InSight: nuovi tentativi per salvare la sonda HP³
Dopo il fallimento delle operazioni condotte nell’estate i tecnici lavorano ad altri modi per rimettere in funzione la “talpa”, ma i margini di intervento si stanno riducendo
Dopo il fallimento delle operazioni condotte nell’estate i tecnici lavorano ad altri modi per rimettere in funzione la “talpa”, ma i margini di intervento si stanno riducendo
A seguito dei problemi incontrati con la fase di test dei paracadute di ExoMars 2020 a maggio ed agosto di quest’anno, l’Agenzia Spaziale Europea ha chiesto l’assistenza della NASA al fine di ottenerne la tanto attesa qualifica per il volo.
È terminata la fase di integrazione del rover europeo Rosalind Franklin, della sonda euro-russa ExoMars, presso gli stabilimenti della Airbus Defence and Space di Stevenage, in Inghilterra.
A volte le finestre di lancio di un razzo spaziale sono aperte per qualche ora al giorno, altre per mesi interi, altre ancora hanno un solo istante per la partenza, da cosa dipende tutto questo? La situazione è molto complessa e merita di essere analizzata più approfonditamente.
Durante un test si sono strappati i paracadute che serviranno per l’atterraggio della sonda ExoMars del 2020. Il team dell’ESA sta lavorando per perfezionare il sistema ed evitare questi danni in futuro.
A più di sette mesi dall’atterraggio di InSight sul suolo marziano uno dei suoi principali strumenti, la sonda termica HP3, non è ancora operativo. I tecnici di JPL e DLR sono impegnati in un delicato troubleshooting a 386 milioni di km dal problema