Nuove missioni per la Moon Base della NASA

Tre rendering dei lander di Astrobotic, Intuitive Machines e Firefly Aerospace. Credit: Astrobotic/Intuitive Machines/Firefly Aerospace

Con una nota pubblicata martedì 30 giugno 2026, l’Agenzia spaziale statunitense (NASA) ha comunicato di aver selezionato tre società per far arrivare quattro nuove missioni sulla superficie della Luna. Astrobotic, Firefly Aerospace e Intuitive Machines hanno ricevuto rispettivamente 297,9 milioni di dollari (circa 260,9 milioni di euro al cambio attuale), 144,2 milioni (126,3 milioni) e 148,3 milioni (129.9 milioni), per un totale di circa 590 milioni di dollari (516.7 milioni di euro).

Le consegne di materiale sulla superficie, previste per il tardo 2028, fanno parte del Commercial Lunar Payload Services (CLPS) – un programma della NASA pensato per permettere ai privati di fare da fornitori di servizi di trasporto verso la Luna – e a cui tutte e tre hanno già partecipato.

Astrobotic fu la prima a essere selezionata nel 2018 e lanciò la missione inaugurale del programma nel gennaio 2024: il lander Peregrine, con a bordo diversi esperimenti. Tuttavia non riuscì a lasciare l’orbita bassa terrestre per via di una perdita nel serbatoio e rientrò sopra l’Oceano Pacifico in modo distruttivo pochi giorni dopo. La seconda missione vedrà invece il debutto di un lander più grande, Griffin, Attualmente è prevista non prima di novembre 2026 e inizialmente avrebbe dovuto portare sulla superficie VIPER, un rover per la ricerca di zone a elevata concentrazione di acqua. A causa dei costi troppo elevati, la costruzione del rover era stata temporaneamente interrotta e in un secondo momento sostituito con FLIP di Venturi Astrolab.

Grazie all’ultima assegnazione, invece, Astrobotic tornerà a usare Peregrine in due diverse missioni: ognuna porterà tre carichi utili finanziati da NASA in una regione di origine vulcanica sul lato vicino della Luna, Gruithuisen Domes. Sono stati presentati da Astrobotic nel comunicato di selezione: si tratta del Linear Energy Transfer Spectrometer (LETS), che «monitorerà l’ambiente radiativo sulla superficie lunare» e delle Stereo Cameras for Lunar Plume Surface Studies (SCALPSS), «un sistema di videocamere montato sotto il lander per osservare come i gas di scarico dei motori interagiscono con la superficie lunare durante la discesa». Quest’ultima è una tecnologia già utilizzata durante la prima missione del lander Blue Ghost di Firefly nel marzo 2025 e su Nova-C di Intuitive Machines.

Come visto, quindi anche Intuitive Machines e Firefly avevano già partecipato a missioni del programma CLPS: la prima, in particolare, ne ha condotte due, risultate in fallimenti, totali o parziali: Odysseus, il nome del primo lander lanciato nel febbraio 2024, sebbene fosse riuscito ad arrivare sulla superficie lunare, si rovesciò su un lato, di fatto limitando la durata della missione e la possibilità a tutti i payload di essere utilizzati. Athena, invece, si rovesciò completamente dopo l’atterraggio, rendendo l’intera missione un sostanziale fallimento.

La recente assegnazione di NASA è invece più particolare rispetto alle altre due: dei 148,3 milioni di dollari, 68,6 sono stati assegnati per lo sviluppo di una missione che utilizzi un lander con un design già testato in passato, mentre i restanti 79,7 milioni sono un «incentivo legato al raggiungimento di risultati positivi nella qualificazione della linea di prodotti, garantendo una fornitura costante e rapida di moduli di atterraggio». In altre parole, NASA ha assegnato una parte dei soldi non tanto per effettuare una missione, quanto per migliorare e consolidare un sistema produttivo più efficiente, rapido e che possa soddisfare l’elevata domanda di piattaforme di atterraggio che l’Agenzia ha in previsione per la costruzione della sua base lunare.

Anche Intuitive Machines cita nel suo articolo il trasporto di LETS e SCALPSS verso la superficie lunare: si tratta di sensori che verranno prodotti in diversi esemplari e installati su quanti più lander possibili, in modo da raccogliere il maggior numero di dati.

E infatti anche Firefly porterà sulla Luna LETS e SCALPSS: a questi, come negli altri due casi, va aggiunto anche un retroriflettore che aiuterà altri rover e orbiter a determinare con precisione la propria posizione. Questa nuova missione, se verranno rispettate le tempistiche di lancio, verrà progettata, testata ed esegiuta in «circa due anni, la metà del tempo» dell’unica altra missione, effettuata con il lander Blue Ghost. A differenza delle altre due, è l’unica ad averla completata con successo: venne lanciata da un Falcon 9 nel gennaio 2025, atterrò sulla Luna a inizio marzo dello stesso anno e operò per 14 giorni, pari a un dì lunare.

Tornando al quadro generale delle missioni, NASA ha comunicato che sta «valutando le opzioni per consentire a questi moduli di atterraggio di consegnare potenzialmente ulteriori carichi utili sulla Luna» e che nei prossimi mesi potrebbe chiedere a eventuali aziende interessate di inviare le proprie proposte per l’invio di dimostratori tecnologici per ulteriori missioni. Sta inoltre analizzando la possibilità di inviare il rover PROMISE (Polar Rover for Observation, Mapping, and In-Situ Exploration), definito un modello ingegneristico ibrido tra i rover marziani Curiosity e Perseverance. In verità PROMISE non è altro che Optimise, il modello ingegneristico di Perseverance, usato sulla Terra come test per applicare risoluzioni di eventuali problemi occorsi.

Fonte: NASA, Astrobotic, Intuitive Machines, Firefly

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Matteo Deguidi

Studio Astrophysics and Cosmology e ho fatto un Master in Comunicazione della Scienza a Padova: qui provo a raccontare quello che succede nel mondo dell'astronautica mondiale, concentrandomi su missioni scientifiche in corso o in fase di sviluppo, con qualche spruzzata di astronomia ogni tanto.

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