ISS Daily Report – Martedì 07 Luglio 2009

ISS Daily Report  Martedì 07 Luglio 2009

DeWinne si è dedicato alla raccolta di campioni, per quanto riguarda il dispenser di acqua potabile (sotto costante osservazione dopo che nei mesi scorsi, era stata individuata una colonia di comuni batteri, non nocivi per l’organismo umano). Frank ha inoltre raccolto campioni d’acqua dal distributore nel segmento russo, ed ha impostatto lo strumento WMK MCD (Water Microbiology Kit/Microbial Capture Devices) per le relative analisi.

Barratt ha continuato invece la sua attività per la regolazione periodica della valvola di flusso che regolarizza/ottimizza l’ITCS (Internal Thermal Control System) che attraversa il segmento US.

Romanenko ha dedicato parte del suo tempo al controllo sulla presenza di sostanze nocive all’interno del modulo SM quali Cloruro di Vinile, Etanolo, Ossido di Etilene. Lo strumento CMS usa un chip pre-programmato per individuare selettivamente numerosi contaminanti.
Gennady ha eseguito un’operazione di manutenzione sull’attrezzatura ciclo ergometro VELO, sostituendo alcuni componenti come ad esempio delle bussole in gomma per la soppressione del rumore.

Koichi ha invece disposto il materiale e i dispositivi che domani, serviranno per il periodico PHS (Periodic Health Status) delle analisi del sangue.

Al momento la Stazione ISS si trova con una angolazione, per la quale il complesso orbitale è costantemente esposto al Sole. Questo potrebbe sembrare una buona cosa per il sistema di produzione di energia elettrica EPS (Electrical power System), ma una costante esposizione solare può invece causare danni per sovraccarichi. I risultati di una sovraccarico si traduce in temperature e pressioni al di sopra della normale operatività, avvicinandosi ai limiti massimi. Comunque, assumendo alcune geometrie si possono creare delle zone d’ombra, per alcune aree dei pannelli solari che dovrebbero essere sufficienti a prevenire situazioni di sovraccarico delle batterie.
In caso contrario, il controllo di Terra deve necessariamente “staccare” l’energia dai pannelli simulando quella che viene chiamata eclisse (periodo d’ombra) e permettere la scarica delle batterie. Questa operazione può richiedere dalle 4 alle 12 ore. Ogni canale sui cui scorre l’energia elettrica ha caratteristiche leggermente diverse (a seconda dell’esposizione), sicché il tipo e i tempi di applicazione delle azioni si distinguono a seconda del canale elettrico interessato. In ogni caso tutte le azioni vengono perseguite dalle procedure del controllo di Terra.

Marino Favorido

Marino ha collaborato con AstronautiNEWS fino al settembre 2011.

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