L+150: NATO, le nanoparticelle che contrastano la perdita ossea

Samantha Cristoforetti sostituisce il serbatoio di riciclaggio dell'Urine Processing Assembly. Credit: ESA/NASA
Samantha Cristoforetti sostituisce il serbatoio di riciclaggio dell'Urine Processing Assembly. Credit: ESA/NASA

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti (nota scritta il 24/04/2015):

Avamposto Spaziale ISS. Orbita Terrestre—Giorno di missione da 150 (22 aprile 2015)—Hei, non ho dimenticato di avere promesso di parlarvi dell’esperimento NATO!

Mercoledì ho concluso NATO rimuovendo i contenitori dell’esperimento dall’incubatrice Kubik e conservandoli nel congelatore MELFI, con il loro stato biologico congelato fino a quando i ricercatori a terra potranno averli a disposizione ed eseguire le loro analisi post-volo.

Il nome completo dell’esperimento è Nanoparticles and Osteoporosis [nanoparticelle e osteoporosi—N.d.T.] e, come Osteo-4 descritto nell’ultima nota del diario, studia le ossa. Ma mentre Osteo-4 è interessato a stabilire i meccanismi che ci fanno perdere massa ossea in microgravità, NATO vuole indagare come porvi rimedio e, in particolare, se un tipo particolare di nanoparticelle possano essere efficaci nel contrastare la perdita ossea.

Vedete, non è molto intuitivo, ma l’osso è un tessuto vivente che viene costantemente distrutto e rigenerato. Delle cellule chiamate osteoclasti distruggono l’osso, altre cellule denominate osteoblasti producono nuovo osso. Fino a quando la distruzione e la rigenerazione rimangono in equilibrio, tutto va bene, ma in assenza di peso questo equilibrio si altera e vincono gli osteoclasti. È quello che accade anche nelle persone che soffrono di osteoporosi, sfortunatamente un problema comune!

NATO osserva in vitro gli effetti dell’aggiunta al tessuto osseo di varie dosi di “nanoparticelle-di-idrossiapatite-arricchite-in-stronzio”, o nHAP-Sr. Alcuni studi a terra hanno suggerito che aggiungere nHAP-Sr potrebbe essere efficace nell’ostacolare gli osteoclasti nella loro azione di distruzione dell’osso, cosa che potrebbe portare a un bilancio più favorevole nel ciclo di distruzione/rigenerazione. Una ricerca promettente per noi astronauti nello spazio e per le persone a terra che soffrono di perdita ossea!

Ma naturalmente quassù non si fa scienza per tutto il tempo. Dobbiamo mantenere in funzione la Stazione, che significa anche sostituire periodicamente il Serbatoio di Riciclaggio nel nostro Urine Processing Assembly, o UPA [impianto di trasformazione dell’urina—N.d.T.]. Potete vedere UPA nella foto, occupa l’area del ponte sotto la nostra toilette spaziale. Ciò che rimane della nostra urina dopo essere stata trasformata nell’UPA, un liquido verdastro denso e dall’odore non molto piacevole chiamato salamoia, viene raccolto nel serbatoio di riciclaggio, che naturalmente deve essere sostituito quando si riempie.

Ma ho terminato la giornata con un altro fantastico esperimento chiamato Nematode Muscle [muscolo di nematoda—N.d.T.]. Ve ne parlerò la prossima volta!

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

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Samantha Cristoforetti

Dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il lancio della sua prima missione, in cui trascorrerà circa sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, è previsto per il 24 novembre 2014. È inoltre un ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano.

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