Aggiornamenti dal sistema solare: gennaio 2020

Credit: NASA

Mese relativamente tranquillo nel sistema solare, in cui a fare notizia sono soprattutto le missioni veterane. Acciacchi vari per Curiosity e Voyager 2, mentre giunge tristemente la fine della straordinaria missione del telescopio spaziale Spitzer.

Guardando al passato è stato risolto un mistero sull’atterraggio della sonda europea Huygens su Titano, la luna di Saturno. Per quel che riguarda il futuro, invece, ci sono notizie sui piani di esplorazione della Luna dell’India, con Chandrayaan-3, e aggiornamenti per quel che riguarda il lanciatore SLS per la missione Artemis 1.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e quelle in fase di preparazione.

In preparazione per il lancio

Il lancio di Solar Orbiter (SolO), la sonda dell’agenzia spaziale europea destinata allo studio del Sole, è ormai imminente. La prima missione di Classe M (a medio budget) della Cosmic Vision di ESA partirà l’8 febbraio da Cape Canaveral, in Florida, utilizzando un vettore Atlas V di ULA. La sonda impiegherà 3 anni e mezzo per raggiungere l’orbita prevista, utilizzando numerosi assist gravitazionali della Terra e di Venere, arrivando a un perielio (minima distanza dal Sole) di soli 42 milioni di km (solo Parker Solar Probe farà meglio).

Ultimi test per la capsula di Mars 2020, che contiene rover e mini-elicottero. La missione partirà a luglio diretta verso il cratere Jezero su Marte. Il rover sta anche finalmente per ricevere un nome più colloquiale, con 9 nomi rimasti nella lista finale. La decisione della NASA arriverà a marzo.

In attesa di conoscere se i problemi ai paracadute siano stati risolti o meno, il rover Rosalind Franklin, della missione europea ExoMars 2020, sta anch’esso completando i test ambientali a Tolosa, prima di essere assemblato insieme al lander russo Kazačok e inviato al sito di lancio di Bajkonur, in Kazakistan. Anche ExoMars 2020 dovrebbe partire a fine luglio.

Sempre a luglio partiranno verso Marte Al Amal, orbiter degli Emirati Arabi Uniti, e HuoXing-1 (HX-1), orbiter e rover cinesi. Anche HX-1, come Mars 2020, riceverà probabilmente un nuovo nome (HuoXing significa semplicemente Marte in cinese). La missione partirà su un Lunga Marcia 5, recentemente ritornato a volare con successo.

A beneficiare del ritorno al volo del Lunga Marcia 5 sarà anche la missione lunare Chang’e 5, in partenza entro la fine dell’anno. Se avrà successo, la sonda riporterà a Terra dei campioni lunari dopo 45 anni dall’ultima volta (la sonda sovietica Luna 24 nel 1976).

Esplorando la Luna

Prosegue la missione sulla faccia nascosta della Luna di Chang’e 4, del rover Yutu 2 e del ripetitore orbitale Queqiao. A gennaio il governo cinese ha rilasciato un primo archivio di immagini provenienti dalla missione, a circa un anno dall’atterraggio. Dovrebbe essere ancora attivo, inoltre, il telescopio all’ultravioletto del precedente lander cinese, Chang’e 3.

In orbita continuano le missioni di Chandrayaan-2 (ISRO), Lunar Reconnaissance Orbiter e le due sonde della missione THEMIS-ARTEMIS (NASA), recentemente rinominate per evitare confusione col programma Artemis.

In equilibrio tra Sole e Terra

A studiare la nostra stella presso il punto lagrangiano L1 Terra-Sole ci sono WIND (NASA), SoHO (NASA/ESA), ACE (NASA) e DSCOVR (NASA/NOAA), quest’ultima con un occhio anche all’osservazione della Terra.

Dall’altra parte rispetto alla Terra, in orbita intorno al punto lagrangiano L2, ci sono invece i telescopi spaziali Gaia (ESA) e Spektr-RG (Roscosmos/DLR).

Stereo A, unica sopravvissuta della missione americana STEREO, continua la sua osservazione del Sole in un’orbita che ricalca quella terrestre. In un’orbita simile si è appena conclusa la missione del telescopio spaziale Spitzer. La sonda è stata spenta il 30 gennaio, dopo 16 anni a studiare il cosmo.

Nel sistema solare interno

Continua il viaggio di BepiColombo (ESA/JAXA), diretta verso Mercurio. Le due sonde MPO (ESA) ed MMO (JAXA), trasportate grazie al Mercury Transfer Module (ESA), si stanno riavvicinando alla Terra per compiere un passaggio ravvicinato con assist gravitazionale ad aprile.

Parker Solar Probe ha compiuto a gennaio il suo quarto passaggio al perielio e, come succede ad ogni nuovo passaggio, ha stabilito un nuovo record di velocità (393.000 km/h) e vicinanza (18,7 milioni di km) alla nostra stella.

Presso l’asteroide Bennu, OSIRIS-REx (NASA) ha compiuto un sorvolo molto ravvicinato del sito Nightingale, prescelto per la raccolta dei campioni che avverrà più in là durante l’anno.

Proseguono anche le missioni giapponesi Akatsuki, in orbita intorno a Venere, e Hayabusa 2, che sta rientrando verso Terra dopo aver studiato e raccolto campioni dell’asteroide Ryugu.

La flotta marziana

È il sol 2662 per Curiosity sulla superficie di Marte. Il rover della NASA ha avuto qualche piccolo problemino ultimamente, ma ciò non sta limitando il suo lavoro scientifico. Curiosity sta infatti studiando un’area piuttosto interessante, con ben 6 diversi obiettivi su cui sta utilizzando i suoi strumenti.

Non c’è pace per InSight (NASA) e il suo strumento HP3, ormai al suo sol numero 420 sulla superficie del pianeta rosso. Dopo alcuni progressi incoraggianti, la “talpa” è stata nuovamente respinta dal suolo marziano nei pressi del lander.

In orbita ci sono anche Mars Odyssey (NASA), Mars Express (ESA), Mars Reconnaissance Orbiter (NASA), MAVEN (NASA), Mars Orbiter Mission (ISRO) e Trace Gas Orbiter (ESA/Roscosmos), che continuano le loro più o meno longeve missioni di esplorazione.

Nel sistema solare esterno

La sonda della NASA Juno continua nella sua orbita di 53 giorni intorno al gigante del sistema solare, Giove. Il prossimo passaggio ravvicinato del pianeta, PJ25, avverrà il 17 febbraio.

New Horizons (NASA) continua il suo allontanamento dal sistema solare, a un anno dal sorvolo di Arrokoth, nella fascia di Kuiper. Data la distanza la trasmissione dei dati non è ancora terminata e continuerà anche per tutto il 2020 e nel 2021.

Sempre più lontane anche le sonde americane Voyager 1 e Voyager 2. La prima è a ben 149 UA dalla Terra (20 ore e 37 minuti-luce), mentre la seconda a 124 UA (17 ore e 9 minuti-luce). Voyager 2 ha avuto qualche problema, recentemente, e i tecnici della NASA stanno lavorando) per ripristinare la normale operatività di questa veneranda missione che va avanti dal 1977.

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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