L’ESA e ArianeGroup accelerano sullo sviluppo di Prometheus, il motore dei futuri vettori europei

Ieri 14 dicembre, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e ArianeGroup – la joint venture tra Airbus e Safran che sviluppa l’Ariane 5 e 6 – hanno siglato un contratto da 75 milioni di euro per lo sviluppo di un prototipo di Prometheus, il nuovo motore alimentato a metano che spingerà i futuri vettori europei. 

Il contratto è stato firmato dal Direttore dei trasporti Spaziali dell’ESA, Daniel Neuenschwander, e Alain Charmeau, numero uno di ArianeGroup.

«Questa firma apre la strada al futuro del trasporto spaziale europeo e allo sviluppo della tecnologia per di domani», ha commentato Charmeau.

Di Prometheus si parla ormai con concretezza dalla Ministeriale del 2016, quando l’ESA ha incorporato un precedente progetto francese, rendendolo parte del Future Launchers Preparatory Program (FLPP), il programma dell’agenzia per il finanziamento di nuove soluzioni nell’ambito dei lanciatori spaziali. Lo scorso luglio, durante il Paris Air Show, l’ESA e ArianeGroup – all’epoca ancora nota come Airbus Safran Launchers – hanno già siglato un primo contratto da 85 milioni di euro. 

Grazie alla stampa 3D Prometheus sarà formato da un numero inferiori di componenti, abbassando così i costi di produzione; Credits: ESA

Con il nuovo finanziamento sancito ieri, l’obiettivo è arrivare al primo test al banco di un dimostratore tecnologico a grandezza naturale di Prometheus nel 2020. I test saranno svolti a Lampoldhausen, in Germania, dove l’agenzia spaziale tedesca DLR sta lavorando alle strutture necessarie.

Oltre alle due aziende francesi che compongono ArianeGroup – Airbus e Safran – partecipano al progetto di Prometheus anche l’italiana AVIO, la svedese GKN e la divisione belga di Safran.

Da un punto di vista tecnologico, Prometheus sarà alimentato a metano e ossigeno liquido, sarà riutilizzabile, con un’ampia capacità di variazione della potenza e di molteplici accensioni, e con un approccio costruttivo low cost, basato quindi sulla stampa 3D. La prospettiva è costruire un motore capace di una spinta di 1 MN, di poco inferiore a quella del Vulcain, la famiglia oggi sul primo stadio dell’Ariane 5 e 6, che intende sostituire, ma a un costo inferiore almeno di un fattore dieci.

Prometheus, inoltre, avrà incorporato in se’ un software che consentirà la regolazione in tempo reale della potenza e una diagnosi immediata sulla potenziale riutilizzabilità.

Secondo l’ESA, Prometheus potrà essere utilizzato come propulsore di un primo o di un secondo stadio e sarà il punto di partenza per la nuova generazione di lanciatori europei, attese nella seconda metà del prossimo decennio, «incluse le future evoluzioni dell’Ariane 6», la cui variante standard volerà per la prima volta nel 2019.

Stando a quanto finora emerso, una volta completato il prototipo di Prometheus, ArianeGroup e l’ESA procederanno allo sviluppo di Callisto, un piccolo vettore suborbitale che servirà da dimostratore tecnologico per i successivi veicoli. Callisto assomiglierà probabilmente al Grasshopper, il piccolo lanciatore con cui l’americana SpaceX ha testato la capacità di atterraggio del suo Falcon 9.

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