Cambio di navetta per Mann e Cassada

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I due nuovi membri della missione Crew-5, Nicole Mann e Josh Cassada. Credits: NASA.

La decisione di NASA, circolata in modo ufficioso nei giorni scorsi e ufficializzata il 6 ottobre, ha spostato Nicole Mann e Josh Cassada dalle rispettive missioni a bordo della capsula Starliner di Boeing in favore della Crew Dragon di SpaceX ed è stata presa dopo gli ultimi sviluppi relativi alla prima, il cui volo è ora previsto per la primavera 2022.

La missione a cui prenderanno parte, Crew-5 (quinto volo operativo con equipaggio di una Crew Dragon verso la ISS), è fissata per l’autunno 2022 e non ha ancora tutti i membri noti, che verranno comunicati da NASA dopo una consultazione con i partner internazionali: è possibile che un posto possa essere occupato da un cosmonauta, interrompendo l’assenza di una persona russa a bordo di un mezzo americano che durava dal 2002. Come ricorda il nostro Vincenzo Chichi, furono addirittura tre gli astronauti russi (Nikolaj Budarin, Valerij Korzun e Sergej Treščëv) nell’ultima missione statunitense (STS-113); da allora, complice il disastro dello Space Shuttle Columbia, Roskosmos si è affidata esclusivamente alla propria Sojuz. In ogni caso, in attesa di ulteriori sviluppi, Jeanette Epps, pur rimanendo formalmente parte della prima missione operativa di Boeing, si sta addestrando con i team di SpaceX per i sistemi della Crew Dragon.

I ritardi accumulatisi nel corso degli anni, soprattutto in casa Boeing, hanno posticipato continuamente il primo volo per Mann, Cassada ed Epps (selezionata addirittura nel 2009 e ancora una rookie). NASA intende permettere a questi astronauti di compiere la prima esperienza a bordo della ISS il prima possibile, anche rimescolando gli equipaggi e facendo cross training tra le varie capsule, consapevole che le tempistiche permettono un addestramento completo.

Tornando a Crew-5, Mann ne assumerà il comando, diventando così la prima donna americana a farlo per una Crew Dragon (i precedenti sono stati Mike Hopkins per Crew-1 e Shane Kimbrough per Crew2, mentre i futuri saranno Raja Chari per Crew-3 e Kjell Lindgren per Crew-4) e la prima per una missione statunitense dai tempi di Pamela Melroy (STS-120), attuale vice amministratrice di NASA. In precedenza, nella missione di collaudo con equipaggio di Boeing avrebbe dovuto essere pilota assieme a Butch Wilmore, comandante, e Mike Fincke, Joint Operations Commander, comandante delle operazioni congiunte.

A pilotare la Dragon sarà invece Josh Cassada, il cui ruolo non è cambiato rispetto alla missione Starliner-1, a cui era assegnato in precedenza assieme ad Epps.

Uno sguardo alla situazione di CST-100

In casa Boeing continuano i tentativi di risoluzione dei problemi occorsi al pad pochi minuti prima del lancio dello scorso luglio, che hanno visto la rilevazione di quasi la metà delle valvole isolanti dell’ossidante nel modulo di servizio bloccate. L’ultimo aggiornamento rilasciato da NASA ha fornito qualche informazione riguardo le tecniche di risoluzione del problema: sono stati utilizzati, nonostante la difficoltà di accesso, metodi di riscaldamento locale e di caricamento elettrico (electrical charging) permettendo lo sblocco di tutte le valvole eccetto una, lasciata volontariamente in questa posizione per indagini più approfondite. Boeing ha anche parzialmente disassemblato tre valvole dei razzi di manovra e controllo dell’assetto (Orbital Maneuvering and Attitude Control, OMAC) e altrettanti verranno rimossi dalla capsula nelle prossime settimane per ulteriori ispezioni. Sono inoltre al vaglio dei team dei test addizionali per simulare il problema occorso.

In base a come andranno le sopracitate verifiche si potrebbe avere un impatto molto diverso per la missione, da minimi aggiustamenti nel modulo di servizio fino all’utilizzo di un altro nuovo, attualmente in costruzione. È ancora presto quindi per stabilire una data definitiva della missione: poiché sicuramente non ci sarà alcun volo nel 2021, i team di NASA, Boeing, ULA e il range stanno valutando una finestra di lancio basandosi sulla disponibilità di Starliner, Atlas V N22 e portelloni di attracco sulla ISS. Attualmente viene indicata la primavera 2022 per la missione senza equipaggio e per l’estate quella abitata. In base ai dati che verranno raccolti e le performance della capsula, la prima missione operativa potrebbe essere nell’autunno 2022, all’incirca al termine di Crew-4 di SpaceX.

Ringrazio personalmente Vincenzo Chichi per la disponibilità nella ricerca di informazioni per questo articolo, come i ruoli di Mann e Cassada a bordo di CST-100, menzionati poche volte nei comunicati di NASA.

Fonti: NASA (1), NASA (2), NASA (3).

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Matteo Deguidi

Studente di astronomia presso l'Università di Padova, mi intriga e appassiona tutto quello che riguarda le missioni scientifiche e soprattutto le prossime generazioni di telescopi. Considero ISAA come una seconda famiglia, la quale mi ha dato possibilità di accedere ad un mondo di notizie che da tanto ricercavo.