La capsula IXV dell’ESA pronta per i test di atterraggio

Per il dimostratore tecnologico Intermediate eXperimental Vehicle (IXV) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) si stanno completando una serie di test di discesa e atterraggio che culmineranno, nei primi mesi del prossimo anno, con un test di ammaraggio, in vista del primo volo sub-orbitale in programma nel 2014.

Un simulacro di IXV in discesa sul deserto dell’Arizona

Lo IXV è stato progettato dalla Agenzia Spaziale Europea per collaudare le tecnologie di una futura capsula Europea in grado di rientrare autonomamente dall’orbita terrestre bassa, per una vasta gamma di applicazioni come il trasporto di astronauti, l’esplorazione e i servizi automatici di rifornimento per strutture spaziali.

A partire dalla presentazione del progetto dello IXV nel febbraio del 2010, molti test sono stati effettuati su diverse capsule di prova simulando diversi ammaraggi con angoli di impatto differenti, per determinare l’incidenza migliore di contatto con l’acqua, e per verificare le condizioni di atterraggio su terra per mezzo di un paracadute.

I test di ammaraggio si sono conclusi a settembre 2011, verificando l’impatto di un simulacro dello IXV con l’acqua con incidenze differenti e comprese fra -35° e +71°, con differenti condizioni di vento laterale e longitudinale.

L’angolo di impatto ideale per ridurre le forze applicate sulla capsula e preservarne l’integrità si è rivelato essere di +35°.

I test con il paracadute si sono completati a giugno 2012 verificando il corretto funzionamento dei vari stadi del sistema di dispiegamento e rallentamento.

Per questi test un altro simulacro dello IXV è stato sganciato da un aereo alla quota di 5,7 km sopra il deserto dell’Arizona permettendo di verificare il funzionamento sia del paracadute pilota che di quello principale, portando ad un atterraggio della capsula di prova a bassa velocità.

Le fasi complete di discesa e ammaraggio previste per il profilo di volo dello IXV verranno provate all’inizio del 2013 per mezzo di un nuovo prototipo, attualmente in sviluppo presso i laboratori del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) di Napoli, che sarà dotato di tutti gli apparati hardware e software previsti.

Questo test si svolgerà con lo sgancio in caduta libera da un elicottero del nuovo prototipo alla quota di 3 km sopra il mar Mediterraneo, in un area sotto il controllo del Poligono Sperimentale di Addestramento Interforze del Salto di Quirra (PISQ) al largo delle coste della Sardegna.

Il completamento di questi test permetterà di giungere alla fase finale di verifica del progetto IXV, quando, prevedibilmente non prima del 2014, un esemplare completo dello IVX verrà lanciato per mezzo del nuovo vettore leggero Vega dalla base ESA di Kourou nella Guiana Francese e, dopo un volo che lo porterà ad un’altezza massima di 450 sulla superficie terrestre, rientrerà nell’atmosfera al di sopra dell’Oceano Pacifico con una velocità di rientro ipersonica di circa 7,5 km/s, velocità equivalente a quella sperimentata al rientro in atmosfera dagli oggetti che sono in orbita terrestre bassa.

La particolare conformazione scelta con due appendici aerodinamiche  attive anche nella fase di rientro atmosferico a velocità ipersoniche, danno allo IXV una elevata manovrabilità e la possibilità di eseguire atterraggi di precisione.

Per mezzo dell’esecuzione dei futuri test con questo dimostratore tecnologico, l’Agenzia Spaziale Europea ritiene di potere ottenere tutte le conoscenze ed il bagaglio di esperienze essenziali per lo sviluppo delle future capsule spaziali.

Fonte: ESA.

 

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Giuseppe Corleo

Ingegnere meccanico per corso di studi, informatico in ambito bancario per professione, appassionato di tutto ciò che riguarda astronomia, astronautica, meccanica, fisica e matematica. Articolista del sito Astronautinews.it dal 2011.

Una risposta

  1. Yuri ha detto:

    A quando una vera capsula o mini navetta europea per i nostri astronauti?

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