SpaceX ha lanciato un satellite del NRO

Lo scorso 2 febbraio alle 21:27 italiane (le 20:27 UTC), SpaceX ha lanciato con successo la missione NROL-87 con un razzo Falcon 9, partito dallo Space Launch Complex 4E della Vandenberg Space Force Station in California, negli USA.

Ecco il video della diretta streaming del lancio e del solo audio del controllo missione.

La missione consisteva nell’immissione in orbita di un satellite progettato, costruito e gestito dal National Reconnaissance Office (NRO). Non si hanno molte informazioni sulle capacità di questo nuovo satellite americano per attività di spionaggio, se non che, molto probabilmente, dovrebbe avere una massa relativamente contenuta.

Il primo stadio, seriale B1071, dopo aver spinto il secondo stadio oltre gli strati più densi dell’atmosfera, ha eseguito una serie di manovre che gli hanno permesso di ritornare a Terra, posandosi a poche centinaia di metri dalla rampa di lancio da cui era partito solo 8 minuti prima.

Sebbene non si sia reso necessario l’utilizzo della droneship JRTI (Just Read The Instructions), SpaceX ha comunque spedito al largo delle coste del Pacifico una delle sue navi di supporto, la NRC Quest, con il compito di recuperare le due semiogive, entrambe al primo volo.

Al momento della stesura dell’articolo la nave non è ancora rientrata presso il porto di Los Angeles, ma i recenti e continui successi fanno credere che anche questa volta siano state recuperate entrambe e senza danni. Se così fosse, si avrebbe un’ulteriore conferma della bontà della tecnica cosiddetta wet scooping, cioè la raccolta delle due valve del fairing dopo il loro ammaraggio. Questa è la tecnica adottata da SpaceX dopo una serie di insuccessi nella raccolta “al volo” delle carenature tramite enormi reti tese sul ponte delle navi Ms. Tree e Ms. Chief.

Data la natura segreta del carico utile, e come normale per le missioni militari, la diretta video è stata interrotta poco dopo la separazione tra primo e secondo stadio. Ciò ha permesso a noi appassionati di concentrarci ancora meglio sulla sequenza di manovre compiute dal primo stadio per rientrare a Terra.

Subito dopo la separazione, il primo stadio ha acceso tre dei suoi motori Merlin per annullare la componente di velocità orizzontale acquisita; ha aperto le quattro grid fin in titanio in preparazione all’attraversamento degli strati più densi dell’atmosfera, per poi eseguire la seconda delle tre accensioni previste (entry burn), riducendo ulteriormente la propria velocità.

Infine, supportato dall’azione combinata dei thruster di manovra ad azoto e dal movimento delle grid fin, ha acceso un motore Merlin al centro del grappolo e si è posato delicatamente sulle quattro gambe di atterraggio aperte poco prima, a poche decine di metri dal suolo.

L’intera sequenza è stata resa ancor più spettacolare dalle ottime condizioni meteorologiche presenti a Vandenberg, una zona usualmente immersa nella nebbia.

Il booster utilizzato quest’oggi era al primo volo. Dopo il recupero di oggi sarà ispezionato e ricondizionato, andando ad aggiungersi alla consistente flotta di vettori veterani, al momento composta da B1049, B1051, B1052, B1053, B1058, B1060, B1061, B1062, B1063 e B1067. SpaceX ha comunque già annunciato di aver assegnato B1071 alla prossima missione del NRO, NROL-85, attualmente prevista non prima di giugno 2022.

Per SpaceX si tratta del quinto volo in poco più di 30 giorni (Starlink Group 4-5, Transporter-3, Starlink Group 4-6 e CSG-2) e del quarto lancio nel giro di 62 giorni. Era dal 21 dicembre 2021 che un booster nuovo non decollava, mentre un atterraggio a Vandenberg non si verificava dal novembre 2020. Durante la stesura di questo articolo è decollata la missione Starlink Group 4-7.

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Matteo Deguidi

Studente di astronomia presso l'Università di Padova, mi intriga e appassiona tutto quello che riguarda le missioni scientifiche e soprattutto le prossime generazioni di telescopi. Considero ISAA come una seconda famiglia, la quale mi ha dato possibilità di accedere ad un mondo di notizie che da tanto ricercavo.