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ULA sceglie Blue Origin: saranno i BE-4 a spingere il Vulcan

Dopo anni di speculazioni e ipotesi, giovedì 27 settembre ULA, la joint venture spaziale tra Boeing e Lockheed Martin, ha annunciato che saranno i motori BE-4 di Blue Origin a spingere il primo stadio del Vulcan, il lanciatore in fase di sviluppo che prenderà il posto dell’Atlas V e del Delta IV attualmente nella sua flotta.

Un prototipo da 13 kw di motore a effetto Hall durante un test presso il Glenn Research Center di Cleveland. Credit: NASA

Aerojet Rocketdyne svilupperà il nuovo motore elettrico

Aerojet Rocketdyne si è vista assegnare un contratto del valore di 67 milioni di dollari per la costruzione di un sistema avanzato di propulsione elettrica. Il motore oggetto del contratto dovrebbe avere all’incirca il doppio della spinta generata dagli attuali motori di questo genere e verrebbe utilizzato per effettuare le future missioni dell’agenzia spaziale statunitense verso gli asteroidi e Marte.

Nasa difende la sua decisione sui motori di SLS

L’agenzia spaziale USA ha rilasciato un lungo documento in cui spiega la propria decisione in merito alla scelta del motore per il vettore SLS e soprattutto perché tale scelta è avvenuta senza una vera e propria gara d’appalto classica.

ULA ed il futuro propulsore del Vulcan

Il Presidente e capo esecutivo di ULA Tory Bruno, testimoniando di fronte ad una commissione militare lo scorso 27 giugno, ha rivelato che lo sviluppo del propulsore BE-4 di Blue Origin è attualmente 16 mesi in anticipo rispetto al competitore AR1 di Aerojet Rocketdyne.

Riprendono i test sul propulsore RS-25D di SLS

NASA ed Aerojet Rocketdyne continuano lo sviluppo degli ex propulsori SSME dello Space Shuttle, destinati al primo stadio del nuovo lanciatore pesante SLS (Space Launch System), in vista del debutto nella missione Exploration Mission 1 pianificata per il 2018.

ULA presenta il Vulcan

Presentato il Vulcan di ULA, erede dell’Atlas 5, che dovrà affrancare gli USA dalla dipendenza dai motori russi per i propri lanci militari.

Si movimenta il mercato dei motori spaziali made in USA

“La competizione è una buona cosa per l’industria.” Con queste parole si conclude un comunicato stampa di Aerojet Rocketdyne relativo allo sviluppo di un nuovo motore per razzi. E non si può che essere d’accordo con questa affermazione guardando alle dichiarazioni che alcune delle principali aziende spaziali hanno rilasciato nella scorsa settimana.