Starliner: è iniziato l’assemblaggio della Spacecraft 1

Credit: NASA - Dimitri Gerondidakis

Nonostante i ritardi sulla tabella di marcia, al Kennedy Space Center procedono i lavori per la realizzazione dello Starliner, o CST-100, il veicolo spaziale della Boeing che, insieme alla Dragon V2 di SpaceX, dal 2018 porterà gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale. Nelle scorse settimane sono arrivati presso la struttura del KSC per l’assemblaggio dei veicoli commerciali (denominata Commercial Crew and Cargo Processing Facility) i tre principali elementi – sezione superiore, inferiore e portello di attracco – che comporranno la Spacecraft 1, la prima capsula Starliner destinata al volo.

La struttura dello Starliner

Lavorazione della sezione inferiore dello Starliner - Credit: Janicki Industries

Lavorazione della sezione inferiore dello Starliner – Credit: Janicki Industries

Il modulo inferiore, di forma cilindrica e quello superiore, a tronco di cono, mostrano esternamente una superficie caratteristica a nido d’ape, con incavi a forma triangolare e rettangolare. Le due sezioni sono realizzate in un solo pezzo di lega di alluminio, senza saldature, che è stato successivamente “intagliato” in modo da ottenere una struttura leggera, ma capace di resistere alle sollecitazioni del volo spaziale. Una lavorazione particolarmente complessa, alla quale hanno collaborato diversi fornitori di Boeing, in varie parti degli States.

La struttura a nido d’ape sarà ovviamente nascosta dal rivestimento protettivo esterno e, nella zona inferiore, dallo scudo termico. Ma l’applicazione di queste parti sarà tra gli ultimi momenti dell’assemblaggio. In una prima fase le componenti saranno separatamente completate con i cablaggi, l’avionica e gli altri sistemi di bordo. Solo in seguito i due “gusci” saranno uniti attraverso bulloni, in modo da poter ultimare gli impianti elettrici e idraulici, e lo Starliner prenderà la sua forma di capsula spaziale.

Lo “Structural Test Article”

Mentre iniziano i lavori sulla Spacecraft 1 un altro Starliner è ormai completato: si tratta del modello destinato ai test strutturali. A breve sarà in viaggio per Huntington Beach, in California, dove sarà sottoposto a varie prove per verificarne la resistenza alle sollecitazioni dinamiche e ai carichi e utilizzato per testare il sistema pirotecnico che gestirà la separazione dal modulo di servizio. Seguiranno anche prove di resistenza al vuoto, alle temperature e di compatibilità elettromagnetica e quanto altro occorre per provare l’idoneità del veicolo a trasportare un equipaggio umano nel rischioso ambiente spaziale.

Assemblaggio dello Starliner Structural Test Article. Credit: Boeing

Assemblaggio dello Starliner Structural Test Article. Credit: Boeing

Pad Abort Test e oltre

Una volta pronta, la Spacecraft 1 potrà invece effettuare un breve volo: il Pad Abort Test. Per tutte le capsule progettate per il volo umano è infatti prevista la presenza di un sistema di sicurezza, in grado di trasportare gli astronauti al sicuro, in caso di un evento catastrofico come l’avaria o l’esplosione del lanciatore. Nell’ambito del Commercial Crew Program della NASA, la prima prova di tale sistema prevede che la capsula sia collocata direttamente sulla piattaforma di lancio. A differenza della Dragon V2, che ha già effettuato questo test nel maggio scorso, lo Starliner sarà in quella occasione unito con il modulo di servizio, che ospiterà i quattro motori utilizzati per l’abort.

L'astronauta NASA Suni Williams si addestra al docking sul simulatore del CST-100 Starliner. Credit: NASA - Dimitri Gerondidakis

L’astronauta NASA Suni Williams si addestra al docking sul simulatore del CST-100 Starliner. Credit: NASA – Dimitri Gerondidakis

Il Pad Abort Test dovrebbe essere svolto nel 2017, prima del primo volo orbitale senza equipaggio, che dovrebbe avvenire entro la fine del prossimo anno. Il primo volo di prova con equipaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale è ancora programmato per i primi mesi del 2018.

 

Immagini della preparazione della Spacecraft 1 e dello Structural Test Article in un video della NASA:

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Roberto Mastri

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