Avviata la simulazione delle future passeggiate lunari

Mentre il vettore della missione Artemis 1 è quasi pronto per l’hot fire test, ovvero la fase di collaudo finale che precede il lancio, parallelamente sono state avviate le attività di addestramento degli astronauti alle missioni con equipaggio del programma Artemis.

Gli ingegneri della NASA stanno gettando le basi delle passeggiate lunari che la prima donna e il prossimo uomo a mettere piede sulla Luna condurranno quando nel 2024 atterreranno al Polo del nostro satellite naturale. Gli specialisti del Johnson Space Center di Houston stanno testando gli strumenti e sviluppando nuovi approcci di addestramento per le operazioni che verranno effettuate sulla superficie della Luna. All’interno della struttura del Neutral Buoyancy Lab (NBL) sono stati avviati i collaudi di una versione dimostrativa della tuta spaziale con gli astronauti che, per simulare la gravità lunare, operano immersi in un’enorme piscina. In contemporanea sono stati avviati il censimento e l’analisi dei diversi compiti che l’equipaggio potrebbe svolgere sulla Luna.

Questi primi test contribuiranno a delineare lo sviluppo di nuovi strumenti e requisiti necessari per l’addestramento e allo stesso tempo saranno utili per raccogliere preziosi feedback sulle procedure e sulle azioni adottate. A titolo di esempio, gli astronauti si stanno addestrando in una serie di compiti tra cui la raccolta di campioni di regolite lunare, l’utilizzo di un lander lunare ma anche il piantare una bandiera sul suolo lunare. Ci sono molti principi fondamentali che gli scienziati devono considerare ed elaborare, tra cui il modo in cui l’equipaggio potrebbe salire e scendere una scaletta in sicurezza, come utilizzare uno scalpello senza rischi e come condurre passeggiate lunari di successo in condizioni di illuminazione diverse rispetto a quelle delle missioni Apollo. Questi test permetteranno la futura pianificazione in dettaglio delle missioni, compreso il numero e la durata delle passeggiate spaziali da effettuare, ma anche quanto lontano da un lander potrà avventurarsi l’equipaggio. La NASA vanta una grande esperienza nella preparazione degli astronauti alle passeggiate spaziali in condizioni di microgravità, come quelle svolte per costruire e mantenere la Stazione Spaziale Internazionale, ma la preparazione per le missioni lunari comporta diverse nuove sfide.

Simulazione di una passeggiata lunare in NBL con intervista.

L’addestramento in acqua permette di simulare un ambiente a bassa gravità, ma oltre all’NBL gli specialisti utilizzano anche diversi ambienti esterni per simulare il paesaggio lunare. Sono in corso alcuni test presso una zona rocciosa nelle vicinanze del centro spaziale, dove un’ampia area all’aperto permette di simulare le caratteristiche generali del terreno lunare. I test nei luoghi rocciosi sono un ambiente ideale per lo sviluppo delle procedure e degli strumenti progettati per effettuare le passeggiate, così come riveste particolare importanza lo sviluppo della collaborazione tra i membri dell’equipaggio e gli specialisti per consentire la messa a punto e la maturazione dei nuovi processi operativi.

«Abbiamo acquisito una notevole esperienza con la Stazione Spaziale, ma dobbiamo imparare ancora molto su come addestrare un equipaggio alle operazioni sul suolo lunare», ha detto Daren Welsh, responsabile degli Extravehicular Activity Test del progetto Artemis. «C’è ancora molto lavoro da fare per preparare le strutture per le missioni lunari, oltre che capire come migliorare l’addestramento degli astronauti».

Mentre i test continuano, gli ingegneri ne stanno ampliando l’ambito poiché si vuole giungere quanto prima alla definizione dettagliata delle linee temporali di una passeggiata lunare.

Fonte: NASA

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.