SpaceX raddoppia, lanciati altri 10 Iridium NEXT

Il primo stadio del Falcon 9 nel momento del touchdown (C) SpaceX

(Aggiornato il 26/6)

Secondo successo in tre giorni e nuovo record per SpaceX che con il lancio di 10 satelliti della costellazione Iridium NEXT riafferma il ritorno all’affidabilità del suo vettore, centrando anche l’obiettivo di recuperare il primo stadio per un futuro riutilizzo.

Ecco lo spettacolare video del lancio, che mostra ben poco delle fasi iniziali a causa della fitta nebbia che avvolgeva la rampa di lancio, ma che contiene quella che forse è la miglior sequenza di atterraggio del primo stadio mai vista fino ad oggi.

 

Forte dello static fire completato con successo lo scorso 20 giugno, il Falcon 9 è decollato alle 22:25 italiane di domenica dalla rampa SLC-4E (Space Launch Complex 4E) della Vandenberg Air Force Base in California, posizionata sulla costa ovest degli Stati Uniti praticamente agli antipodi di Cape Canaveral dove due giorni prima aveva preso il via la missione SpaceX/BulgariaSat-1.

Dopo la separazione, il primo stadio del Falcon 9 è atterrato con successo sulla piattaforma oceanica “Just Read the Instructions” (Basta leggere le istruzioni, ndr). La manovra di ritorno è stata trasmessa in diretta streaming regalando senza interruzioni (forse per la prima volta) le spettacolari immagini della discesa, dalla separazione fino al touchdown praticamente perfetto.

Il Falcon 9 ha trasportato i 10 satelliti in orbita bassa terrestre per conto di Iridium, una delle aziende leader mondiali nelle telecomunicazioni, dove offriranno servizi di connettività audio e dati andandosi ad affiancare a quelli già lanciati lo scorso gennaio. Una volta completati i lanci previsti,  la costellazione Iridium NEXT conterà 75 esemplari in totale. La separazione dei dieci satelliti è iniziata circa un’ora dopo il lancio.

Per i più curiosi, ecco la posizione della rampa di lancio nel contesto della base di Vandemberg.

Le nuove grid fin

Una delle particolarità del vettore Falcon 9 usato per questa missione sono quattro nuove”grid fin“, cioè le alette a griglia poste sulla sommità del primo stadio che offrono un relativo controllo durante la manovra di rientro.

Le nuove pinne a griglia, in una foto di SpaceX

 

Quelle installate da questo lancio in poi sono più grandi (da 1,4 a 1,6 metri di lunghezza) e realizzate in titanio, materiale più pesante dell’alluminio usato in precedenza ma che ne garantirà un’usura molto ridotta e un costante riutilizzo, come spiegato dallo stesso Musk via Twitter.

Tutti i nuovi record di SpaceX

Come ampiamente previsto sono stati battuti praticamente tutti i record nella frequenza dei lanci:

  • due in due giorni (precedente 13 giorni);
  • tre in 22 giorni (precedente 33);
  • quattro in 41 (precedente 53);
  • cinque in 55 (precedente 80);
  • sei in 87 (precedente 100);
  • sette in 102 (precedente 124);
  • otto in 126 (160);
  • nove in 162 (236);
  • dieci in 316 (341)

Altro record importante due primi stadi recuperati in due giorni (precedente record 20 giorni).

Da rilevare anche il secondo lancio da Vandenberg nel giro di 162 giorni (precedente record 363 giorni) ed il fatto che in questo 2017 sono stati lanciati nove Falcon 9 dove il record in un singolo anno solare (il 2016) era di otto.

I satelliti Iridium NEXT

Il carico pagante di questo lancio erano 10 satelliti Iridium NEXT destinati a rimpiazzare gli esemplari della generazione precedente della più vasta rete di satelliti commerciali per telecomunicazioni ad oggi esistente. Iridium ha affidato a Thales Alenia Space la costruzione di 81 satelliti, 75 dei quali saranno lanciati da SpaceX. Rimpiazzare uno ad uno i satelliti di una costellazione tanto vasta è un’impresa mai tentata fino ad oggi.

La campagna di lanci programmata da Iridium consiste in otto voli del Falcon 9 di SpaceX, che porteranno in orbita 75 satelliti entro la metà del 2018. Maggiori dettagli sono disponibili sul Press Kit predisposto da SpaceX.

Il logo della missione SpaceX / Iridium-2 -(C) SpaceX

Il prossimo appuntamento con SpaceX

SpaceX sta lentamente recuperando il ritardo accumulato e già si prepara al prossimo lancio fissato per il 4 luglio dallo storico pad 39-A del Kennedy Space Center, in Florida. Payload del Falcon v1.2 sarà un satellite per telecomunicazioni di Intelsat della flotta Epic, e a causa della sua ingente massa non si tenterà il recupero del primo stadio.

Fonte: SpaceX

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Marco Zambianchi

Spacecraft Analyst per la missione Gaia presso ESA/ESOC, è fondatore di ForumAstronautico.it, e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

6 Risposte

  1. RIC 5 stelle ha detto:

    Perché i TG non ne parlano, perché i giornali non ne parlano?

    • signaleleven ha detto:

      Ne hanno parlato in tanti al primo atterraggio, e probabilmente al primo volo con riutilizzo.
      Non ne parlano oggi perchè per quanto interessante e relativamente innovativo, si tratta di un argomento incredibilmente marginale nell’informazione generalista.
      Ne parla la “stampa” (con le virgolette, così ci siamo dentro anche noi) di settore. Non basta?

      • RIC 5 stelle ha detto:

        Beh….no che non basta!
        Mantenere la gente nell’ ignoranza è un buon sistema per fregarla,tu che dici?
        Inoltre….É STRAORDINARIAMENTE INTERESSANTE!
        Sicuramente più del gossip,del pallone e della cronaca nera.

        • Rigelleo ha detto:

          Per me oramai i lanci del falcon sono diventati l’evento della serata, come per un appassionato di calcio 😉 aspetto il momento di poterli guardare i diretta e me la godo sul TV del salotto. Peccato solo che la parte più emozionante dura solo 10 minuti scarsi.

  2. Rigelleo ha detto:

    Il prossimo lancio è previsto per il 4 luglio ma forse sarà rimandato (sarebbero solo 10 giorni dal lancio precedente a cape canaveral, e in teoria il tempo minimo per riattrezzare la base di lancio è di due settimane

  3. espirit ha detto:

    SpaceX in pochissimo rischia di superare per davvero l’ULA. Bene così!

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