Una telecamera del Lunar Reconnaissance Orbiter resiste ad un impatto con un meteorite

Prime immagini realizzate dalle telecamere di Lunar Reconnaissance Orbiter subito dopo l'impatto con un meteorite (C) NASA

Il Lunar Reconnaissance Orbiter di NASA dispone di un sistema di tre telecamere, due delle quali, dette Narrow Angle Cameras (NACs), consentono di catturare immagini in bianco e nero ad alta risoluzione. La terza telecamera, detta Wide Angle Camera, cattura invece immagini di media risoluzione, utilizzando degli opportuni filtri che consentono di comprendere meglio le proprietà ed i colori della superficie lunare.

Ciascuna delle due NAC funziona in modo da costruire un’immagine una linea per volta. Dopo la cattura della prima linea, il Lunar Reconnaissance Orbiter muove la telecamera relativamente alla superficie, in modo da catturare la linea successiva, e così via, fino ad avere a disposizione un’immagine completa, ottenuta mettendo insieme migliaia di linee.

Secondo Mark Robinson, docente universitario presso la School of Earth and Space Exploration dell’Arizona State University, il fatto che alcune immagini catturate siano “mosse” deriverebbe da una oscillazione repentina e continua di almeno una delle telecamere. I ricercatori del Lunar Reconnaissance Orbiter hanno dunque concluso che soltanto movimenti bruschi potrebbero essere la causa di immagini così poco nitide. In particolare, risulta evidente che la telecamera soggetta a tali violente oscillazioni sia soltanto una delle due Narrow Angle Cameras.

Sono quindi sempre più fondate le ipotesi che farebbero pensare ad un impatto con un meteorite: non si sono avuti infatti né movimenti dei pannelli solari né di inseguimento dell’antenna che avrebbero potuto causare  simili spostamenti improvvisi durante la cattura delle immagini. Ma anche se si fossero verificati, il tremolio nelle immagini sarebbe stato lo stesso per entrambe le NACs. Di conseguenza, come affermato dallo stesso Robinson, “l’unica spiegazione plausibile sarebbe l’impatto con un meteorite”.

Il team del Lunar Reconnaissance Orbiter ha inoltre dedotto che le dimensioni del meteorite possano essere state di circa 0.8 millimetri, supponendo che viaggiasse ad una velocità di circa 7 chilometri al secondo.  Il fatto che le conseguenze di un impatto con un meteorite siano poi visibili, risulta un evento piuttosto raro, in quanto le telecamere catturano immagini soltanto durante il 10% della giornata. Motivo per cui si ritiene che sia stato un evento quasi unico il fatto che la telecamera sia stata colpita proprio durante la cattura di un’immagine.

La NASA ha deciso soltanto adesso di divulgare questa notizia come un episodio piuttosto curioso, dopo avere effettuato numerosi controlli per garantire che nessuna componente del Lunar Reconnaissance Orbiter fosse stata danneggiata dall’impatto.

Lanciato il 18 giugno 2009, il Lunar Reconnaissance Orbiter ci ha fornito finora dati importantissimi grazie alla sua potente strumentazione di bordo, consentendo agli scienziati di avere  sempre più informazioni riguardo la composizione della superficie lunare.

Fonti: NASA

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Valeria Parnenzini

Appassionata di spazio e tecnologia, collabora con AstronautiNEWS da Agosto 2015.

7 Risposte

  1. RT83_ita ha detto:

    Ma il fatto che si faccia riferimento ad un impatto durante la ripresa fotografica, con risultato evidente, significa che poi le successive riprese sono esenti da questo difetto?

    • signaleleven ha detto:

      In che senso? L’impatto non ha causato danni, e le perturbazioni nell’assetto sono state corrette dal sistema (anzi, la natura ondulatoria del disturbo è *già* indice della correzione, credo, a meno che siano qualche vibrazione propria della struttura).

      Finita la vibrazione, perché le riprese successive dovrebbero riportare difetti?

      • RT83_ita ha detto:

        Credevo, vista la linearità dell’ondulazione, che la stessa fosse causata da un danno permanente all’attrezzatura. (non so, ad esempio a causa dell’impatto, la stessa non fosse più stabile nel suo movimento).

        • signaleleven ha detto:

          Ah, ho capito.
          No, non c’è alcun movimento. Come dice Valeria nell’articolo, la telecamera scansiona una striscia “orizzontale”, mentre la dimensione “verticale” della foto è data dal movimento della sonda in orbita. Niente parti in movimento 🙂

          • RT83_ita ha detto:

            Ok grazie mille! In effetti parti in movimento non avrebbero molto senso…
            Credevo che l’immagine “ondulata” fosse già l’insieme di vari passaggi orizzontali, invece è una singola striscia (insultami pure se dovessi aver sbagliato ancora 😀 ). Grazie

          • signaleleven ha detto:

            Figurati 🙂 Era solo per chiarire.
            Non vorrei averti confuso di più 😉
            Ogni riga dei pixel della foto è una scansione orizzontale (ma senza movimento. Semplicemente viene “fotografata” una intera riga). Il movimento della sonda fa la scansione verticale. Se la sonda vibra “orizzontalmente”, ogni riga è disallineata rispetto alla precedente e alla successiva (guarda un po’ più a destra o un po’ più a sinistra), e l’effetto sono quelle onde.

          • RT83_ita ha detto:

            Adesso è tutto chiaro! Tks 🙂

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