Il rover Rosalind Franklin è pronto per i test ambientali

Una rappresentazione artistica del rover Rosalnd Franklin di ExoMars 2020. (C) ESA/ATG medialab

È terminata la fase di integrazione del rover europeo Rosalind Franklin, della sonda euro-russa ExoMars, presso gli stabilimenti della Airbus Defence and Space di Stevenage, in Inghilterra.

Il veicolo adesso verrà trasferito in Francia per una serie di test ambientali durante i quali verrà sottoposto alle medesime condizioni climatiche che dovrà affrontare sul Pianeta Rosso.

Nelle scorse settimane sono state installate le ultime parti della sua suite scientifica, ovvero le fotocamere ad alta risoluzione, la trivella che preleverà dei campioni del suolo e il laboratorio scientifico di bordo, il quale ricercherà le tracce di vita presenti al di sotto della superficie marziana una volta raggiunto il pianeta nel marzo del 2021. La strumentazione scientifica è stata realizzata in Europa e in Russia ma alcune parti sono state fornite dalla NASA. I tecnici hanno inoltre installato l’Analytical Laboratory Drawer, un’apparecchiatura che contiene un dispositivo che distribuisce i campioni del suolo a tre analizzatori scientifici.

Il rover dell’ESA è stato dedicato alla chimica e cristallografa inglese Rosalind Elsie Franklin, che negli anni ’50 del secolo scorso, tramite la cristallografia a raggi X, contribuì a determinare la struttura a doppia elica del DNA. Rosalind Franklin sarà il primo rover marziano europeo.

L’obiettivo principale della missione è quello di determinare se ci sia mai stata vita su Marte e di comprendere meglio la storia dell’acqua sul pianeta. Il rover andrà alla ricerca di zone geologicamente interessanti da esaminare con la sua dotazione di strumenti scientifici, fra cui, come detto, la trivella che verrà impiegata per ottenere campioni di suolo in profondità.

Una GIF che mostra la rotazione dell’unità della trivella. Copyright: Airbus/ESA

Come accade normalmente per tutte le missioni interplanetarie, il rover è stato assemblato in una camera bianca sterile, cioè sottoposta a un rigido protocollo anticontaminazione, per evitare di inquinare la sonda con materiale organico, incluse tracce di vita umana, che potrebbe essere quindi inviato su Marte. Dopo 18 mesi di attività presso Stevenage, il rover è stato sistemato in un contenitore sigillato e spedito in Francia, presso gli stabilimenti della Airbus di Tolosa, dove verrà sottoposto a quattro mesi di intensa attività di test per confermarne la compatibilità con le operazioni che dovrà svolgere durante la sua missione nell’ambiente marziano.

«Il completamento dell’integrazione del rover Rosalind Franklin rispettando gli stretti requisiti di pulizia, con la strumentazione scientifica a bordo, è stato un passo fondamentale per il nostro programma ExoMars. È grazie all’impegno di tutti i team coinvolti se oggi possiamo celebrare questo evento», ha dichiarato David Parker, Direttore dell’Esplorazione Umana e Robotica dell’ESA lo scorso 27 agosto. «Non vediamo l’ora di completare le fasi finali dei test, prima che il rover venga dichiarato pronto e rinchiuso all’interno della piattaforma di atterraggio del modulo di discesa che lo porterà in sicurezza sulla superficie di Marte».

Replicare Marte sulla Terra

La prossima serie di test verrà condotta sui banchi vibranti e in una camera termica a vuoto, per simulare il range di condizioni ambientali previste su Marte. Le strumentazioni del rover si troveranno in un ambiente molto più severo di quello della Terra. Per esempio, Rosalind Franklin dovrà affrontare temperature che andranno dai 120°C all’esterno ai -60°C all’interno del rover. Esso dovrà essere in grado di operare in una pressione atmosferica di meno di un centesimo di quella terrestre e in un’atmosfera ricca di biossido di carbonio.

Allo stesso modo, il veicolo spaziale completo, che comprende il modulo di servizio, il modulo di discesa, la piattaforma scientifica di superficie e una replica del rover, verrà sottoposto ai test ambientali per confermare che sia pronto ad affrontare il viaggio di otto mesi verso il Pianeta Rosso. L’integrazione delle suddette parti è avvenuta per la prima volta presso le strutture della Thales Alenia Space di Torino il 30 agosto e dopo i test, la sonda verrà inviata a Cannes, dove gli ingegneri la uniranno al rover.

I dubbi sui paracadute

Mentre le parti principali di ExoMars vengono assemblate, gli ingegneri sono attualmente alle prese con i problemi evidenziati dai test sui paracadute del lander, i quali dovranno rallentare la sonda prima dell’atterraggio. I due più recenti test svoltisi a maggio e agli inizi di agosto hanno evidenziato degli strappi nei paracadute. Nel corso del test più recente, svoltosi in Svezia il 5 agosto, il paracadute principale, responsabile di far adagiare ExoMars sulla superficie di Marte, ha subito danni alla calotta, pertanto il veicolo di test è stato frenato solamente dal paracadute pilota.

Entro gli inizi del 2020 sono previsti altri due test e se dovessero dare risultati soddisfacenti, ExoMars verrà spedito al Cosmodromo di Bajkonur in Kazakistan per i preparativi finali in vista del lancio con un Proton-M.

ExoMars in poche parole

Il programma ExoMars è composto da due parti. L’ExoMars Trace Gas Orbiter, che è stato lanciato nel marzo 2016 con un Proton ed ExoMars 2020 che verrà lanciato appunto nell’estate del 2020, visto che la sua finestra di lancio andrà dal 26 luglio al 13 agosto 2020. La prima sonda è attualmente in orbita marziana per analizzarne l’atmosfera in cerca di metano e per mapparne le variazioni superficiali con una speciale fotocamera. Essa venne lanciata in tandem con un lander chiamato Schiaparelli, che purtroppo si schiantò al suolo per un’anomalia durante la fase di discesa finale.

La seconda parte del programma, denominata come detto ExoMars 2020, verrà lanciata anch’essa con un Proton russo. Dopo l’atterraggio, la piattaforma del lander, battezzata dai russi Kazačok (“piccolo cosacco” in russo) resterà operativa per i propri rilievi scientifici mentre il rover europeo si sposterà percorrendo diversi chilometri e perforando il suolo rosso fino a una profondità di 2 metri, per carotare il suolo ricavando campioni da sottoporre al proprio laboratorio scientifico per la ricerca di tracce di vita.

La piattaforma Kazačok del lander di ExoMars 2020 vista da sotto. Copyright: Roscosmos.

In configurazione di lancio, il veicolo europeo alimentato da pannelli solari pesa circa 300 kg. Esso è simile a una versione rimpicciolita del rover della NASA Curiosity attualmente in azione su Marte ed è leggermente più grande di Spirit e Opportunity.

Il modulo di servizio e il lander sono stati uniti fisicamente presso la camera bianca di Thales Alenia Space di Torino il 30 agosto. Seguiranno nei prossimi giorni le integrazioni elettriche e l’installazione dello scudo aerodinamico. Copyright: Roscosmos/Thales Alenia Space/ESA

Fonti: ESA; SpaceflightNow.com , Roscosmos

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)

Una risposta

  1. MayuriK ha detto:

    Spero i test ambientali andranno bene e riusciranno a risolvere in tempo i problemi al paracadute.

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