ESA congela temporaneamente l’evoluzione Block 3 dell’Ariane 6

Immagine dell'Ariane 6 con lo stadio superiore nero ICARUS. Credit: ESA-D. Ducros

L’Agenzia spaziale europea (ESA) ha confermato l’intenzione di non voler più procedere con lo sviluppo della versione Block 3 del lanciatore Ariane 6, fermandosi temporaneamente all’attuale secondo pacchetto di aggiornamenti.

Una prima indiscrezione era circolata all’inizio del mese di agosto, quando il sito statunitense Space Scout aveva pubblicato parte di una presentazione ESA ripresa durante il recente International Planetary Probe Workshop 2026, svoltosi a Washington DC.

Credit: ESA via Space Scout

Nella slide si legge chiaramente che già dall’inizio di quest’anno era stata presa la decisione di interrompere lo sviluppo dell’Ariane 6, accantonando l’evoluzione EVO. Inoltre la missione L4 verso Encelado, la luna di Saturno che sotto la superficie ghiacciata ha un oceano caldo, dovrà quindi essere lanciata utilizzando la versione Block 2, scegliendo tra due possibili architetture di missione, oppure un più prestazionale vettore non europeo.

Una conferma meno categorica è arrivata questa settimana, pubblicata dal sito inglese European Spaceflight che, avendo interpellato direttamente ESA, ha ricevuto una risposta ufficiale che riguarda principalmente l’Upper Liquid Propulsion Module (ULPM):
«Nessuna evoluzione dell’ULPM è stata approvata durante l’ultimo Consiglio a livello Ministeriale (CM25), in quanto attualmente nessuno dei programmi necessità di tale evoluzione».

In questo passaggio il riferimento è chiaramente al programma ICARUS (Innovative Carbon ARiane Upper Stage), lo stadio superiore realizzato utilizzando materiali compositi (principalmente fibra di carbonio impregnata) al posto dell’alluminio, consentendo un guadagno di circa due tonnellate sul carico utile da portare in orbita.

Immagine dell’upper stage PHOEBUS. Credit: ESA

Per sviluppare e testare tutte le tecnologie innovative necessarie realizzare ICARUS, ESA in collaborazione con ArianeGroup e MT Aerospace, ha già avviato da qualche anno il programma propedeutico PHOEBUS (Prototype for a Highly OptimizEd Black Upper Stage), che si trova in avanzato stato di realizzazione.
Come riporta European Spaceflight, durante la CM25, per l’evoluzione dell’Ariane 6 gli Stati membri avevano infatti approvato un finanziamento di soli 145,94 milioni di euro, a fronte di una richiesta ESA di 304,4 milioni, con un taglio quindi del 52%.

La risposta di ESA continua però lasciando aperte alcune possibilità:
«Ariane 6 continuerà a evolversi ogni qual volta nuove missioni lo richiederanno, tenendo in considerazione anche l’opzione “human spaceflight”, la capacità di inviare astronauti nello spazio a bordo di un veicolo europeo lanciato dal territorio europeo».

Durante i sette lanci avvenuti dopo il debutto del luglio 2024, sono state già introdotte alcune migliorie all’Ariane 6, quali i nuovi e più potenti booster P160C e la carenatura più leggera del propulsore principale Vulcain 2.1.
Nel 2029 inoltre verrà introdotta la possibilità di utilizzare l’Orbital Transfer Vehicle (OTV) ASTRIS, che incrementerà la capacità operativa del lanciatore senza modificarne la struttura.

Vista in una prospettiva a lungo termine, la decisione del CM25 e in particolare questa notizia, potrebbero comunque essere un’indicazione per abbandonare il vecchio paradigma del “lanciatore governativo non riutilizzabile” e accelerare lo sviluppo di nuovi sistemi di lancio riutilizzabili realizzati dal settore privato. Scelta che negli Stati Uniti è stata fatta già dagli anni 2010 e più recentemente in Cina e India.

Fonte: European Spaceflight

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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino. Dopo studi e lavoro nel settore chimico industriale, per un decennio mi sono dedicato ad altro, per inserirmi infine nel settore dei materiali compositi anche per applicazioni aerospaziali. Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione.

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