Curiosity assaggia il suolo marziano

Per la prima volta dal suo atterraggio su Marte avvenuto lo scorso Agosto, il rover della NASA Curiosity, ha utilizzato il più potente strumento di cui è dotato per vagliare il suolo alla ricerca di composti chimici compatibili con la vita, attraverso il suo dedalo di forni e spettrometri. L’annuncio è stato fatto Martedì 13 Novembre dal team scientifico del laboratorio robotizzato statunitense.

Secondo quanto spiegato dal Jet Propulsion Laboratory della NASA e raccolto in un articolo postato su Spaceflight Now da Stephen Clark, il braccio robotico di Curiosity ha versato un pizzico di polvere e sabbia nello strumento Sample Analysis at Mars (SAM) il Venerdì precedente, ed il laboratorio automatizzato ne ha studiato la composizione chimica nei due giorni seguenti. SAM è il più grosso payload scientifico del Mars Science Laboratory e secondo il parere dei ricercatori, esso sarà in grado di fornire la più accurata analisi mai condotta sul suolo marziano.

Curiosity ha prelevato il campione per l’analisi da una zona sabbiosa di forma grossomodo rettangolare di 1,5 x 5 metri di lato denominata “Rocknest”, depositando il materiale polverulento nel SAM e nell’adiacente strumento CheMin, il quale tramite la tecnica della diffrazione dei raggi X identifica i minerali che compongono il campione. In precedenza, CheMin (Chemistry and Mineralogy instrument) aveva già svolto un’analisi mineralogica su di un altro campione proveniente sempre da Rocknest, mentre SAM aveva analizzato quattro campioni dell’atmosfera marziana alla ricerca di metano (segno inequivocabile di vita biologica), senza però rilevarne la presenza.

Paul Mahaffy, principal investigator del Sample Analysis at Mars presso il Goddard Space Flight Center di Greenbelt della NASA ha dichiarato che il suo team ha ricevuto dei buoni dati da questo primo campione: “Ora dobbiamo sottoporre questi dati a diverse analisi e stiamo pianificando di raccogliere ulteriori campioni di materiale di Rocknest, per confermare i nostri risultati.”

SAM è un analizzatore complesso e compatto. Esso esamina i gas prodotti dal materiale riscaldato nei forni ed i vapori dei solventi utilizzati per estrarre i composti organici dai campioni marziani. Lo strumento ha le dimensioni di un forno a microonde e risulta essere, come già detto, il più grosso dispositivo della suite di strumenti scientifici di cui è dotato Curiosity. E’ posizionato nella parte frontale del rover.

Il Sample Analysis at Mars è dotato di tre strumentazioni principali che gli consentono si rilevare tracce di composti organici e dei principali elementi chimici; essi sono lo spettrometro di massa, lo spettrometro laser ed il gascromatrografo. Lo spettrometro di massa identifica i gas dal loro peso molecolare e dalla carica elettrica assunta nello stato ionizzato, alla ricerca degli elementi alla base della vita come l’azoto, il fosforo, lo zolfo, l’ossigeno ed il carbonio. La luce dello spettrometro laser misura le concentrazioni di metano, anidride carbonica e vapore acqueo. Il gascromatrografo separa i composti organici estratti dai campioni per mezzo dell’azione termica dei forni o dell’azione solvente di alcuni composti chimici nei quali essi vengono dispersi.

 

 

Questo mosaico di immagini illustra il sito estremamente sabbioso denominato Rocknest, sul quale è incominciata l’attività analitica del Sample Analysist at Mars. (C) NASA/JPL-Caltech/MSS

 

L’immagine in evidenza è presa dalla MastCam di sinistra di Curiosity e mostra le coperture dei due imbuti di ingresso dei campioni dell’analizzatore SAM (C) NASA/JPL-Caltech/MSSS.

 

Fonti: Spaceflight Now.com; NASA

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)

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