Un anno di ricerche “terrestri” per la NASA

Vista dal Gulfstream-III della NASA sulla Groenlandia orientale. Credit: NASA

NASA manderà vari scienziati in giro per il mondo nel 2016, dai confini dei ghiacciai della Groenlandia alla barriera corallina dell’Oceano Pacifico del sud, per studiare nel dettaglio come sta cambiando il nostro pianeta e il ruolo che gli esseri umani hanno su questi cambiamenti.

Le scienze della terra non sono un ambito di ricerca nuovo per la NASA, ma i prossimi sei mesi vedranno un periodo particolarmente attivo in questo campo, con ben otto campagne di ricerca che coinvolgeranno ricercatori in diverse parti del mondo. Com’è ormai prassi per la macchina divulgativa dell’agenzia spaziale americana, anche i non addetti ai lavori potranno seguire le varie campagne sul nuovo sito internet Earth Expeditions e sui vari canali social, su cui verranno distribuiti regolarmente video, foto e articoli relativi alle vari missioni.

“Combinare l’osservazione a lungo termine dallo spazio con misure dettagliate in loco è un modo molto efficace per decifrare quello che sta avvenendo nel nostro mondo”, ha dichiarato Michael Freilich, direttore della Divisione Scienze della Terra di NASA. “I dati provenienti dalle spedizioni di ricerca NASA, insieme ai dati satellitari e ai risultati delle simulazioni al computer, sono utilizzati dagli scienziati di tutto il mondo per affrontare molte delle sfide ambientali del giorno d’oggi e incrementare le nostre conoscenze di come funziona la Terra, vista come un sistema complesso ed integrato”.

NordForsk: TFI - "Chages of the Greenland Cryosphere" and "SVALI final conference". Ilulissat Greenland June 2-5 2015

Ghiacciai groenlandesi. Credit: NordForsk

Il primo dei nuovi progetti, attualmente in corso, riguarda lo studio di quanto l’oceano intorno alla Groenlandia riesca a sciogliere i bordi del ghiacciaio groenlandese da sotto. Il team della spedizione Oceans Melting Greenland (OMG) sta conducendo la prima campagna di volo sui bordi del ghiacciaio lungo l’intera costa della Groenlandia. Il prossimo autunno il team tornerà a misurare le temperature dell’acqua costiera distribuendo sensori marini con l’aereo a disposizione.

La spedizione KORUS-AQ (Korea/US Air Quality), in Corea del Sud, comincerà a maggio e si concentrerà sullo studio della qualità dell’aria. Questa ricerca congiunta tra la NASA e la Repubblica Coreana servirà ad incrementare la nostra abilità nel monitorare l’inquinamento atmosferico dallo spazio, integrando misure da aerei, stazioni a terra, navi e satelliti in orbita.

La nave scientifica Atlantis della NASA. Credit: NASA/Rich Moore

La nave scientifica Atlantis della NASA. Credit: NASA/Rich Moore

Sempre a maggio partirà nell’Atlantico del nord anche il North Atlantic Aerosols and Marine Ecosystems Study (NAAMES). La spedizione tornerà in volo e sul mare per il secondo anno per studiare l’influenza sul clima e sul sistema nuvoloso delle piccole particelle organiche emesse dalla fioritura di plancton più grande del mondo.

Squadre di scienziati che lavorano alla spedizione ABoVE (Arctic Boreal Vulnerability Experiment) saranno per tutto l’anno nella tundra e nelle foreste dell’Alaska e del Canada nord-occidentale per studiare il ruolo del clima negli incendi spontanei, nello scioglimento del permafrost, nelle migrazioni animali e

Barriera corallina presso le Isole Marianne. Credit: NOAA/David Burdick

Barriera corallina presso le Isole Marianne. Credit: NOAA/David Burdick

A giugno sarà invece il turno del team del progetto COral Reef Airborne Laboratory (CORAL) che comincerà a utilizzare strumenti in acqua e in aria alle Hawaii per valutare le condizioni degli ecosistemi corallini minacciati. In autunno, poi, il team si trasferirà presso la grande barriera corallina australiana.

Tre campagne di volo partiranno in estate e studieranno componenti critici dell’atmosfera legati al clima. Il team ATom (Atmospheric Tomography) volerà sia sull’Oceano Pacifico che sull’Atlantico per migliaia di chilometri raccogliendo misure su più di 200 specie chimiche dalla superficie dell’oceano fino a oltre dieci chilometri di quota per studiare il contributo al cambiamento climatico dei gas serra di breve durata, come ozono e metano. Il team del progetto Atmospheric Carbon and Transport – America (ACT-America) studierà invece i cieli degli Stati Uniti orientali per capire meglio la produzione e la rimozione di gas serra, partendo dalla Louisiana, dal Nebraska e dalla Virginia. Infine, ORACLES (Observations of Clouds above Aerosols and their Interactions) studierà l’interazione tra il fumo prodotto dai grandi incendi in Africa meridionale e i sistemi nuvolosi dell’Atlantico del sud, e l’impatto che questi fenomeni hanno sul clima e le precipitazioni piovose.

KORUS-AQ e ABoVE facevano parte dei programmi di ricerca preesistenti della Divisione Scienze della Terra della NASA. Gli altri sei nuovi esperimenti sono gli ultimi di una serie di ricerche pluri-annuali selezionate nel 2014 nell’ambito del programma NASA Earth Venture Suborbital.

Fonte: NASA

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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