GALEX non si ferma, grazie ai privati

Il politecnico della California ha annunciato ufficialmente il 15 maggio u.s. di aver ricevuto “in prestito” da NASA la sonda GALEX (Galaxy Evolution Explorer), che dunque potrà continuare il suo lavoro venendo finanziata con fondi privati. Le operazioni dovrebbero riprendere a breve, dopo una pausa iniziata lo scorso 7 febbraio.
Si tratta di un accordo innovativo, che consente di trarre il massimo beneficio da un progetto nato con finanziamento federale e che ora può continuare a dare i suoi frutti dopo 9 anni durante i quali ha catalogato centinaia di milioni di galassie in un raggio di dieci miliardi di anni luce. A gestire le operazioni di Galex sarà lo stesso team del Caltech/JPL che se ne è occupato sino ad oggi; allo stesso modo, Orbital Sciences (il costruttore) continuerà a fornire il controllo di volo, mentre Universal Space Network proseguirà nella fornitura dei servizi di comunicazione tramite le proprie stazioni a terra.
I dati raccolti dalla missione continueranno ad essere resi pubblici.

L’accordo prevede che NASA rimanga proprietaria e responsabile della sonda. Quando il Caltech avrà terminato i propri studi, provvederà a porla in quiescenza; le batterie ed i pannelli solari di bordo dovrebbero funzionare per altri dodici anni o più, mentre l’orbita di Galex sarà stabile sino al 2078 almeno, per poi portare ad un rientro distruttivo. Al momento, la durata del contratto è di tre anni, ed è rinegoziabile a scadenza.

Tra le scoperte più affascinanti di Galex ricordiamo la gigantesca “coda di cometa” lasciata dalla stella Mira nel suo viaggio negli spazi, e l’aver colto “in flagrante” i buchi neri mentre si accrescono a spese delle stelle circostanti. Tramite misure indirette, da Galex sono anche venute conferme sulla misteriosa energia oscura. Ma il contributo maggiore di questa fortunata missione è stato lo studio di una particolare categoria di galassie che costituisce l'”anello mancante” fra le due popolazioni principali, ovvero quelle “rosse e morte” ellittiche, e quelle blu a spirale, ed il modo in cui le galassie stesse evolvono da un tipo all’altro. A questo link, possiamo vedere una carrellata delle più belle immagini di Galex.

fonte: sito Galex/Caltech

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Paolo Actis

Paolo collabora con AstronautiNEWS fin dal maggio 2008.