ben 2 interruzioni della sequenza di lancio pochi secondi prima del decollo del lanciatore. Il lancio, infatti, inizialmente previsto per la mattina di giovedì 27 agosto e poi rimandato una prima volta al 28 agosto, era stato poi rinviato a sabato 29 agosto a causa di un problema a un “sistema di controllo pneumatico” degli apparati di terra non risolvibile in tempi brevi dai tecnici ULA. A soli 3 secondi dal decollo, quando i tre motori erano già stati innescati, è stato attivato il cosiddetto “hot abort” ovvero un’interruzione della missione in un momento successivo all’accensione dei propulsori. L’amministratore delegato di ULA, Tory Bruno, ha dichiarato su Twitter che la causa dell’evento «sembra essere stata nei sistemi di terra», ma che la modalità di interruzione della missione ha «funzionato come previsto per proteggere il lanciatore e il carico pagante».

In attesa che la causa dell’interruzione della missione fosse individuata e risolta, si era provveduto a rimandare il lancio a sabato 5 settembre, ma l’analisi e la risoluzione della stessa hanno determinato un ulteriore rinvio del lancio ad una data successiva. Come riportato in un tweet dallo stesso Tory Bruno, la causa è stata identificata in un regolatore di pressione ad alta portata volumetrica che non ha funzionato come previsto (ovvero non si è aperto). Lo strumento serve ad abbassare la pressione di ingresso (più alta) alla pressione desiderata (più bassa) a valle.

Risolto il problema dei regolatori di pressione, ULA si è dovuta occupare sia di altri malfunzionamenti degli apparati di terra, ovvero un problema al sistema di retrazione del braccio mobile della piattaforma di lancio e un’avaria al sistema idraulico della torre mobile di servizio (Mobile Service Tower), sia delle condizioni meteo che hanno portato ad ulteriori due rinvii della missione.

Come se ciò non bastasse, un ulteriore e ultimo tentativo era stato fissato per il 30 settembre scorso, quando ancora una volta l’intera sequenza di lancio è stata interrotta a soli 7 secondi dal decollo a causa di un sensore difettoso. La procedura si era svolta in modo nominale e lo scarico di idrogeno gassoso dei motori, necessario per innescarli, era già stato effettuato, ma una lettura errata della posizione di una valvola di uno dei 3 motori RS-68 aveva messo in atto le misure di interruzione di missione. Non tutti i mali vengono, però, per nuocere, in quanto questa ennesima sospensione del lancio ha permesso di evidenziare un altro guasto dell’impianto idraulico del sistema di rilascio del braccio della base di lancio 37, la cui risoluzione è durata circa 2 mesi.

Delta IV Heavy pochi istanti dopo il decollo. Credit: ULA

Come sempre accade per questa particolare tipologia di satelliti il cui committente è l’NRO, il National Reconnaissance Office, ovvero l’agenzia governativa americana responsabile della progettazione e dello sviluppo di tutta la serie di satelliti spia americani, le immagini e la telemetria in diretta del vettore sono state interrotte dopo circa 7 minuti, al fine di garantire la segretezza della missione.

È stato in seguito confermato il successo della missione, la dodicesima dal 2004 per questo enorme e potente razzo, una volta verificata la corretta immissione in orbita del satellite.

Le informazioni in merito al carico pagante del lanciatore sono limitate a causa della natura del satellite, ma alcuni dettagli del lancio e dei compiti che svolge l’NRO permettono di avere un quadro più chiaro sul ruolo e le funzioni di NROL-44.
L’NRO infatti gestisce differenti tipologie di satelliti in grado di svolgere vari compiti, tra cui il telerilevamento ottico e radar della superficie terrestre, il monitoraggio delle navi in alto mare e l’intercettazione di segnali radio e comunicazioni. Sulla base di queste informazioni e sui NOTAM (Notices to Airmen, Avvisi agli avieri) rilasciati, è possibile comprendere che il Delta IV Heavy è stato lanciato verso est oltre l’Oceano Atlantico per dirigersi verso un’orbita geosincrona a circa 36.000 km di quota.

Il razzo Delta IV Heavy che ha portato in orbita il satellite spia è attualmente il vettore più potente di ULA, la joint venture di Boeing e Lockheed Martin Space. L’imponente lanciatore è caratterizzato da un elemento centrale a due stadi, affiancato da due booster laterali identici al primo stadio del vettore principale. La propulsione di questi tre componenti è affidata a 3 motori RS-68 alimentati a ossigeno e idrogeno liquidi in grado di generare una spinta al decollo di 926 tonnellate. Il secondo stadio (DCSS, Delta Cryogenic Second Stage) è invece dotato di un singolo motore RL10B-2, anch’esso alimentato a ossigeno e idrogeno liquidi, mentre la carenatura posta a protezione del carico è caratterizzata da una struttura metallica a tre pezzi da 5 metri di diametro e una lunghezza di quasi 20.

Fonte: ULA

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Giacomo Zanardi

Atleta, Allenatore, Ingegnere spaziale. Adoro mangiare e viaggiare, correre, andare in bicicletta, raggiungere le vette delle montagne. Un po' sognatore, un po' con la testa tra i pianeti, ma con i piedi per Terra