CRS-3 Dragon di SpaceX in orbita verso la ISS

È iniziata ieri la terza missione di rifornimento della compagnia privata SpaceX, con il lancio del vettore Falcon 9 v1.1 e la capsula Dragon che domenica raggiungerà la Stazione Spaziale Internazionale.

Designata CRS-3, dopo l’annullamento del lancio avvenuto lo scorso lunedi a causa di una perdita di gas elio, la missione è partita alle 21.25 italiane dal Complex 40 della Cape Canaveral AFS in Florida per consegnare oltre 2 tonnellate di rifornimenti e materiale vario all’attuale equipaggio sulla ISS.

Il distacco di Dragon dal secondo stadio

Il distacco di Dragon dal secondo stadio

Dopo quasi 10 minuti dal lancio la capsula Dragon si è separata dal secondo stadio del razzo immettendosi correttamente in orbita ed aprendo i due grandi pannelli solari e la Navigation Bay che contiene i sensori laser e termici di guida.

A causa di un problema al sistema propulsivo, riconducibile ad una valvola difettosa che però è stata subito bypassata, il piano di volo originale ha subito delle varizioni perchè non è stato possibile effettuare una delle prime correzioni di rotta previste.
Lo stesso fondatore e CEO di SpaceX Elon Musk ha però affermato in serata che il problema è stato aggirato e che la caspula rimane sempre in rotta per il rendez-vous di domenica mattina con la ISS.

Particolare del primo stadio con visibile sue delle 4 landing legs ripiegate in configurazione lancio. Foto Credit: http://www.scriptunasimages.com/

Particolare del primo stadio con visibile due delle 4 landing legs ripiegate in configurazione lancio. Foto Credit: Scriptunas

Questo lancio verrà sicuramente ricordato per la presenza sul primo stadio del Falcon 9 delle famose “landing legs“, quattro grandi zampe di atterraggio in fibra di carbonio e alluminio che dovrebbero essersi aperte durante il rientro controllato del primo stadio che ha correttamente eseguito due accensioni dei nove motori Merlin per rallentare la sua caduta dell’oceano.
Musk ha affermato che dai dati inviati l’ammaraggio è avvenuto correttamente ad una velocità relativamente bassa perchè i sensori hanno continuato a funzionare per 8 secondi dopo lo splash-down.
Alcune navi recupero sono già nella zona per recuperare il razzo ed eventualmente poterlo riutilizzare, secondo i piani commerciali di SpaceX, per ridurre drasticamente i costi di lancio.
Nel caso sarà questa la prima volta di riutilizzo di un primo stadio di lanciatore orbitale.

Dicendosi entusiasta del comportamento del primo stadio, Musk ha però sottolineato che la missione primaria di questa missione è il rifornimento della ISS secondo il contratto COTS da $1,6 miliardi per 12 missioni, che lega SpaceX alla NASA.

Nella mattinata di domenica la Dragon inizierà l’avvicinamento automatico alla ISS fino ad una distanza tale da permetterne la cattura da parte braccio robotico della Stazione Spaziale manovrato dal giapponese Koichi Wakata e dallo statunitense Rick Mastracchio, che quindi proseguiranno con l’aggancio vero e proprio ad uno dei portelli di attracco della ISS.

Il carico primario, oltre ai rifornimenti per l’equipaggio, parti di ricambio e materiale vario è così composto:
– High Definition Earth Viewing cameras (HDEV), 4 videocamere HD che riprenderanno la Terra.
– Optical Payload for Lasercomm Science (OPALS), un dimostratore di comunicazione laser ad ampia banda.
– T-Cell Activation in Space (TCAS), per lo studio delle deficienze nel sistema immunitario umano in condizioni di microgravità.
– Vegetable Production System (VEGGIE), un esperimento per coltivare della lattuga per purificare l’aria e per il consumo umano.
– Le gambe dell’androide prototipo Robonaut 2 che risiede a bordo della ISS dal 2011.
– MERCCURI, un progetto di osservazione comparativa tra alcuni microbi sulla Terra e sulla ISS.

Il carico secondario consiste in 5 micro satelliti CubeSat che sono stati rilasciati appena Dragon è entrata in orbita.

Il video del lancio:

Fonte: SpaceX, NasaSpaceFlight, SpaceFlightNow

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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino. Dopo studi e lavoro nel settore chimico industriale, per un decennio mi sono dedicato ad altro, per inserirmi infine nel settore dei materiali compositi anche per applicazioni aerospaziali. Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione.