Il senato USA approva la spesa per il ritorno sulla Luna nel 2024

Se dal punto di vista tecnico i lavori per lo sbarco della prima donna e del prossimo uomo sulla Luna nel 2024 proseguono senza intoppi, qualche problema potrebbe arrivare da chi deve approvare il finanziamento di questa missione, e questo la NASA lo sa bene. Non ci sono problemi per il Senato americano, a maggioranza repubblicana, che il 26 settembre ha approvato un finanziamento di 22,75 miliardi di dollari per il 2020, ben oltre le aspettative della NASA. Dalla Camera le intenzioni sembrano essere invece più conservative e il limite di spesa proposto sarà probabilmente intorno ai 22,3 miliardi. Ma oltre ai 400 milioni di differenza sul budget NASA, le due istituzioni, a maggioranza contrapposta, devono trovare un accordo anche su altre voci di bilancio, in mancanza del quale la NASA dovrà procedere in esercizio provvisorio.

La NASA aveva presentato la sua prima proposta per il 2020 a marzo del 2019, a cui era seguito un emendamento a maggio dello stesso anno, con un richiesta aggiuntiva di 1,6 miliardi di dollari.

VoceBilancio 2019
(M$)
Proposta marzo
(M$)
Emendamento maggio
(M$)
Approvazione Senato
(M$)
Attività scientifiche6.9066.3036.3946.906
Esplorazione5.0505.0216.3966.223
Tecnologie spaziali9271.0141.1461.076
Operatività4.6394.2854.2854.150
Aeronautica725666666784
Divulgazione STEM11000112
Sicurezza e Servizi2.7553.0843.0842.934
Conformità legali348600600524
Ispettorato39424240
Totale21.50021.01922.61622.750

Entrando nei particolari, il Senato non è contentissimo di come la NASA stia gestendo il programma Artemis, ed è arrivato addirittura a esprimere in un documento ufficiale la propria frustrazione riguardo la mancanza di dettagli da parte dell’agenzia spaziale federale per i prossimi passi verso la Luna. Nonostante questo l’approvazione del budget in commissione al Senato è avvenuta all’unanimità, con 31 voti favorevoli e nessuno contrario, anche se in modo differente da quanto previsto dalla NASA.

Il Senato preme per STEM, il programma divulgativo della NASA, di cui l’agenzia aveva proposto la cancellazione a metà anno per drenare risorse verso Artemis. Stesso discorso vale per WFIRST: il comitato ha rifiutato la proposta di sospendere il progetto, perché ritenuto la priorità più alta per gli astrofisici in base ai risultati di un sondaggio ristretto agli scienziati del settore.

Nel suo verbale la commissione del Senato incoraggia la NASA a perseguire nel programma Artemis, soprattutto per consolidare la supremazia americana in ambito spaziale, e la ammonisce per la carenza di dettagli per quanto riguarda la spesa prevista. Non si può effettuare una stima precisa dei costi basandosi solamente sulle previsioni di breve periodo, riguardanti solamente per l’anno per cui la richiesta di aumento di budget è stata effettuata, cioè il 2020; bensì andava elaborato un piano quinquennale di spesa, adeguatamente dettagliato, per motivare la richiesta di finanziamento supplementare. Nonostante la mancanza di questa visione a lungo termine la richiesta è stata comunque accolta, e il budget per la voce Exploration è stato aumentato in modo significativo, più di qualunque altra voce di spesa, passando dai 5 miliardi di dollari del 2019 ai 6,2 miliardi per il 2020 – comunque poco sotto i 6,4 richiesti dalla NASA.

Il video settimanale “This Week @NASA” comunica la richiesta di aumento di budget di maggio.

Sempre nella voce relativa all’esplorazione vengono indirizzati più in dettaglio gli investimenti relativi al lanciatore SLS, alla capsula Orion e al lander lunare, per lo sviluppo del quale viene chiesto esplicitamente di creare un dipartimento apposito per il coordinamento con i partner privati. La NASA finanzierà vari partner per lo studio del lander ed entro un anno dovrà selezionarne uno solo per la sua realizzazione entro la scadenza del 2024.

Oltre al programma Artemis il Senato ha espresso scetticismo per la commercializzazione prematura dell’orbita terrestre bassa, preferendo un processo più lineare che comprenda collaborazioni pubblico-private per un periodo maggiore.

Inoltre è arrivata l’approvazione della continuità di bilancio sui livelli del budget del 2019 per quanto riguarda il periodo che va dal primo ottobre al 21 novembre, che ufficialmente appartiene all’anno fiscale 2020, per poter dare al Congresso il tempo di approvare il bilancio definitivo.

Il gioco dei compromessi è molto vasto, e la NASA è solo una pedina. L’agenzia spaziale non è sicuramente una delle maggiori agenzie federali degli Stati Uniti e gli screzi tra democratici e repubblicani su altri temi caldi, come ad esempio la disputa sulle politiche di sicurezza al confine con il Messico, possono ripercuotersi su agenzie più piccole come la NASA. La Difesa è la maggiore agenzia federale statunitense, con un budget mostruoso di più di 700 miliardi di dollari annui, il 57% degli 1,3 trilioni di dollari su cui può contare il governo. Al confronto i fondi per il programma Artemis sono un’inezia che può essere facilmente sacrificata per altri scopi politici. Se le diversità di opinioni sui temi caldi continueranno ulteriormente, i rischi potrebbero essere la CR, Continue Resolution, una forma di bilancio provvisorio, o addirittura la chiusura del governo federale, come è successo l’anno scorso.

Fonte: Commissione del Senato, pagg. 144-162

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Una risposta

  1. MayuriK ha detto:

    Buona notizia e spero si ripeta anche alla camera.
    Mi dà sinceramente fastidio stiano a sindacalizzare su poco più di un miliardo di dollari quando ne spendono poi 700 per la difesa… che ipocrisia.
    P.s: ottimo che abbiano comunque deciso di mantenere il programma STEM e WFIRST.

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