Il Dnepr porta in orbita 32 satelliti

Dnepr launch with Multiple Satellites - November 21, 2013

La sezione di un Dnepr.

Giovedì 21 novembre è stato lanciato un razzo Dnepr dalla base militare di Dombarovsky, vicino ad Yasny nel sud della Russia.

A bordo trovavano posto ben 32 satelliti di vari entri e organizzazioni internazionali di 18 paesi diversi.
Denpr ritorna così detentore del record per il maggior numero di satelliti lanciati da un razzo a meno di un giorno dal lancio di un Minotaur 1 americano che aveva immesso in orbita 29 satelliti strappando momentaneamente il record al Dnepr, che lo deteneva dal 2007.

La maggior parte del payload in entrambe le missioni era costituita da CubeSat, satelliti dal peso e dimensione ridotta (~4.5 kg), che stanno nel palmo di una mano. Fra i vari satelliti a bordo del Dnepr risulta anche quello più piccolo mai lanciato.
La procedura di lancio del Dnepr è unica e spettacolare nel suo genere.
Il razzo deriva da un missile intercontinentale (ICBM) R-36M di origine Ucraina, meglio conosciuto in occidente come SS-18.
Dopo aver lasciato il bunker sotterraneo grazie ad una esplosione iniziale, alle 8:10:11 (CET) il Dnepr ha acceso i sui propulsori mentre era ancora sospeso a mezz’aria. Il vettore poi ha accelerato velocemente lasciando la base di lancio e raggiungendo l’orbita elio-sincrona grazie a tre stadi.

A differenza di quanto avvenuto per il Minotaur, non tutti i satelliti a bordo del Denpr  sono stati rilasciati in orbita dal razzo stesso; ventitre satelliti, montati sopra svariati adattatori sono stati rilasciati dal terzo stadio alle 8:25, gli altri nove sotto-satelliti verranno lanciati dagli altri durante le rispettive missioni.

Il lancio di giovedì era gestito da International Space Company (ISC) Kosmotras, una società di Mosca di partecipazione russa e ucraina che gestisce i lanci commerciali del Dnepr.
Kosmotras ha definito questo un lancio di gruppo, organizzato appositamente insieme agli operatori satellitari e alle compagnie specializzate in CubeSat, spesso costruiti e progettati da università ed enti che hanno una limitata esperienza nel campo dei lanci spaziali.
Tutti i payload hanno raggiunto la loro orbita prefissata.

Tra i satelliti più grandi, come payload principale,  figura il DubaiSat 2 un satellite di dimensioni contenute destinato all’osservazione della Terra, sviluppato da Satrec Initiative (Corea del Sud) e dall’Emirates Institution for Advanced Science and Technology (EIAST). Questo satellite grazie alla combinazione della SpaceEye-1 e la High Resolution Advanced Imaging System (HiRAS) multispectral imager sarà in grado di scattare immagini della superficie terrestre con una risoluzione massima di 1 metro. Le fotografie verranno utilizzate dal governo di Dubai per progetti legati alla tutela dell’ambiente, alla pianificazione urbana e delle infrastrutture. Le immagini di DubaiSat 2 eventualmente potrebbero anche essere commercializzate. Il satellite è dotato anche di un motore a ioni che verrà utilizzato per mantenere la quota e di alcuni componenti tecnologici forniti da JAXA.

Lo “space head module” con alcuni satelliti del payload fra cui il DubaiSat 2 durante le fasi finali della preparazione al lancio.

A bordo del Dnepr ha trovato posto anche STSAT 3, un satellite multi-scopo della Corea del Sud che dispone di strumenti in grado di osservare la nostra galassia nello spettro infrarosso, è inoltre in grado di monitorare l’ambiente terrestre ponendo particolare attenzione al problema dell’inquinamento delle acque. Il satellite è dotato anche di una piccola piattaforma che ha lo scopo di testare alcune nuove tecnologie in orbita. STSAT 3, il quinto della sua famiglia, verrà gestito dal Korea Aerospace Research Institute.

STSAT 3 e DubaiSat 2 sono stati alloggiati sulla piattaforma superiore (A) del payload module, sotto la quale trovavano posto tutti gli altri satelliti.

SkySat 1, è invece un satellite costruito e gestito da Skybox Imaging (California). Si tratta del primo di ventiquattro satelliti in progettatati da questa start-up che intende offrire immagini ad alta risoluzione e ad alta frequenza, con scatti ripetuti, che hanno come soggetto città, fattorie, terreni agricoli e siti industriali.

L’italiano UniSat 5, operato dalla società Group of Astrodynamics for the Use of Space Systems (GAUSS srl), verrà invece utilizzato come piattaforma di lancio per altri otto satelliti. Quattro di questi sotto satelliti sono dei PocketQubes di soli cinque centimetri di diametro, ovvero versioni ancora più ristrette dei CubeSat.

Il primo satellite peruviano, un CubeSat, verrà presto rilasciato da UniSat 5, a sua volta questo rilascerà un satellite figlio di soli 100 grammi.

Tra gli altri satelliti lanciati giovedì troviamo un satellite polacco che avrà il compito di monitorare la variabilità luminosa delle stelle, un paio di satelliti americani che sperimenteranno sistemi per il controllo dell’assetto, un satellite giapponese che dovrà monitorare i cambiamenti nei ghiacci polari e una manciata di altri CubeSat con intenti educativi, dimostratori tecnologici e RadioHam.

Qui potete trovare maggiori informazioni su UniSat 5:  http://www.gaussteam.com/unisat-5/

Qui due schede informative sul lancio (#1, #2), di seguito invece alcuni video del decollo:

Fonte: SFN, NSF.

Filippo Magni

Appassionato di spazio, studente di ingegneria aerospaziale presso il Politecnico di Milano. Collabora all'amministrazione del forum come "Operations Officer". Scrive su AstronautiNEWS da maggio 2009.

2 Risposte

  1. Stefano Scutti ha detto:

    Buongiorno,
    sono un membro del team GAUSS, costruttore del satellite UniSat-5.
    Vi ringrazio innanzitutto per averci citati e per aver dato visibilità al nostro lavoro.
    Volevo farvi notare una lieve imprecisione per quanto ci riguarda: GAUSS è una società privata, che discende si dall’omonimo laboratorio della Scuola di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza di Roma, ma che ora è indipendente dall’Università.

    Grazie ancora e complimenti per l’articolo, molto più dettagliato e preciso di quelli che ho letto in giro!

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