Eutelsat lancia la rivoluzione del Quantum, il satellite riconfigurabile

Se non è una rivoluzione poco ci manca: Eutelsat, Airbus D&S, Esa e l’Agenzia spaziale del Regno Unito hanno firmato un accordo (PPP, Public-Private Partnership) per la costruzione della nuova generazione di satelliti Quantum, che avranno la caratteristica di poter essere riconfigurati ed adattati alle esigenze dei clienti via software, direttamente in orbita.

In sostanza sarà possibile modificare larghezza di banda, potenza, frequenza e pozione orbitale da terra, senza aver la necessità di mandare in orbita un nuovo satellite come è avvenuto fin’ora. Si tratta, come immaginabile, di un vantaggio non da poco, che permetterà da un lato di allungare la vita dei satelliti e dall’altro di risparmiare sui costi di lancio.

I primi satelliti andranno in orbita nel 2018 con un lanciatore ancora da definire. In ogni caso, Eutelsat ha tenuto a precisare che non sarà obbligata ad utilizzare l’Ariane 5. Come prassi per i satelliti di comunicazione, i Quantum saranno posizionati in orbita geostazionaria.

I nuovi Quantum saranno costruiti dalla sezione Airbus Defence & Space (ADS) e sfrutteranno la piattaforma satellitare dell’azienda britannica Surrey Satellite Technology (SST). I dettagli economici del contratto non sono stati resi noti, ma l’investimento è stato stimato intorno ai 200 milioni di euro. Un importante aiuto alla realizzazione del progetto è arrivato dal governo britannico, che ha contribuito al 90% alla parte di finanziamento Esa del progetto.

L’antenna in banda Ku da 6-7 gigabits dei Quantum sarà costruita dalla sussidiaria spagnola di Airbus CASA sfruttando le tecnologie impiegate nei satelliti per telecomunicazioni militari spagnolo XTAR e britannico Skynet 5.

Secondo l’Esa, gli Eutelsat Quantum saranno «la prima generazione di satelliti universali in grado di servire qualsiasi regione del mondo e adattarsi a nuove attività, senza che l’utente debba comprare e lanciare un nuovo satellite».

«Quando si pensa di un satellite, lo si pensa congelato nello spazio» ha detto il direttore generale di Eutelsat Michel de Rosen. «Grazie ai Quantum e all’uso intensivo del software saremo in grado di spostare il satellite e puntare la sua capacità, per esempio, sul Mediterraneo in estate, sui Caraibi in inverno. Oppure seguire un drone, una nave o un aereo. Potremo offrire ai nostri clienti una flessibilità d’utilizzo che nessun altro satellite offre oggi».

In ogni caso, la tecnologia Quantum non sarà esclusiva di Eutelsat. Ed è quindi probabile che nei prossimi anni anche gli altri operatori di telecomunicazione satellitare comincino a sfruttare le possibilità di riconfigurazione offerte dai nuovi satelliti di Airbus e SST.

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Commenti

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Una risposta

  1. 3 Febbraio 2016

    […] piattaforme NEO sono – insieme al Quantum di Airbus e SSL e al SmallGEO di HBO –  i principali progetti satellitari in corso in […]