NASA sta per annunciare il design definitivo del lanciatore pesante SLS

Secondo quanto riportato dal sito NasaSpaceFlight.com i top manager NASA si stanno  preparando ad annunciare pubblicamente le caratteristiche ufficiali del lanciatore pesante SLS, che insieme all’MPCV emerge dalle ceneri del programma Constellation, per andare a formare l’infrastruttura base delle prossime politiche di esplorazione umana del cosmo da parte dell’ente spaziale a stelle e strisce. La presentazione del lanciatore dovrebbe avvenire il prossimo 8 luglio (che è anche il giorno del liftoff di STS-135).

Secondo le indiscrezioni il desing “vincente” di SLS si basa largamente su componenti derivate dal programma Space Shuttle, che vedrebbe la Boeing come contraente principale, e consisterebbe in un lanciatore capace di portare fino a 130 tonnellate in LEO dall’aspetto estremamente simile all’Ares V introdotto nel defunto programma Constellation.
Il primo stadio, dal diametro di circa 8 metri, sarà derivato dall’External Tank dello Space Shuttle, alla quale saranno aggiunti 5 motori a razzo RS-25D (gli SSME dello Space Shuttle). Il modello D (rimanenze del programma Space Shuttle) sarà poi sostito dal suo gemello “a perdere” RS-25E. I propellenti saranno ovviamente LOX e LH.
Il primo stadio sarà sormontato da un secondo stadio a propellenti liquidi (LOX/LH) realizzato ad hoc e spinto dal motore J-2X, già usato sul secondo e terzo stadio del mitico razzo Saturn 5, protagonista dell’esplorazione umana della Luna. Proprio a partire dalle prossime settimane un esemplare di J-2X verrà sottoposto ad un intenso programma di test presso lo Stennis Space Center della NASA.
Ad aggiungere spinta nelle prime fasi del volo saranno due boosters montati lateralmente al primo stadio, con ogni probabilità derivati dagli SRB dello Shuttle, che dovrebbero volare dapprima in configurazione a 4 segmenti per poi passare a 5. Rispetto a questa componente è bene sottolineare che non pare ancora del tutto esclusa la possibilità che i razzi a combustibile solido vengano sostituiti da equivalenti a combustibili liquidi; tutto questo mentre ATK sta anche spingendo per l’adozione dei suoi prodotti verificando la possibilità di introdurre una nuova miscela combustibile e di attuare un approccio commerciale estermamente aggressivo in ordine ai prezzi offerti alla NASA.

L’esordio di SLS sta per avvenire in un momento di forte scoraggiamento e malumore tra il personale della NASA. Nella storia dell’ente spaziale americano a fronte della chiusura di un programma era sempre pronto a partire un nuovo progetto. Fu così quando dal Mercury si passò  al Gemini, e da questo all’Apollo, per finire poi con l’STS.
Oggi invece la NASA sembra camminare per inerzia, mentre la sua forza lavoro viene smembrata dai licenziamenti di massa dei contractors che sostenevano il programma Space Shuttle e l’amministratore Bolden tenta di applicare le disposizioni del Congresso senza che in realtà sia stato definito con convinzione un programma politico/strategico condiviso e sostenuto sia dal management dell’ente spaziale sia dal mondo politico, che controlla i finanziamenti.

E’ noto che l’Amministrazione Obama ha recentemente stabilito che la “prossima destinazione” del programma manned sarà la fascia asteroidale, tuttavia tale annuncio non ha acceso gli entusiasmi dell’opinione pubblica e non ha reso meno litigiosi i senatori che da mesi stanno combattendo perchè la corta coperta dei finanziamenti arrivi più vicina ai lavoratori dei loro distretti di elezione piuttosto che decidere di unire i propri sforzi a sostegno di un forte e ispirante programma spaziale.

Le conseguenze di questo stato di cose sono presto dette: gli ingegneri NASA e vari contractors hanno accumulato decine di studi, a volte complementari altre volte concorrenti, dapprima nel contesto di Constellation, poi in ossequio alla vision di Obama, in un costante clima di indecisione.
Oggi ci si trova di fronte ad un vero e proprio paradosso: non sono più i programmi a definire i mezzi spaziali da sviluppare; ma vice versa. Si cerca una missione convincente mentre sono in fase di realizzazione avanzata mezzi spaziali dal design il più possibile “universale”, in quanto non si sa ancora con precisione quali programmi saranno chiamati a soddisfare.

Per vedere come la situazione si evolverà non resta che attendere i mesi prossimi estivi.

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Marco Zambianchi

Spacecraft Analyst per la missione Gaia presso ESA/ESOC, è fondatore di ForumAstronautico.it, e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

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