L+130: Sotto la lente di ingrandimento per la scienza

Samantha Cristoforetti esegue una scansione OCT di Scott Kelly. Credit: ESA/NASA
Samantha Cristoforetti esegue una scansione OCT di Scott Kelly. Credit: ESA/NASA

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti (nota scritta il 02/04/2015):

Avamposto Spaziale ISS. Orbita Terrestre—Giorno di missione 130 (2 aprile 2015)—Hei, sono sicura che l’avete saputo: qui sulla ISS abbiamo due membri dell’equipaggio che rimarranno a bordo per, non scherzo, un anno intero!

Potrebbe essere la prima di diverse spedizioni estese, e la motivazione principale è naturalmente l’osservazione della fisiologia e della salute umana nel corso di un periodo di tempo più lungo delle missioni standard di 6 mesi, quindi non sorprende che Scott e Misha siano già stati messi “sotto la lente di ingrandimento” più approfonditamente di, diciamo, Terry o me.

C’è un’ampia serie di studi che indagheranno numerosi aspetti del loro processo di adattamento e tutti quegli esperimenti hanno bisogno dei dati dell’inizio della missione.

Oggi è stato un grande giorno per la ricerca sulla salute oculare!

In effetti, la mia giornata lavorativa è terminata con delle sessioni consecutive in cui ho assistito Scott e Misha nel riprendere immagini dei loro occhi con l’oftalmoscopio, ma ancora prima della nostra Daily Planning Conference [riunione giornaliera di pianificazione—N.d.T.] ero già incaricata della preparazione della macchina Optical Coherence Tomography (OCT) [tomografia a coerenza ottica—N.d.T.] per le scansioni dei loro occhi.

Gennadi ha assistito Misha, prima che arrivasse il mio turno di assistere Scott. Devo confessare che temo un po’ queste attività: ottenere delle buone scansioni non è sempre facile è non è raro doverle ripetere diverse volte per ottenere un risultato soddisfacente. Può essere piuttosto frustrante per l’operatore e faticoso per il soggetto, che deve tenere gli occhi aperti e immobili per molto tempo.

Abbiamo dei supervisori magnifici che dirigono l’operazione da terra, ma ricevono l’immagine in streaming dal nostro laptop con un leggero ritardo, che talvolta rende difficile fornire indicazioni in tempo reale quando l’immagine varia rapidamente. Detto questo, oggi non ho avuto nulla di cui preoccuparmi. Scott ha un talento naturale per questo! È proprio il soggetto perfetto (o almeno è certamente meglio di me): il suo sguardo era così fermo che erano necessarie solo delle regolazioni minime della posizione dell’obiettivo durante la scansione per mantenere in vista gli strati dell’occhio desiderati, rendendo così facile il mio lavoro. Grazie, Scott!

Fra le sessioni di ricerca sugli occhi e alcuni altri piccoli compiti (come diagnosticare un problema a uno dei nostri frigoriferi Merlin), oggi ho avuto anche tre videoconferenze con delle persone a terra—un po’ inusuale, generalmente sono distribuite nell’arco della settimana. Oltre al consulto settimanale con il mio medico spaziale Brigitte, ho parlato con alcune persone al COL-CC ed ESTEC: il direttore di missione e il direttore di volo responsabile, così come l’Eurocom in servizio e il responsabile della scienza della missione. Allo stesso modo, in serata Scott, Terry e io abbiamo avuto la nostra conferenza settimanale con Houston e Huntsville per quanto riguarda la NASA e un aggiornamento sulle operazioni in corso dal direttore di volo responsabile e il resto del team della Spedizione 43.

Se siete fra quelli che seguono lo stream in diretta dalla Stazione Spaziale, incluse le comunicazioni space-to-ground [dallo spazio a terra—N.d.T.], potreste aver notato che non sentite queste conferenze: il motivo è che il controllo missione impone delle limitazioni, in modo che nessuno oltre ai soggetti interessati ascolti la conversazione. Come potete immaginare è particolarmente importante per i consulti medici e psicologici periodici, ma anche per i contatti settimanali con le famiglie, così come l’assistenza a distanza per gli esami sui soggetti umani, come un’ecografia o le scansioni OCT di oggi.

Oggi ho lavorato un po’ anche al bilancio dell’acqua. Come sono sicura sappiate, ricicliamo tutta l’acqua a bordo grazie a un impianto chiamato Water Processing Assembly (WPA) [impianto per il trattamento dell’acqua—N.d.T.]. Beh, WPA sta avendo degli intoppi ultimamente, quindi attualmente non produce acqua potabile. Ma… niente panico! Abbiamo molta acqua nelle tubazioni e borse piene in abbondanza. Tuttavia, mentre gli specialisti a terra elaborano un piano per diagnosticare il problema del WPA, c’è un po di lavoro da fare per mantenere il corretto bilancio dell’acqua.

Vedete le didascalie delle foto per altre informazioni!

Foto

Le borse dell’acqua

Samantha Cristoforetti controlla una borsa di acqua iodata. Credit: ESA/NASA

Il controlli di una borsa di acqua iodata. Credit: ESA/NASA

Conserviamo l’acqua in queste borse, chiamate CWC-I. La lettera “I” (e il colore viola sull’etichetta) indica che contiene acqua iodata—lo iodio viene aggiunto alla nostra acqua potabile per il controllo batterico, ma viene poi rimosso nell’erogatore di acqua potabile prima che sia distribuita all’utente finale (noi). È importante avere delle etichette appropriate sulle borse: le etichette marroni, per esempio, indicano il condensato (acqua raccolta prima che venga ritrattata). Se doveste mettere il condensato nella “borsa viola”, quella borsa verrebbe contaminata e non sareste più in grado di conservare dell’acqua potabile.

Samantha Cristoforetti con una borsa di acqua iodata. Credit: ESA/NASA

Una borsa di acqua iodata. Credit: ESA/NASA

L’esame Optical Coherence Tomography

Samantha Cristoforetti esegue una scansione OCT di Scott Kelly. Credit: ESA/NASA

Una scansione OCT di Scott Kelly. Credit: ESA/NASA

Scott e io al lavoro per la sua prima scansione con l’Optical Coherence Tomograph. Ripeterà questa scansioni ogni mese per il prossimo anno!

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

Segui la discussione su ForumAstronautico.it

http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=23316.0

Samantha Cristoforetti

Dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il lancio della sua prima missione, in cui trascorrerà circa sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, è previsto per il 24 novembre 2014. È inoltre un ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.