ADELINE, la riutilizzabilità secondo Airbus

Airbus, uno dei maggiori player europei e mondiali nelle tecnologie aerospaziali ha presentato un concept per lo sviluppo di un sistema di recupero dei propulsori del futuro lanciatore Europeo.
La tendenza, come già dichiarato da SpaceX e ULA, è la volontà, almeno sulla carta, di riutilizzare in parte i lanciatori utilizzati per la messa in orbita di payload vari in modo da recuperare se possibile parte dei costi di produzione.
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SpaceX sta cercando di sviluppare un sistema per il recupero dell’intero primo stadio dei propri Falcon 9 utilizzando un rientro controllato dello stesso su “zampe”, ULA invece ha dichiarato che svilupperà un sistema per il rientro controllato, attraverso una vela, del solo gruppo propulsori recuperando quest’ultimo a mezz’aria attraverso un velivolo.
Airbus invece è scesa in campo con un sistema che promette di recuperare, come ULA, la sola parte propulsori, quella cioè considerata di maggior valore, attraverso un sistema di ali e propulsori che permettano di fare atterrare questa parte su una normale pista.
L’Advanced Expendable Launcher INnovative engine Economy, o appunto ADELINE, si prefigge di entrare in servizio per il 2025 e supportare quanto prima i clienti che sempre più spesso hanno come obiettivo la messa in orbita di costellazioni di centinaia o addirittura migliaia di satelliti.

Una volta conclusa la normale parte del volo destinata ad accelerare il vettore fino ad esaurimento del propellente del primo stadio, il gruppo propulsivo si staccherebbe dal resto del primo stadio, composto quasi esclusivamente dai serbatoi di propellente, e a Mach 5 rientrerebbe in atmosfera protetto da uno scudo termico metallico controllando il proprio assetto attraverso delle piccole ali.
Una volta raggiunta la velocità subsonica dalle ali verrebbero dispiegate delle piccole eliche che supporteranno il volo fino all’atterraggio su piccoli pattini.
L’utilizzo di ADELINE è stato proposto per il futuro Ariane 6, previsto per il debutto intorno al 2020, ma utilizzando come propellente cherosene e ossigeno liquido può essere facilmente adattato a molti altri vettori su richiesta.
“Dobbiamo essere pronti ad aumentare il nostro rateo di lanci e la massa immessa in orbita annualmente riducendo i costi” ha dichiarato Hervé Gilibert, Direttore tecnico di Airbus Space Systems, “i payload del futuro saranno più leggeri e più economici. Siamo probabilmente all’inizio di una grande evoluzione nel nostro business. Sono in arrivo enormi costellazioni che richiederanno un incremento enorme nel rateo di lanci”.
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Hervé Gilibert, durante la presentazione avvenuta al salone aerospaziale di Le Bourget appena concluso è passato poi ad un confronto diretto con quello che attualmente sembra essere il principale concorrente di Airbus, ovvero SpaceX con il sistema di riutilizzo del primo stadio del Falcon 9.
Secondo Gilibert l’80% del costo del primo stadio è nella sua sezione propulsiva, considerando che questa può contenere interamente anche avionica e sistemi di controllo e il sistema ADELINE potrebbe portare ad una riduzione dei costi operativi del 30% comparato con gli attuali sistemi di lancio.
Passando al confronto con SpaceX secondo Airbus il sistema sarà nettamente più economico e vantaggioso in quanto per far rientrare il primo stadio del Falcon 9 questo necessita di 44ton in più di propellente portando ad una riduzione del payload compresa fra il 30% e il 50% rispetto alla massima prestazione di un vettore completamente a perdere, ma l’implementazione di ADELINE su un vettore non peserà così tanto portando quindi ad avere una perdita di prestazione pura nettamente inferiore.
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Attualmente Airbus ha già brevettato diverse tecnologie utilizzate nel sistema ADELINE, come ad esempio il ripiegamento delle eliche, e i test in galleria del vento sono già stati effettuati da 6 a 8 mesi fa abbassando di molto il rischio di sviluppo del sistema. Attualmente sta volando un sistema in scala per i test di atterraggio.

Ipotizzando un utilizzo del sistema dalla Guyana Francese per Ariane 6 i tempi di rimessa in servizio saranno molto brevi, con una manutenzione abbastanza limitata ai sistemi che potrà essere effettuata in loco.

Nel video di seguito è possibile vedere il concept nel suo intero profilo di missione

Fonte: Airbus

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Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.

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