Torna a casa il primo astronauta emiratino

I membri dell'equipaggio della Expedition 60: l'astronauta Hazzaa Ali Al Mansoori degli Emirati Arabi Uniti, a sinistra, Aleksej Ovčinin di Roskosmos, al centro, e Nick Hague della NASA siedono in sedie all'esterno della Sojuz MS-12 dopo essere atterrati in una zona remota vicino alla città di Zhezkazgan, Kazakistan il 3 ottobre 2019. Hague e Ovčinin sono rientrati dopo 203 giorni nello spazio, dove hanno fatto parte come membri dell'equipaggio delle Expedition 59 e 60 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Almansoori ha accumulato 8 giorni nello spazio durante il suo primo volo di un astronauta. Photo Credit: (NASA / Bill Ingalls)

Hazza Al Mansouri, Aleksej Ovčinin e Nick Hague, tre dei nove astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, hanno concluso il loro soggiorno nello spazio ieri e sono tornati a Terra. Si sono trasferiti dalla ISS alla capsula Sojuz MS-12, con cui avevano già viaggiato Ovčinin e Hague a marzo, durante il volo di andata, e si sono staccati dalla nave madre il 3 ottobre 2019 alle 9:37 (ora italiana), dando il via ufficiale da quel momento alla Expedition 61, in cui Luca Parmitano ha assunto il ruolo di comandante della ISS.

Il volo di rientro è stato nominale per tutta la sua durata, non ha subito cioè nessun imprevisto. Dopo circa tre ore e mezza di caduta controllata la capsula ha toccato il suolo nella steppa del Kazakistan, sulla Terra, alle 12:59. È stato un soggiorno da record per i tre. Il pilota aeronautico emiratino al momento è l’astronauta più giovane, classe 1983, ed è il primo astronauta degli Emirati Arabi Uniti della storia; la sua permanenza totale sulla ISS è stata di poco meno di 8 giorni, ma si tratta di un grande passo per l’agenzia spaziale domestica e un momento di grande popolarità personale. Il russo, un veterano ormai, è al suo terzo volo, uno dei quali si è concluso con un atterraggio di emergenza e non ha raggiunto la ISS; è stato il comandante della ISS dell’Expedition 60 fino al passaggio di consegne di due giorni fa con Parmitano. Hague, invece, batte il record maschile americano di permanenza sulla stazione spaziale alla prima missione, con ben 202 giorni; Christina Koch, che è partita con lui a marzo, è rimasta ancora a bordo e raggiungerà più o meno 288 giorni di permanenza record alla prima visita.

Il momento del touchdown, con l’atterraggio (quasi) morbido della Sojuz MS-12.

Gli astronauti dopo essere arrivati a Terra, sono stati trasferiti in elicottero nella città di Karaganda, sempre in Kazakistan, per una breve cerimonia di benvenuto. Da lì si separeranno: Hague farà rotta verso Houston mentre Al Mansouri e Ovčinin torneranno a Star City, vicino a Mosca.

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Gianmarco Vespia

La scienza è importante. Ne ho fatto parte tanti anni fa, ma ho dovuto abbandonare la carriera. In Italia manca il supporto agli scienziati, in molti modi: sostegno, fiducia, credibilità, rispetto e finanziamenti. ISAA mi ha dato la possibilità di diventare divulgatore e di raggiungere un pubblico interessato e appassionato in questo piccolo settore che è l'astronautica. La scienza si muove troppo in silenzio, occorre pazienza e attenzione per capirla e apprezzarla, per spiegarla alle nuove generazioni, appassionarle e permettergli di costruire un futuro migliore per sé e per il mondo intero.