Artemis II è stata un successo, e ora?

La gioia dell'equipaggio di Artemis sulla strada di casa. Credit: NASA

Artemis II, dopo tanti rinvii, è stato un successo da tanti punti di vista, sia puramente tecnico, per la mancanza di imprevisti, sia per il coinvolgimento mediatico che ha suscitato. È stata la prima missione con equipaggio oltre l’orbita terrestre ad avere avuto un collegamento di alta qualità, con riprese in tempo reale dalla capsula, frequenti collegamenti con gli astronauti, e immagini ad alta risoluzione disponibili in poche ore.

La situazione politica

Tutto questo però è arrivato dopo molti ritardi del programma, aumenti di budget a volte spropositati, e soprattutto in un clima di incertezza, quando il programma Artemis è proprio nel mezzo di uno stravolgimento completo. Dapprima l’attuale Amministratore della NASA, Jared Isaacman, aveva annunciato un cambio nello sviluppo del vettore SLS, rinunciando di fatto alla versione più potente per andare sul sicuro con una versione collaudabile in tempi inferiori. Niente più EUS, il secondo stadio potenziato, risparmiando anche sulla nuova torre di lancio ML-2. Successivamente aveva comunicato l’intenzione di voler costruire una base sulla superficie lunare rinunciando al progetto del Lunar Gateway, l’avamposto orbitante attorno la Luna.

Il successo della missione Artemis II ha un po’ galvanizzato l’atmosfera, ma il futuro non è del tutto roseo come potrebbe apparire. Tutte le decisioni prese, comunque, sono avvenute con il supporto di alcuni membri del Congresso, in particolare il senatore Cruz, uno dei più attivi in ambito spaziale. L’emendamento che autorizza la NASA ad accelerare il piano Artemis, semplificandolo con l’eliminazione di alcuni miglioramenti, e di stabilire una base lunare, è stato approvato il 4 marzo 2026.

Il momento dello splashdown, che segna ufficialmente la fine della missione. Credit: NASA/Josh Valcarcel

Sebbene sia esclusivamente il Congresso a decidere come i fondi stanziati all’Agenzia spaziale statunitense debbano essere distribuiti, ogni anno, tradizionalmente in primavera, il Presidente degli Stati Uniti prepara la sua proposta per il budget NASA dell’anno successivo, corredato da un piano di spesa per i successivi cinque anni. Quest’anno la proposta è arrivata il 3 aprile, e nonostante i tagli siano cospicui, l’Amministratore della NASA l’ha ricevuta con esplicito consenso riguardo la visione sul futuro dell’Ufficio della Presidenza. Molti tagli riguardano prevalentemente il settore scientifico, lasciando ancora fondi per l’esplorazione lunare. La proposta ricalca in qualche modo quella presentata l’anno precedente, che poi è stata completamente rivista dal Congresso, ripristinando i fondi tolti alle missione scientifiche. Dal piano di spesa emerge l’intenzione di bloccare il trasporto di equipaggio lunare sotto la diretta responsabilità di NASA; lasciando la possibilità di competere ai privati. Tutto questo dovrebbe avvenire dopo la quinta missione Artemis, si presume quindi dopo il secondo atterraggio di un equipaggio sulla superficie lunare.

Un altro punto chiave che emerge, che lascia profondi dubbi ai membri del Congresso, è la mancanza di un obiettivo di lungo termine chiaro. L’accelerazione che ha avuto il programma sembra essere dovuta principalmente un desiderio di arrivare prima della Cina, a effettuare il primo atterraggio sulla superficie lunare dopo 50 anni prima della controparte cinese. Pur essendoci un abbozzo di progetto sulla costruzione lunare, manca una linea guida di come questa nuova direzione intrapresa dalla NASA possa rimanere sostenibile a lungo termine. Manca del tutto un piano di sviluppo economico dell’industria privata attorno a questo avamposto, se si esclude il finanziamento diretto della NASA esclusivo per il trasporto di persone e merci.

Prossime missioni lunari

Sebbene Isaacman abbia promesso 24 missioni da qui al 2028, in preparazione c’è ancora poca roba. Lo sviluppo dei lander lunari per lo sbarco di equipaggio in superficie sta accumulando ritardo. Nel corso del 2026 potrebbe essere pronto il primo dimostratore di Blue Origin, MK1. Non c’è ancora una data precisa per la concorrente SpaceX, che prima di arrivare sulla Luna deve dimostrare la capacità di effettuare rifornimento in orbita con Starship. Entrambi faranno almeno un atterraggio dimostrativo prima di portare l’equipaggio in superficie.

Nel 2027 potrebbero essere pronti alcuni lander robotici del programma CPLS, Commercial Lunar Payload Services, il debutto di Griffin, Blue Ghost alla sua seconda missione, e IM-3 che vede Intuitive Machines già al suo terzo lancio. I piani iniziali prevedevano che queste missioni avvenissero nel corso del 2025 o 2026, ma lo sviluppo ha avuto ritardi. Oltre queste sette missioni non c’è altro in fase di sviluppo avanzato sul suolo statunitense. Ci sono annunci eclatanti, come quello recente di ispace, che nemmeno un mese fa ha tirato fuori dal cappello un nuovo lander e cinque missioni lunari, ma pur avendo l’azienda già esperienza pregressa, rimane tutto ancora in fase di sviluppo.

Nonostante la cancellazione del Lunar Gateway abbia portato un duro colpo alla collaborazione internazionale per l’esplorazione lunare, al di fuori degli Stati Uniti le principali agenzie stanno già da tempo organizzando le proprie missioni, non escludendo partnership future con la NASA. Ad esempio l’ESA, senza dubbio l’agenzia spaziale più penalizzata dalla cancellazione, sta sviluppando un proprio sistema di comunicazione che farà da supporto a generiche missioni lunari, Moonlight Programme, una infrastruttura aperta a futuri utilizzi. Il primo satellite, Lunar Pathfinder, prenderà un passaggio nel volo di Blue Ghost del CPLS, ed è soggetto quindi ai ritardi che il lander sta subendo. L’ESA è in contatto con la NASA per decidere insieme il futuro della loro collaborazione. L’Agenzia Spaziale Italiana, invece, è riuscita a ottenere dalla NASA una dichiarazione di intento di collaborazione sulla costruzione di moduli abitativi lunari.

Tra gli altri attori, la Cina sembra invece la più regolare nel suo percorso verso la Luna, con il programma Chang’e istituito nel 2004 che praticamente non ha subito variazioni. Un programma lento ma costante, al momento senza sorprese o fallimenti. Le prossime missioni sono Chang’e 7 a ottobre e Chang’e 8 nel 2027. La sonda Chang’e è arrivata al sito di lancio proprio mentre Artemis II era in corso. India e Russia conducono i loro piani indipendenti: Luna e Chandrayaan, con Luna 26 e Chandrayaan-4 entrambe previste per il 2028. Non ci sono al momento sviluppi significativi da parte di altre agenzie.

Preparativi per le missioni con equipaggio

Sono passati più di 50 anni tra la penultima e l’ultima missione lunare con equipaggio, passerà ancora qualche anno prima di vedere la prossima, minimo due anni, ma impedimenti sono sempre alla porta. La prossima missione significativa è Artemis III, di cui non si sa praticamente nulla ma ci si sta preparando molto intensamente. Dopo il cambio di rotta di Isaacman, ancora ci sono tante cose da decidere su questa missione. Si sa per certo che non sarà più una missione di rendez-vous col Lunar Gateway, come previsto nel decennio scorso, e nemmeno che sarà una missione che porta astronauti sulla superficie lunare, come da piani fino a fine febbraio scorso.

Artemis III sarà una missione con equipaggio in orbita terrestre: quale equipaggio e quale orbita però non si sa ancora. Si conosce l’obiettivo però, fare prove di attracco con il lander lunare costruito da aziende private. È ignoto, tuttavia, con quale dei due lander, se il Lunar Starship di SpaceX o Endurance di Blue Origin. Oppure anche tutti e due, perché no? L’orbita di destinazione non è solo un dettaglio da puri specialisti di meccanica orbitale: se sarà in LEO, in orbita bassa, il secondo stadio ICPS potrà essere utilizzato per la missione successiva; se sarà in HEO, in orbita alta, sarà necessaria la configurazione completa di SLS con ICPS, l’ultimo disponibile della serie, visto che la linea di produzione è stata chiusa e demolita. Per tanto si dovrà aspettare il completamento del design di SLS con Centaur V per le prossime missioni.

Non si sa niente eppure i lavori stanno andando avanti! Il razzo è in consegna a pezzi da assemblare in Florida, i booster laterali sono già pronti al viaggio, sono il primo pezzo che arriverà. Il core stage invece sta per uscire dallo stabilimento di Michoud, diretto anch’esso verso Cape Canaveral. Il secondo stadio e la capsula arriveranno dopo, come da procedura classica e visto che ancora non si sa chi sarà il secondo stadio. Orion dopotutto ha fatto il suo primo volo di collaudo con equipaggio, magari sarà necessario implementare qualche piccola modifica dopo l’elaborazione dei dati. Nel frattempo il crawler, il gigantesco mezzo cingolato della NASA, sta andando a recuperare la torre di lancio ML-1. Visto che è stata da poco teatro di un decollo avrà subito danni non ingenti da normale usura. Ciò non rappresenta un problema, dal momento che ci sono pezzi di ricambio in abbondanza dopo che Isaacman ha ordinato di interrompere la costruzione di ML-2 quando era già completa al 90%. Con la torre al VAB, l’edificio di assemblaggio, è un prerequisito per l’invio degli altri componenti, ma sta procedendo tutto molto velocemente.

Il crawler incaricato per il trasporto della torre di lancio. Credit: NASA/Laura Sasaninejad

Al momento Artemis III ha come data di lancio metà 2027. Le due missioni successive, Artemis IV e Artemis V, rimangono pur sempre programmate per il 2027-2028, ma un nuovo posticipo non sorprenderebbe nemmeno il più fiducioso fan di questo programma. Entrambe queste missioni, prevedono un atterraggio nei pressi del polo sud lunare. Artemis IV ha in programma di usare il lander lunare di SpaceX, che richiede lo sviluppo di una tecnologia importante e ancora non pronta, il rifornimento di propellente criogenico in orbita. Artemis V userà quello di Blue Origin, che ha proposto un nuovo profilo di missione alla NASA che escluderebbe il rifornimento in volo per il suo mezzo pezzo di trasporto.

Questo è tutto per quanto riguarda gli Stati Uniti. È importante ricordare che la spinta politica arriva dall’ipotesi, non tanto remota ormai, che un equipaggio cinese arrivi prima di loro. Lo sviluppo del piano lunare cinese prosegue senza che trapelino grossi intoppi, e lo sbarco sulla Luna è previsto prima del 2030. L’architettura della missione cinese è stabile, descritta tanti anni fa, e ha dimostrato progressi tangibili che rendono realistica una missione nei prossimi anni. Il lanciatore dedicato, il Lunga Marcia 10, ha già molti dei componenti testati, con un volo suborbitale già effettuato in versione ridotta, la capsula Mengzhou ha effettuato qualche test in diretta sulla principale TV di Stato, e si intravedono design di rover e tute lunari.

La rivalità con la Cina, il successo di Artemis II, l’empatia del pubblico verso gli astronauti, l’interesse in crescita nella ultime settimane, possono accelerare il programma americano. Gli ostacoli sono tanti, la politica vincola pesantemente le scelte della NASA, le elezioni di metà mandato potrebbero portare un ulteriore stravolgimento indesiderato al programma. Malgrado questi alti e bassi frequenti nella storia astronautica americana, il pubblico non smette mai di entusiasmarsi o rimanere deluso a seconda i cicli.

Calendario

Date indicative sulle missioni previste da oggi al 2028. Alcune missioni con poche informazioni sono deliberatamente omesse.

MissioneOperatoreData previstaObiettivo / Note
Blue Origin MK1Blue OriginMetà 2026Lander dimostrativo (senza equipaggio)
Chang’e 7CNSA (Cina)Ottobre 2026Orbiter e rover per ricerca acqua al polo sud
Artemis III1NASAMetà 2027Test di attracco con lander privato in orbita terrestre
Lunar Starship TestSpaceXMetà 2027Lander dimostrativo (senza equipaggio)
GriffinAstrobotic2027Lander pesante per il programma CLPS
Blue Ghost M2Firefly2027Seconda missione; supporto infrastruttura orbitale
Lunar PathfinderESA2027Satellite per comunicazioni (su volo Blue Ghost)
IM-3Intuitive Machines2027Terza missione robotica della serie Odyssey
Chang’e 8CNSA (Cina)2027Test di stampa 3D con regolite (base lunare)
Artemis IVNASA2027-2028Atterraggio equipaggio al polo sud (SpaceX)
Artemis VNASA2027-2028Atterraggio equipaggio al polo sud (Blue Origin)
Luna 26Roskosmos2028Orbiter per mappatura e telerilevamento
Chandrayaan-4ISRO (India)2028Missione per il ritorno di campioni lunari
  1. Missione in orbita terrestre ↩︎

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Gianmarco Vespia

La scienza è importante. Ne ho fatto parte tanti anni fa, ma ho dovuto abbandonare la carriera. In Italia manca il supporto agli scienziati, in molti modi: sostegno, fiducia, credibilità, rispetto e finanziamenti. ISAA mi ha dato la possibilità di diventare divulgatore e di raggiungere un pubblico interessato e appassionato in questo piccolo settore che è l'astronautica. La scienza si muove troppo in silenzio, occorre pazienza e attenzione per capirla e apprezzarla, per spiegarla alle nuove generazioni, appassionarle e permettergli di costruire un futuro migliore per sé e per il mondo intero.

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