International Launch Services annuncia nuove versioni per il Proton

Il lancio di Yamal 401 con un Proton-M. Credit: Roscosmos

Il 13 settembre International Launch Services (ILS) ha annunciato due nuove versioni del suo razzo Proton che saranno dedicate al lancio di piccoli satelliti in orbita geostazionaria.

Una grafica esplicativa delle varie versioni del Proton. Credits: ILS

Una grafica esplicativa delle varie versioni del Proton.
Credits: ILS

Secondo quanto dichiarato da ILS, l’azienda produttrice della famiglia Proton e proprietaria della stessa ILS, il Krunichev State Research and Space Production Center, sta lavorando in sordina a queste due nuove versioni del suo cavallo di battaglia da più di un anno e il lavoro di sviluppo è attualmente in linea con un debutto nel 2017 per la versione Proton Medium e nel 2018 per il Proton Light. La versione utilizzata fino a questo momento prevede 3 stadi mentre le due nuove varianti ne avranno solamente due ma con il fratello maggiore condivideranno lo stadio superiore Breeze M, anche se questo in passato ha dato non pochi problemi. Gli stadi inferiori invece vedranno delle minime differenze con solo dei piccoli allungamenti, a far la differenza tra le due versioni sarà il numero di razzi ausiliari: 6 per la versione Medium e 4 per la Light. Per tutti il sito di lancio sarà il cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan.

Comparazione delle prestazioni di lancio dei vari vettori della classe del Proton. Credits: ILS

Comparazione delle prestazioni di lancio dei vari vettori della classe del Proton.
Credits: ILS

Per quanto riguarda le prestazioni si prevede che il Proton Medium potrà garantire circa 5 tonnellate di carico utile in un’orbita di trasferimento geostazionaria mentre il più piccolo Proton Light con circa 3,5 tonnellate andrà a collocarsi nella stessa fascia del Falcon 9 in versione riutilizzabile. A questo proposito in un incontro con i giornalisti al World Satellite Business Week Conference di Euroconsult, il presidente di ILS, Kirk Pysher, ha fatto sapere che l’azienda non ha attualmente piani per lo sviluppo di un razzo riutilizzabile e anzi ha dichiarato in modo un po’ malizioso: “Siamo molto fieri del fatto che utilizziamo un veicolo a perdere.” Continuando, ha lasciato poco spazio alle interpretazioni quando ha aggiunto: “Abbiamo la capacità di aiutare quei clienti che si trovano in cattive acque in questo momento,” facendo notare che i tipici 18 mesi che intercorrono tra il contratto e il lancio, possono essere ridotti a 9 mesi per carichi che abbiano già volato in precedenza su un Proton. Dando così la sponda a Jim Kramer, vice-presidente alla progettazione e all’assicurazione delle missioni di ILS, il quale ha dichiarato che l’azienda ha a disposizione un Proton Breeze M per il 2017 “se qualcuno vuole o ha bisogno di un lancio.” Chiaro il riferimento alle difficoltà che sta incontrando SpaceX a causa dell’esplosione avvenuta sulla rampa di lancio durante il test del 1 settembre che stanno causando un blocco dei lanci almeno fino a novembre. C’è da ricordare comunque che anche il Proton non ha ancora ripreso i voli dai primi di giugno quando, nonostante abbia immesso in orbita con successo il satellite per telecomunicazioni Intelsat-31, ha manifestato un problema con il secondo stadio spentosi prematuramente.

Parlando in maniera più dettagliata delle due nuove versioni presentate, Pysher ha rivelato come la loro realizzazione è stata dettata per lo più dall’interesse del mercato per i nuovi satelliti a propulsione elettrica che ne determinano una riduzione del peso al lancio a discapito di un trasferimento orbitale più lungo temporalmente parlando. Nelle parole del presidente le due nuove versioni renderanno la famiglia Proton competitiva per almeno i prossimi 15 anni, mentre il direttore generale della Krunichev, Andery Kalinovskiy, ha rivelato che queste due versioni saranno di esclusivo utilizzo da parte di ILS e del mercato commerciale, quindi non per il governo russo che invece è un grande utilizzatore della versione Proton Breeze M. Kalinovskiy ha voluto anche precisare che “anche se la nuova linea di prodotti è un derivato del Proton M, Krunichev ha le capacità di ottimizzare la produzione e l’efficienza operativa e di trasferire questi risparmi ai clienti.” Risparmi che però non sono stati resi pubblici in termini di prezzi da ILS ma che “saranno molto competitivi con tutti i vettori comparabili inclusi SpaceX e Ariane.”

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Rudy Bidoggia

Appassionato di spazio e di tutto ciò che è scienza dalla tenera età, scrive dal 2012 per AstronautiNews. Lavora come tecnico informatico presso un’azienda metalmeccanica del Friuli Venezia Giulia.

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