STS-125: Possibili 6 EVA

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Con la definizione delle procedure di ispezione dello scudo termico, essenziali in una missione tanto delicata si è ora nel pieno della fase di definizione delle EVA da effettuare.
Mentre con una durata fissata della missione di 11+2 giorni, non ulteriormente estensibili a causa dell'autonomia della navetta, si erano fino ad ora programmate 5 EVA e 1 di riserva in caso di qualsiasi problema, sembra prefigurarsi ora la possibilità che le EVA possano essere 6 programmate più 1 di riserva, battendo tutti i record precedenti dello Shuttle.
Attualmente le EVA sono così suddivise:
EVA-1 (RSU, Battery/Bay 3);
EVA-2 (Cosmic Origins Spectrograph, Battery/Bay 2);
EVA-3 (Wide Field Camera III, NOBL 5, 7 e 8);
EVA-4 (Space Telescope Imaging Spectrograph, STIKER); 
EVA-5 (FGS 3, OVP, OCE-EK).
Tutte di durata compresa fra le 6 e le 7 ore.
La sesta EVA per ora considerata "extra" veniva mantenuta per poter ovviare a qualsiasi problema potesse sorgere con il rilascio di Hubble o in conclusione di missione.
Tutte le EVA programmate non essendo vincolanti per un rientro in sicurezza di Atlantis sono considerate di priorità più bassa rispetto a tutte le attività collegate all'ispezione e alla validazione dello scudo termico.
Nella pianificazione della missione sono stati elencati una serie di inconvenienti da tenere in considerazione in quanto potrebbero provocare la necessità della sesta EVA, fra questi la mancata apertura dell'antenna ad alto guadagno di Hubble, qualsiasi problema di separazione fra i due oggetti o la mancata apertura di tutti i meccanismi del telescopio.
Per cercare di ottimizzare tutte le passeggiate, a differenza delle precedenti missioni di servizio verso Hubble si porteranno in orbita ben 4 EMU, una per ogni astronauta coinvolto nelle passeggiate per poter mantenere un ritmo di passeggiate così serrato.
La possibilità di inserire una sesta EVA programmata è sorta di recente anche se sono parecchie le modifiche e gli impedimenti che devono essere risolti. L'opportunità arriverebbe dalla possibilità di poter riparare la "Advanced Camera for Surveys" recentemente guastatasi ed eseguire altri piccoli lavori di manutenzione mantenendo un certo margine nel caso qualsiasi operazione programmata nelle precedenti uscite dovesse aver avuto problemi.
I problemi da risolvere però nel caso si decidesse di effettuarla sono significativi. Il più stringente è la fatica che dovrà subire l'equipaggio con ritmi serratissimi, concentrando tutte le "Late Inspections" nel FD10 anzichè nel FD9 e 10 e l'eliminazione del tradizionale giorno di riposo prima del rientro, il quale va contro i requisiti minimi del Shuttle Crew Scheduling Constraints (SCSC).
Senza inficiare in alcun modo la sicurezza dell'equipaggio e della navetta sono sul tavolo tre opzioni.
La prima prevederebbe la cattura del telescopio durante il FD2 anzichè durante il FD3, opzione tecnicamente fattibile ma che comporterebbe lo spostamento di tutte le attività di ispezione dello scudo termico dopo la separazione, ovvero dopo il FD10, perdendo numerosi giorni di margine per un'eventuale necessità di soccorsi.
La proposta sembra non essere molto ben vista perdendo la possibilità di effettuare le due ispezioni, prima e dopo l'aggancio, concentrando tutto al termine della missione e mettendo una certa premura ai team di terra nell'analisi dei dati, senza poter avere dati sullo scudo fin quasi al termine dei giorni previsti in orbita.
Altri fattori critici sono le operazioni da svolgere per l'aggancio di Hubble le quali richiedono un certo tempo e che sarebbero sensibilmente compresse nelle primissime fasi di missione, fra queste: l'installazione delle telecamere esterne, il controllo e l'attivazione del braccio della navetta, il controllo dei sistemi di aggancio, la preparazione per la EVA-1 con le EMU, ecc.
La seconda opzione prevede l'eliminazione del secondo giorno facoltativo di estensione della missione al termine dei task, solitamente utilizzato per eventuali problemi dell'ultimora o pessime condizioni meteo sui siti di atterraggio.
Questo permetterebbe l'aggancio come previsto il FD3 con i controlli eseguiti per intero e la possibilità di svolgere tutte e 6 le EVA.
Anche se non sarebbe la prima volta che accade mantenere un solo giorno di margine comporterebbe un rientro obbligatorio alla prima opportunità su un qualsiasi sito USA (KSC, Edwards o White Sands).
La terza opzione, per ora la meno probabile andando a diminuire la sicurezza per equipaggio e navetta prevede l'eliminazione della "late inspection" ovvero l'ultima ispezione prima del rientro.
L'effettuazione dell'ultima ispezione viene considerato possa diminuire il rischio da 1:180 a 1:240, e la sua eliminazione non è per ora molto ben vista. Sul tavolo anche l'effettuazione di una ispezione solo parziale sui bordi d'attacco, ma anche questa opzione non pare raccogliere molti consensi.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.