Il CIRA sfida lo scudo termico dello Space Rider
Il test ha evidenziato la positiva performance del materiale ceramico composto che funge da scudo termico per la navetta dell’ESA
Il test ha evidenziato la positiva performance del materiale ceramico composto che funge da scudo termico per la navetta dell’ESA
Un recente studio finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea, ha per la prima volta dimostrato la possibilità di rilevamento e tracciamento laser di detriti spaziali durante le ore diurne, aumentando notevolmente il tempo di operatività delle stazioni dedicate a questo, sempre più importante, aspetto legato alle attività spaziali.
Le mega costellazioni sono ormai una realtà in corso d’opera e l’affacciarsi sul mercato di lanciatori economici, capaci di mettere in orbita carichi leggeri porta alla presenza sempre più massiccia di mezzi in orbita. In questo approfontimento riassumiamo le regole, le tecnologie ed i progetti per mitigare il problema degli space debris e del crescente traffico orbitale.
Cosa succede quando si deve cambiare l’orbita della stazione per evitare un detrito spaziale?
La situazione è sotto controllo ed il sistema funziona normalmente.
Sin dalla messa in orbita del primo modulo Zarja nel 1998, il monitoraggio dei detriti spaziali in potenziale rotta di collisione con la ISS fa pienamente parte delle operazioni NASA