Il CIRA sfida lo scudo termico dello Space Rider
Il CIRA (Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali) di Capua (CE), ha completato un altro importante test sul sistema di protezione termica della navetta Space Rider dell’Agenzia spaziale europea (ESA), dimostrando che lo scudo termico è in grado di affrontare il rientro dallo spazio anche se danneggiato da micrometeroidi o detriti orbitali.

Lo scorso 7 aprile il centro di ricerca ha annunciato di aver completato con successo una campagna di test focalizzata sul Body Flap Assembly (BFA), che è un componente fondamentale della navetta europea che deve soddisfare esigenze strutturali, termiche e meccaniche in quanto responsabile del controllo aerodinamico del veicolo durante la fase del volo atmosferico. Nello specifico, si è inteso valutarne il comportamento e la resistenza in presenza di un danno (simulato) dovuto ad un impatto con detriti spaziali o micrometeoroidi (MMOD), esponendolo quindi ad un flusso di plasma rappresentativo di quello che il veicolo dovrà affrontare durante le prime fasi del rientro atmosferico.
La prova si è svolta all’interno del Plasma Wind Tunnel (PWT) del centro di ricerca campano, con il flap che era stato in precedenza sottoposto ad un test da impatto iperveloce presso i laboratori del Fraunhofer Institute (EMI), al fine di simulare un impatto da MMOD (MicroMeteroid and Orbital Debris) in orbita. Il flap è stato colpito da un proiettile in alluminio del diametro di 2,3 mm, sparato a una velocità di 6,5 km/s che ha generato un foro del diametro di circa 10 mm.

Nel corso della prova nel PWT, il flap ha raggiunto una temperatura di 1.200 ℃, riuscendo a mantenerla stabile per oltre 600 secondi. Il test ha evidenziato, che le dimensioni del foro dello scudo termico del componente sono rimaste invariate, confermando la positiva performance del materiale ceramico composito ISIComp®, sviluppato dal CIRA in collaborazione con l’azienda bergamasca Petroceramics.
Lo Space Rider sarà il primo sistema di trasporto orbitale riutilizzabile e non abitato europeo. Della lunghezza di otto metri, verrà lanciato dal razzo europeo Vega C e avrà il compito di trasportare in orbita carichi utili paganti per missioni lunghe fino a due mesi e di ritornare quindi sulla Terra planando al suolo sui suoi pattini, appeso ad un parafoil. Quindi dopo essere stato scaricato e rifornito, sarà pronto per una nuova missione. Gli esperimenti che trasporterà nella sua stiva saranno relativi a dimostrazioni tecnologiche, alla ricerca farmaceutica, alla biologia, alla fisica, all’osservazione della Terra e alle telecomunicazioni.

Thales Alenia Space è il principale appaltatore della navetta e ha incaricato il CIRA di sviluppare e testare il suo sistema di protezione termica.
Secondo quanto dichiarato da Dante Galli, manager del programma Space Rider, ad alcuni media, il volo di debutto della navetta dovrebbe avvenire nel primo trimestre del 2028.
Nei primi mesi di questo 2026 era previsto il test finale di sgancio, ma al momento la data del suo svolgimento non è stata ancora ufficializzata.
Fonte: CIRA
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