L-382: Perché servono le telecamere anche con le finestre grandi

Expedition 42/43 crew members Samantha Cristoforetti, Barry Wilmore, Terry Virts during FF T&C/R Mini Sim 1 in the SES Alpha Cupola trainer. Credit: Lauren Harnett
Expedition 42/43 crew members Samantha Cristoforetti, Barry Wilmore, Terry Virts during FF T&C/R Mini Sim 1 in the SES Alpha Cupola trainer. Credit: Lauren Harnett

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti:

Johnson Space Center (Houston, USA), 14 novembre 2013—Quando monitoriamo l’avvicinamento di un veicolo in visita come Dragon, Cygnus o HTV, alla postazione di lavoro robotica abbiamo generalmente tre viste di telecamere.

Considerato che usiamo la Cupola come postazione di lavoro primaria (c’è un backup nel laboratorio Destiny), potreste chiedervi perché ci servono le viste delle telecamere, dal momento che abbiamo una visuale diretta attraverso le finestre. La ragione è che abbiamo bisogno degli overlay, cioè informazioni aggiuntive generate dal software e sovrapposte all’immagine della telecamera. Un elemento importante è il corridoio in cui si suppone che si trovi il veicolo durante l’avvicinamento. Disponiamo anche di un overlay con il volume di presa in cui il meccanismo di presa deve trovarsi per la cattura, e molti dati telemetrici.

Il monitor centrale ha la vista della telecamera dell’attuatore all’estremità con la sovrapposizione dell’inviluppo di presa: la croce e le barre che potete vedere nella foto. Nella foto il veicolo è ancora troppo lontano, ma quando mantiene la posizione al punto di cattura, il bersaglio situato accanto al meccanismo di presa è in vista.

L’overlay ci permette dunque di capire quali correzioni traslazionali e rotazionali abbiamo bisogno di eseguire per allineare il perno con l’attuatore all’estremità, oltre che quando siamo alla giusta distanza per premere il grilletto per chiudere i lacci.

Ecco altre foto di questa sessione di addestramento.

Foto credit: NASA/Harnett

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

Samantha Cristoforetti

Dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il lancio della sua prima missione, in cui trascorrerà circa sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, è previsto per il 24 novembre 2014. È inoltre un ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.