ISS Weekly Status Report – 02.2016

ISS, Shuttle ed ATV

Pubblichiamo il nuovo report delle attività svolte dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

12 gennaio

Electrostatic Levitation Furnaces 1 and 2 (ELF 1 & 2) Setup
Kelly e Peake hanno predisposto l’installazione dell’Electrostatic Levitation Furnaces (ELF), esperimento della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), all’interno dell’area di lavoro del Multi-purpose Small Payload Rack 2 (MSPR2) installato nel Japanese Experiment Module (JEM).
[NDT : Probabilmente in tanti abbiamo visto in TV le immagini di astronauti che giocano con gocce d’acqua che galleggiano nell’aria. Un forno a levitazione è uno strumento il cui funzionamento è concettualmente simile a quella della goccia d’acqua fluttuante. L’Electrostatic Levitation Furnaces è un payload scientifico, in cui una varietà di materiali può essere elaborata senza crogiolo, sfruttando l’ambiente in microgravità presente sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Perché i materiali devono levitare durante gli esperimenti? Quando, ad esempio, fondiamo il vetro sulla Terra, una miscela di materie prime è messa in un contenitore denominato “crogiolo”, e l’intero crogiolo viene riscaldato per fondere i materiali in esso contenuti. Successivamente i materiali fusi vengono raffreddati per la solidificazione. Nel processo di fusione ad alta temperatura avviene una reazione chimica tra i materiali allo stato liquido ed il crogiolo, ciò comporta che le impurità dal contenitore vengono introdotte nella materia prima. Per evitare la contaminazione da parte del crogiolo, dobbiamo semplicemente smettere di utilizzarlo, cioè, le materie prime devono essere riscaldate in levitazione. Questo è un metodo di trattamento unico che è facilmente realizzabile in un ambiente a gravità zero o microgravità. Si potrebbe pensare che sia facile far levitare materiali nello spazio perché non c’è gravità. Tuttavia, si riscontrano vari problemi durante gli esperimenti attuali. In teoria un oggetto posto a gravità zero, se non è sottoposto ad alcuna forza, non dovrebbe spostarsi, bensì galleggiare rimanendo fermo nella sua posizione. In realtà esso subisce una forza dovuta alla gravità residua che, anche nello spazio, grava sui movimenti degli astronauti, sull’attracco di una navetta spaziale alla ISS, etc. Se la posizione dell’oggetto non è controllata correttamente, l’oggetto verrà spostato da queste forze, e gli esperimenti, inevitabilmente, falliranno. Sono state sviluppate varie tecnologie per controllare con successo la posizione di un campione sottoposto ad esperimenti. La levitazione di oggetti con la forza elettrostatica, come suggerisce il nome, permette di far levitare gli oggetti con la sola forza elettrostatica. In questo metodo, le forze di Coulomb che interagiscono tra il campione e gli elettrodi circostanti possono essere attivamente controllate per mantenere la posizione del campione. Pertanto, l’ELF controlla il materiale rilevandone la posizione tramite un sensore che invia un segnale agli elettrodi superiore e inferiore. Ciò significa che quando il materiale si sposta a destra, viene inviato rapidamente un segnale di posizione agli elettrodi in modo che possano controllare la forza elettrostatica per spostare il materiale verso sinistra. Questo metodo consente inoltre di spostare il materiale e fissarlo in una qualunque posizione desiderata, inoltre è anche possibile far ruotare il materiale stesso. Il materiale in levitazione può essere riscaldato mediante irradiazione con laser controllabili separatamente. I processi di fusione e ricristallizzazione del materiale possono essere osservati usando un termometro a radiazione e le telecamere CCD, che vengono posizionate attorno al materiale.]

Fluid Shifts Before, During and After Prolonged Space Flight and Their Association with Intracranial Pressure and Visual Impairment (Fluid Shifts)
Oggi, Kelly e Kornienko, giunti al traguardo del Return-45 e con l’assistenza di Volkov a sua volta guidato a distanza dagli specialisti a Terra, hanno utilizzato la tuta russa Chibis (Lower Body Negative Pressure – LBNP) mentre effettuavano gli esami Cerebral and Cochlear Fluid Pressure (CCFP), Distortion Product Otoacoustic Emissions (DPOAE) e l’Optical Coherence Tomography (OCT). Fluid Shifts indaga le cause che concorrono ai cambiamenti fisici gravi e duraturi agli occhi di un astronauta. Poichè si ipotizza che la causa di questi cambiamenti sia il passaggio dei fluidi verso la testa, si vuole comprendere se l’inversione del flusso, utilizzando sul corpo un dispositivo di bassa pressione negativa, possa rappresentare la soluzione del problema. I risultati di questo studio potranno aiutare a sviluppare misure preventive che potranno impedire i cambiamenti duraturi e/o danni permanenti agli occhi degli astronauti.

Japanese Experiment Module (JEM) Airlock Pressurization and Leak Check
In preparazione della rimozione del Robotics Refueling Mission (RRM) Task Board 4 e del Robotic Micro Conical Tool (RMCT)-1 dalla JEM Airlock Slide Table, prevista per fine mese, Kelly ha pressurizzato il JEM Airlock ed eseguito un controllo di tenuta per verificare l’eventuale presenza di perdite di atmosfera.

Extravehicular Activity (EVA) Tool Preparation
Kopra e Peake hanno proseguito i preparativi della Sequential Shunt Unit (SSU) EVA di venerdì. Oggi hanno rifamiliarizzato con gli strumenti che utilizzeranno durante l’attività extraveicolare, ed hanno preparato l’Internal Docking Adapter (IDA) EVA ed il relativo cablaggio.

Intermodule Ventilation (IMV) Flow Measurements
Nell’ambito del monitoraggio delle funzionalità dell’ISS InterModule Ventilation (IMV), Kopra ha utilizzato il dispositivo Velocicalc per effettuare misurazioni sulla velocità dei flussi di aria di fronte alle griglie di aerazione presenti nei moduli USOS. Le rilevazioni sono state effettuate nel Joint Airlock, nel Node1, nel Node 2, nel Node 3, in Cupola e nel Lab.

Mobile Servicing System (MSS) Operations
Questo pomeriggio, i Ground Controllers hanno effettuato la verifica periodica allo Scan Testbed Experiment on ExPRESS Logistics Carrier (ELC)-3. Al termine, hanno traslato il Mobile Transporter (MT) dal WorkSite 7 (WS7) al WorkSite 2 (WS2). Questa azione si è resa necessaria per fornire un supporto video a chi sarà all’esterno della ISS per la Sequential Shunt Unit (SSU) 1B Extravehicular Activity (EVA) e per la predisposizione dello Space Station Remote Manipulator System (SSRMS) per l’attività sulla Main Bus Switching Unit (MBSU), in programma per settimana prossima.

 

13 gennaio

Fluid Shifts Before, During and After Prolonged Space Flight and Their Association with Intracranial Pressure and Visual Impairment (Fluid Shifts)
Kelly, assistito da Kornienko e Volkov a loro volta coadiuvati dagli specialisti a Terra, ha proseguito oggi nel segmento russo gli esami della sessione Return-45. Gli esami odierni sono stati il Cerebral and Cochlear Fluid Pressure (CCFP), il Distortion Product Otoacoustic Emissions (DPOAE) e l’Optical Coherence Tomography (OCT). È stata inoltre completata la parte dell’esperimento che ha visto l’utilizzo della tuta Chibis (Lower Body Negative Pressure – LBNP) mentre effettuava gli esami Cerebral and Cochlear Fluid Pressure (CCFP), Distortion Product Otoacoustic Emissions (DPOAE) e l’Optical Coherence Tomography (OCT). Fluid Shifts indaga le cause che concorrono ai cambiamenti fisici gravi e duraturi agli occhi di un astronauta. Poichè si ipotizza che la causa di questi cambiamenti sia il passaggio dei fluidi verso la testa, si vuole comprendere se l’inversione del flusso, utilizzando sul corpo un dispositivo di bassa pressione negativa, possa rappresentare la soluzione del problema. I risultati di questo studio potranno aiutare a sviluppare misure preventive che potranno impedire i cambiamenti duraturi e/o danni permanenti agli occhi degli astronauti.

Sprint Ultrasound
Kopra, giunto al traguardo del Flight Day 30 (FD30), ha configurato lo strumento Ultrasound 2, ha indossato i sensori sulla coscia e sul polpaccio ed ha dato il via ad una nuova sessione Sprint Ultrasound, dopodichè, aiutato da Peake e dagli specialisti a Terra, ha eseguito alcune ecografie alla coscia ed al polpaccio. Queste ecografie verranno utilizzate per valutare le variazioni del tono muscolare nel corso della missione spaziale. L’esperimento denominato Integrated Resistance and Aerobic Training Study (Sprint), valuta il metodo di allenamento ad alta intensità e bassi carichi previsto per minimizzare la perdita di funzione cardiovascolare e di massa muscolare negli astronauti impegnati in missioni di lunga durata. Queste sessioni di acquisizione ecografica sono effettuate ad intervalli prestabiliti, ovvero al FD14, FD30, FD60, FD90, FD120, FD150, e Return-7.

Fine Motor Skills
Kopra ha effettuato una nuova sessione dell’esperimento Fine Motor Skills. In questo esperimento i membri dell’equipaggio eseguono una serie di attività interattive su una tavoletta touchscreen. Questa è la prima indagine che abbina le capacità motorie ad una lunga esposizione alla microgravità, analizzando le diverse fasi di adattamento alla microgravità ed il recupero sensomotorio, una volta tornati alla gravità terrestre.

Mobile Servicing System (MSS) Operations
Nel pomeriggio di ieri, i Ground Controllers hanno eseguito con successo la verifica periodica allo Space Communications and Navigation (SCaN) Testbed Experiment on ExPRESS Logistics Carrier (ELC)-3. Al termine dell’indagine il Mobile Transporter (MT) è stato traslato dal WorkSite 7 (WS7) al WorkSite 2 (WS2). Questa azione si è resa necessaria per fornire un supporto video a chi sarà all’esterno della ISS per la Sequential Shunt Unit (SSU) 1B Extravehicular Activity (EVA) e per la predisposizione dello Space Station Remote Manipulator System (SSRMS) per l’attività sulla Main Bus Switching Unit (MBSU), in programma per settimana prossima.

Orbital ATK (OA)-4 Cargo Operations
Kelly, Kopra e Peake hanno continuato oggi il trasferimento delle merci da Cygnus alla ISS. È stato stimato che serviranno ulteriori 33 ore di lavoro per completare l’attività.

Cardiopulmonary Resuscitation (CPR) Training
L’equipaggio della Sojuz 45S (Malenchenko, Kopra, e Peake) ha visionato gli strumenti e ripassato le procedure previste per gestire un’emergenza medica a bordo della ISS. Oggi è stata inoltre effettuata un’esercitazione di rianimazione facendo pratica con le tecniche del massaggio cardiaco – Cardio Pulmonary Resuscitation (CPR) in microgravità.

 

14 gennaio

Fluid Shifts
Kornienko, assistito da Kelly e Volkov a loro volta coadiuvati dagli specialisti a Terra, ha proseguito oggi nel segmento russo gli esami della sessione Return-45. Gli esami odierni sono stati il Cerebral and Cochlear Fluid Pressure (CCFP), il Distortion Product Otoacoustic Emissions (DPOAE) e l’Optical Coherence Tomography (OCT). È stata inoltre completata la parte dell’esperimento chew ha visto l’utilizzo della tuta Chibis (Lower Body Negative Pressure – LBNP) mentre effettuava gli esami Cerebral and Cochlear Fluid Pressure (CCFP), Distortion Product Otoacoustic Emissions (DPOAE) e l’Optical Coherence Tomography (OCT). Fluid Shifts indaga le cause che concorrono ai cambiamenti fisici gravi e duraturi agli occhi di un astronauta. Poichè si ipotizza che la causa di questi cambiamenti sia il passaggio dei fluidi verso la testa, si vuole comprendere se l’inversione del flusso, utilizzando sul corpo un dispositivo di bassa pressione negativa, possa rappresentare la soluzione del problema. I risultati di questo studio potranno aiutare a sviluppare misure preventive che potranno impedire i cambiamenti duraturi e/o danni permanenti agli occhi degli astronauti.

Sleep Log
Kelly ha annotato oggi, appena dopo il risveglio, le caratteristiche del proprio sonno. L’esperimento Sleep ISS-12 analizza e raccoglie valutazioni soggettive sul sonno correlato con l’esposizione alla luce ambientale ed alle attività svolte dall’equipaggio; vengono esaminati gli effetti del volo spaziale sul sonno in correlazione con l’esposizione alla luce nel corso della missione di un anno sulla ISS.

Extravehicular Activity (EVA) Preparation
L’equipaggio USOS ha svolto gli ultimi preparativi a supporto della Sequential Shunt Unit (SSU) EVA in programma per domani. Sono state stampate e ripassate le procedure descritte dalla Cuff Checklist e controllati gli EVA Briefing Package, la Detailed Timeline, il Tool Configuration Summary, lo Sharp Edge Briefing e l’SSU Systems Briefing Package. L’uscita dall’Airlock è in programma per domani mattina alle ore 06:55 CST.

 

15 gennaio

Extravehicular Activity (EVA) #35
Peake e Kopra sono usciti all’esterno della ISS alle ore 07:00 CST, dando il via all’attività extraveicolare (EVA) # 35. Durante l’EVA, si è guastato il sensore dell’anidride carbonica (CO2) di Chopra e poco dopo sono comparse nel suo casco alcune bolle di acqua. Visto quanto stava accadendo, il Flight Control Team ha deciso di interrompere l’EVA. Il Phased Elapsed Time (PET) della EVA odierna è stato di 4 ore e 43 minuti; l’equipaggio è rientrato nell’Airlock alle ore 11:40 CST. Gli obiettivi di questa attività extraveicolare erano i seguenti :

Sequential Shunt Unit (SSU) 1B
La nuova SSU è stata verificata con successo. I Ground Teams sono ora impegnati nella configurazione del canale 1B per le normali operazioni.
· Sostituzione della Sequential Shunt Unit (SSU) 1B – Completata
· Installazione del Node 3 Non-Propulsive Vent (NPV) – Completata
· Recupero della Camera Port 9 Light – Posticipata
· Instradamento dell’International Docking Adapter 3 Cables – Completata Parzialmente
· Collegamento dell’Enhanced Processor and Integrated Communications (EPIC) MDM Ethernet Cable – Posticipata

 

18 gennaio

Synchronized Position Hold, Engage, Reorient, Experimental Satellites (SPHERES) Zero Robotics Dry Run
Kelly e Kornienko hanno predisposto l’hardware SPHERES ed hanno effettuato una verifica funzionale prima di poter dare il via alla competizione SPHERES Zero Robotics in programma per il 25 gennaio. Il concorso Zero Robotics, che verrà svolto con la collaborazione del Massachusetts Institute of Technology (MIT), offre agli studenti l’opportunità di progettare la ricerca per la ISS. Nell’ambito di questo concorso, gli studenti progettano algoritmi per controllare e far svolgere attività ai satelliti SPHERES. Gli algoritmi sono testati dai responsabili del team di progetto ed i migliori software verranno selezionati per essere utilizzati ad operare sui satelliti SPHERES a bordo della ISS.

Circadian Rhythms
Peake, giunto al traguardo del Flight Day 30 (FD30), ha configurato il Circadian Rhythm Armband Monitor ed indossato il sensore Thermolab e la sua cintura per dare inizio alla sessione di 36 ore di raccolta dati. I ricercatori ipotizzano che il ciclo di luce-buio non di 24 ore, colpisca gli orologi circadiani dei membri dell’equipaggio. L’esperimento esamina il ruolo dei ritmi circadiani (le reazioni del corpo umano nel ciclo di 24 ore di luce-buio) durante i voli spaziali di lunga durata, per capire come tali ritmi influenzino i cambiamenti nella composizione e nella regolazione della temperatura corporea in concomitanza di una ridotta attività fisica, il tutto in presenza della microgravità e dell’ambiente controllato artificialmente presente a bordo della ISS.

EvaluatIon and Monitoring of MicrobiofiLms Inside the ISS (ViABLE) Payload Touch
Kelly ha toccato con il palmo della mano i materiali sperimentali situati sul top cover di alcuni sacchetti. Successivamente ha soffiato sui materiali sperimentali ed ha fotografato i sacchetti. Questa attività viene eseguita ogni 45 giorni mentre i sacchetti vengono fotografati ogni 6 mesi. La ricerca VIABLE analizza la formazione e lo sviluppo del biofilm microbico che si forma e deposita sui materiali metallici e tessili. I biofilm microbici sono noti per essere la causa di danni e contaminazione già dai tempi della stazione spaziale Mir. Il potenziale di applicazione di nuove metodologie e di nuovi prodotti per il trattamento di materiali spaziali può portare ad un miglioramento della qualità ambientale degli habitat umani nello spazio e sulla Terra.

Post Extravehicular Activity Cleanup
Sabato, Peake e Kopra hanno completato le consuete attività post EVA tra cui l’EVA Tool Stow, la valutazione medica post-EVA ed il ripristino dell’Airlock. Le EMU 3003 e 3005 sono state prelevate dal Japanese Experiment Module (JEM) Pressurized Module (JPM) per trasferirle nell’Airlock. Infine, Kelly, Peake e Kopra hanno partecipato ad un debriefing post EVA con gli specialisti a Terra.

Extravehicular Mobility Unit (EMU) 3011 Status
Durante la EVA di venerdì scorso, Kopra è stato costretto ad interrompere l’attività extraveicolare per la comparsa di bolle d’acqua nel casco della EMU 3011. nel corso del fine settimana, l’equipaggio ha prelevato alcuni campioni dalla tuta per inviarli a Terra per le analisi. La EMU è stata pressurizzata ed è stata sottoposta ad un accurato controllo perdite durato 6 ore. La verifica è stata completata con successo senza riscontrare alcuna perdita. Nel corso della settimana verrà deciso come intervenire ulteriormente sulla EMU 3011.

Starboard Crew Quarters (CQ) Light Housing Assembly (LHA)
Questa notte si è guastato lo Starboard Crew Quarters (CQ) Light Housing Assembly (LHA). L’equipaggio lo ha sostituito con un’unità di riserva, ma la nuova LHA ​​non si è accesa. Per risolvere il problema è stata decisa la sostituzione del Baseplate Ballast Assembly (BBA) e dell’LHA.

 

19 gennaio

Electrostatic Levitation Furnace (ELF) Setup
Kopra e Peake hanno completato la configurazione dell’Electrostatic Levitation Furnace (ELF), esperimento della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), posto all’interno dell’area di lavoro del Multi-purpose Small Payload Rack 2 (MSPR2) installato nel Japanese Experiment Module (JEM). Nel corso della settimana verranno concluse tutte le attività di installazione, mentre la prossima settimana verrà posizionata la prima cartuccia del campione e verrà verificato l’intero equipaggiamento. L’ELF è un impianto sperimentale progettato per fondere e solidificare i materiali con tecniche di lavorazione senza contenitore, utilizzando il metodo di levitazione elettrostatica.

SOLAR
Proseguono le rilevazioni dell’indagine SOLAR dell’European Space Agency (ESA), approfittando di questa finestra di visibilità del sole che si è aperta l’11 gennaio e si chiuderà il 22. L’obiettivo degli strumenti SOLAR è quello di misurare la radiazione e la variabilità dello spettro solare.
[NDT: SOLAR è un osservatorio scientifico dell’ESA installato su Columbus. SOLAR è stato lanciato insieme a Columbus nel febbraio 2008 a bordo di STS-122. SOLAR è montato esternamente al modulo Columbus ed è costituito da tre principali strumenti scientifici:

– SOVIM
– SOLSPEC
– SOL-ACES

Questi tre strumenti insieme forniscono misurazioni dettagliate dell’irradianza spettrale del sole. La piattaforma SOLAR, ed i suoi strumenti, sono controllati dal Belgian User Support and Operations Centre (B.USOC), che si trova presso il Belgian Institute for Space Aeronomy (BISA) in Uccle.
SOVIM (Solar Variantions and Irradiance Monitor), montato sull’European Retrievable Carrier, si basa su uno strumento (SOVA) che ha volato nel 1992 con la missione Shuttle STS-46. SOVIM è stato progettato per misurare la radiazione solare con lunghezze d’onda comprese tra 200 nanometri e 100 micrometri, ovvero viene coperto il range dello spettro che va da quasi l’ultravioletto fino all’infrarosso.
SOLSPEC (Solar Spectral irradiance measurements) è progettato per misurare l’irradianza solare in uno spettro compreso tra i 165 ai 3000 nanometri con una alta risoluzione spettrale.
SOL-ACES (Auto-calibrating Extreme Ultraviolet and Ultraviolet spectrometers) si compone di quattro spettrometri. Essi sono progettati per misurare il range spettrale EUV/UV (17 nanometri – 220 nanometri) con una risoluzione di qualità moderata.]

Nitrogen/Oxygen Recharge System (NORS) Setup and Oxygen Transfer
Kopra ha installato e configurato il NORS Oxygen Recharge Tank ed ha avviato il primo trasferimento di ossigeno negli US Airlock High Pressure Gas Tanks (HPGTs) utilizzando questa nuova funzionalità. NORS permette il riempimento degli US Airlock High Pressure Gas Tanks (HPGTs) con azoto e ossigeno dopo il pensionamento dello Space Shuttle.
[NDT : Il sistema NORS era stato creato per rimpiazzare lo Space Shuttle nella sua funzione di rifornitore di azoto ad alta pressione ed ossigeno alla ISS. Americase ha progettato, sviluppato e completato il primo contenitore HM224B/DOT31FP per il programma NORS (Nitrogen Oxygen Recharge System). Lavorando in collaborazione con la Boeing di Huntsville, Americase ha creato i contenitori che consentono di rifornire la Stazione Spaziale Internazionale di azoto e ossigeno. La funzione principale del contenitore è di trasportare in modo sicuro l’RTA (Recharge Tank Assembly), ovvero un grande e complesso serbatoio. Questo contenitore potrà essere trasportato a bordo di veicoli spaziali per essere recapitato sulla Stazione Spaziale Internazionale.]

Post-Extravehicular Activity (EVA) Activities
Oggi, Kopra ha ripristinato la configurazione dell’US Airlock e predisposto allo stivaggio le Extravehicular Mobility Unit (EMU) e le attrezzature.

Crew Quarters Baseplate Ballast Assembly (BBA) Replacement
Kopra ha sostituito il BBA dello Starboard Crew Quarters che si era guastato la scorsa domenica notte. Il BBA è un componente del General Luminaire Assembly (GLA), ovvero il sistema che fornisce elettricità all’interno dei Crew Quarters. Questo intervento ha permesso il pieno ripristino dell’illuminazione.

Node 3 Carbon Dioxide Removal Assembly (CDRA) Fault
Durante la notte, il Node 3 (N3) CDRA ha segnalato un guasto. Una prima indagine ha permesso di identificare un errore di comunicazione tra l’Hub Control Zone (HCZ) Multiplexer/Demultiplexer (MDM) ed il Fan Motor Controller (FMC). Tutti gli altri CDA rispondono nominalmente. Nel corso della giornata, l’N3 CDRA FMC non aveva risposto correttamente ai tentativi di riavvio. Il Lab CDRA ed il sistema russo Vozdukh sono attualmente in funzione. Benchè vi siano problemi con il Node 3 CDRA, la rimozione della CO2 sulla ISS non rappresenta, per il momento, un problema. I Ground team stanno analizzando i log dei sistemi.

 

20 gennaio

Cardio Ox
Kelly, giunto al traguardo del Flight Day 300 (FD300) e con l’assistenza di Peake che ha agito in qualità di operatore, ha raccolto oggi campioni di urina che verranno utilizzati per gli studi Cardio Ox e Twins Study. Domani verranno raccolti campioni di sangue che verranno stivati per la conservazione nel Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI). Lo scopo dello studio Cardio Ox è la misurazione dei livelli dei biomarcatori presenti nel sangue e nelle urine prima, durante, e dopo il volo spaziale per metterli in relazione al rischio di sviluppare malattie quali l’aterosclerosi. Dodici astronauti hanno fornito campioni di sangue ed urina per l’analisi dei biomarcatori prima del lancio, 15 e 60 giorni dopo il lancio, 15 giorni prima di tornare sulla Terra ed infine pochi giorni dopo l’atterraggio. Agli stessi intervalli di tempo vengono effettuate ecografie della carotide e della arteria brachiale ma questi esami proseguono nei cinque anni successivi all’atterraggio, al fine di monitorare lo stato di salute dell’apparato cardiovascolare.

Airway Monitoring
Peake ha configurato l’equipaggiamento in Lab per dare il via al monitoraggio ambientale che fa parte dell’Airway Monitoring Experiment. Peake ha sostituito entrambi i sensori del Low and High Nitric Oxide (NO) Analyzers, ha configurato la videocamera ed ha attivato il Portable Pulmonary Function System (PPFS) per predisporlo ad un aggiornamento software effettuato da remoto. Gli obiettivi principali di Airway Monitoring sono il determinare in che modo la gravità e la microgravità influenzano la circolazione dell’ossido nitrico (NO) nei polmoni. Le future missioni umane sulla Luna e su Marte dovranno porre molta attenzione alle infiammazioni delle vie aeree degli astronauti causate dalla inalazione di polveri tossiche. Questo studio riveste una rilevante importanza per la salute degli astronauti impegnati in voli spaziali di lunga durata, poiché la polvere può causare infiammazione e poiché tale infiammazione può essere monitorata ponendo attenzione alla quantità di ossido nitrico inalato.

Ocular Health
Kopra e Peake, giunti al traguardo del Flight Day 30 (FD30), hanno dato il via ad una nuova sessione Ocular Health effettuando il test di visione, l’esame tonometrico e la rilevazione della pressione arteriosa. L’obiettivo del protocollo di benessere oculare è quello di raccogliere sistematicamente i dati fisiologici per caratterizzare il rischio legato alla microgravità a cui sono sottoposti i membri dell’equipaggio assegnato a missioni di 6 mesi sulla ISS. I ricercatori ritengono che, misurando sistematicamente i cambiamenti del sistema nervoso visivo, dell’apparato vascolare e del sistema nervoso centrale, si possa sviluppare un database per identificare i meccanismi, sviluppare contromisure, e creare linee guida di pratica clinica.

Extravehicular Mobility Unit (EMU) Loop Scrub
Kopra ha predisposto le EMU 3008 e 3011 al ciclo di lavaggio. Nel corso del lavaggio della EMU 3011 è stata osservata una perdita di acqua dal connettore del Liquid Cooling and Ventilation Garment (LCVG). Sono state scattate alcune foto, dopodichè si è provveduto ad asciugare l’area. Il tentativo di riprodurre la perdita nel corso del ciclo di iodinazione non ha avuto successo. Al termine delle attività di pulizia sono stati prelevati 250 ml di acqua per determinare l’efficacia dell’intervento. Una piccola parte di questo campione di acqua è stato utilizzato per effettuare un test di conducibilità elettrica, mentre la quantità di acqua rimanente verrà inviata a Terra per le analisi chimiche.

Nitrogen Oxygen Recharge System (NORS) Oxygen Transfer
Il trasferimento dell’ossigeno da NORS ai serbatoi ad alta pressione è stato completato ieri con successo. Questa mattina i Ground team hanno trasferito l’ossigeno da NORS ai serbatoi di bassa pressione. A trasferimento ultimato, si è provveduto alla chiusura delle valvole.

Fonte: NASA

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.