Partita la missione Dragon CRS-6

Credits: NASA/Kim Shiflett

La missione di rifornimento Dragon CRS-6 è partita alla volta della Stazione Spaziale Internazionale alle 22:11 CEST di ieri 14 aprile, sollevandosi dal Pad 40 della Cape Canaveral Air Force Station grazie alla spinta del potente vettore Falcon 9. Si tratta del dodicesimo volo che la capsula di SpaceX compie verso la ISS, nel contesto del contratto CRS che lega l’azienda di Elon Musk alla NASA.

Inizialmente il lancio era stato programmato per ieri, ma un lieve peggioramento delle condizioni meteo ha impedito di rispettare la tabella di marcia facendo scivolare tutto al giorno successivo.

Ecco le spettacolari immagini del lancio ed i replay da vari punti di vista.

Dragon CRS-6 porta in orbita un carico di circa 2 tonnellate, tra cui il materiale necessario per 40 degli oltre 250 esperimenti in corso a bordo della ISS per le Expedition 43 e 44. Alcuni di questi vedono come protagonista l’astronauta Scott Kelly della NASA, che insieme al collega russo Mikhail Kornienko resterà a bordo per un anno nel contesto dell’ormai famoso progetto “One Year Crew“. Si tratta, in breve, di uno studio necessario per comprendere rischi e conseguenze sulla fisiologia e psicologia umana dei viaggi spaziali di lunga durata.

Dragon non si limiterà a trasportare carichi verso la Stazione Spaziale, ma ha anche la capacità di riportare carico utile sulla Terra. Gli astronauti infatti caricheranno quasi 1300 kg di materiali non più necessari ed esperimenti completati, e dopo circa cinque settimane trascorse collegato alla ISS il veicolo sarà sganciato e potrà fare rientro sul nostro pianeta atterrando nell’Oceano Pacifico, al largo della California.

La capsula di SpaceX non ha la capacità di completare autonomamente una manovra di attracco. Per questo motivo una volta raggiunta la ISS il Dragone si accosterà all’avamposto orbitale con un vero e proprio volo in formazione, e giunto alla distanza di circa 10 metri sarà compito della nostra Samantha Cristoforetti acchiapparlo con il braccio robotico Canadarm 2, ed agganciarlo ad uno dei boccaporti disponibili. In questa operazione, programmata per le 13.00 italiane di venerdì 17 aprile, Samantha sarà assistita dal collega americano Terry Virts.

Meno fortunato il destino del primo stadio del razzo vettore, che SpaceX contava di recuperare con successo grazie al rientro controllato, ma dalle notizie pubblicate su Twitter dallo stesso Elon Musk, fondatore e CEO dell’azienda aerospaziale, l’operazione è purtroppo nuovamente fallita. Ecco i suoi commenti .

http://web.archive.org/web/20150414235735/https://twitter.com/elonmusk/status/588084593552596992

Lo stadio si è avvicinato correttamente alla piattaforma ancorata al largo della Florida, ma l’eccessiva velocità laterale e il probabile fallimento di una delle valvole che controllano il flusso dei propellenti ha fatto sì che lo stadio toccasse la piattaforma troppo duramente, cadendo di lato, come mostrato nel video di Vine qui sotto. Naturalmente gli ingegneri dell’azienda di Howthorne torneranno a provare il prossimo giugno, in occasione del lancio di Dragon CRS-7.

Credits

Immagine in evidenza: NASA/Kim Shiflett

Fonte: NASA

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Marco Zambianchi

Spacecraft Analyst per la missione Gaia presso ESA/ESOC, è fondatore di ForumAstronautico.it, e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

Una risposta

  1. Federico Suriani ha detto:

    Figo bravi.

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