Le cronache di Boca Chica/Starbase – Giugno 2021

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Starship SN8 in decollo. Credits: SpaceX

Benvenuti alle “Cronache di Boca Chica” del mese di giugno 2021. Anche in questo mese abbiamo assistito a una notevole attività di lavori edilizi e strutturali che hanno riguardato soprattutto la torre di lancio, i serbatoi dei propellenti (GSE) e la zona in cui sono installati. Con l’ennesima rivoluzione/evoluzione dei nomi di booster e Starship, è arrivato anche l’atteso spostamento sulla rampa di lancio sperimentale di Booster 3, il primo ad affrontare test di accensione a terra.

Ecco lo stato dell’arte di prototipi e serbatoi in costruzione o realizzati presso il sito di Boca Chica, nella solita efficace infografica di Brendan Lewis.

Starship

Il 15 giugno è stato Elon Musk in persona a offrirci uno sguardo esclusivo e spettacolare dentro la High Bay, dove erano posizionati Starship SN16 e BN3 non ancora completato.

Da voci interne a SpaceX è arrivata la conferma di un cambio di nomenclatura per le Starship. Si abbandonerà il vecchio e consolidato schema SN## in favore di Ship # (o S#) dove # rappresenta il numero di prototipo. L’unico prototipo di Starship in costruzione al momento, SN20, sarà quindi da ora in poi identificato come Ship 20 o S20.

Nei giorni successivi Ship 16 (ex SN16) è stata poi estratta dall’hangar per essere trasferita e parcheggiata accanto a SN15, per un destino che rimane ancora incerto. I pochi pezzi già realizzati di SN17 sono stati smantellati, e il lavoro sembra essersi concentrato solo su Ship 20, l’esemplare che dovrebbe essere utilizzato per il primo lancio orbitale.

Super Heavy

La confusione sui nomi dei booster si è fatta ancora peggiore questo mese. A maggio avevamo accennato al “secondo battesimo” del prototipo di booster allora conosciuto come BN3 in BN2, mentre il precedente esemplare identificato come BN2 era stato fuso con BN2.1 in quanto “prototipo di prototipo”. Quando pensavamo che finalmente ci si fosse assestati su un nuovo standard, ecco che Elon Musk ha iniziato a riferirsi al “nuovo” BN2 come Booster 2, per poi passare a Booster 3. Ancora una volta proveremo ad assecondare il fondatore di SpaceX e da qui in poi ci riferiremo a questo prototipo (ex BN3, poi BN2, poi Booster 2) come Booster 3.

Tornando per un momento al prototipo/serbatoio BN2.1, il 9 giugno si è svolto un test di pressione che sembra avere dato esito positivo.

Per chi come noi cerca costantemente informazioni da fonti ufficiali contro cui verificare le tante voci che circolano attorno ai progetti di Elon Musk, un (involontario?) aiuto è arrivato a metà giugno, quando in un video girato all’interno dello stabilimento SpaceX di Hawthorne che vedeva protagonista Gwynne Shotwell, è stata avvistata un’infografica relativa alla disposizione dei Raptor nel primo e secondo stadio della Starship destinata al primo test di volo, oltre che del loro stato di consegna.

La probabile disposizione e lo stato dei propulsori Raptor per il primo esemplare completo di test di Starship. Credits: SpaceX

E a proposito di motori Raptor, poteva mancare un cambio di naming convention anche per loro? La risposta è no, e quindi per completare il quadro delle nuove nomenclature i Raptor abbandonano il riferimento al numero seriale per assumerne uno più funzionale. Avremo dunque (fino al prossimo cambiamento) le seguenti tre tipologie di Raptor:

  • Raptor Vacuum # (RVac #): sono i Raptor destinati alle Starship (secondo stadio) e sono ottimizzati per operare nel vuoto spaziale
  • Raptor Boost # (RB #): sono i Raptor destinati all’anello esterno del booster
  • Raptor Center # (RC #): qui la distinzione non è ancora chiarissima, ma dovrebbero essere i Raptor centrali sia del booster che di Starship e gli unici montati su cardano e quindi orientabili.

Uno dei dettagli tecnici più interessanti di questo mese sono stati i thrusters comparsi sulla parte alta di Booster 3. Si tratta di quattro grappoli di piccoli motori a razzo ausiliari che, bruciando metano e ossigeno liquidi, consentiranno di manovrare il primo stadio nelle critiche fasi di rientro. Musk ne ha annunciato la rimozione in un suo tweet, in quanto a suo dire prematuri e non necessari per il primo test orbitale (che non recupererà né il booster né la Starship), ma al momento in cui scriviamo questi motori non sono ancora stati smontati.

Probabilmente il motivo è che, sempre secondo Musk, Booster 3 sarà impiegato solo per test a terra, mentre il prototipo destinato al primo volo sarà Booster 4.

Per finire, “sconfiniamo” in luglio per segnalarvi che proprio il primo del mese è avvenuto lo spostamento di Booster 3 dalla High Bay alla zona di lancio.

Le infrastrutture

Come per il mese di maggio, le macchine saldatrici di SpaceX hanno prodotto soprattutto involucri esterni per i serbatoi GSE, che vanno incamiciati per consentire un livello di isolamento termico sufficiente a consentire uno stoccaggio di lungo periodo per i propellenti criogenici (LOX e LCH₄). GSE-1, 2 sono ormai completi e installati sulle loro basi in cemento armato, GSE-3 è quasi completata, mentre i GSE da 4 a 7 sono in varie fasi del processo di assemblaggio.

Per quanto concerne la rampa di lancio orbitale vera e propria, agli inizi di giugno sono state aggiunte ulteriori sezioni alle colonne di sostegno della rampa stessa, in modo da creare una base di appoggio perfettamente orizzontale per gli anelli metallici che andranno ad abbracciare e sostenere la parte inferiore del booster.

Allo stesso tempo sono state via via estese sia la torre di lancio (che ora sappiamo comprenderà otto segmenti, di cui l’ultimo avente un’altezza leggermente inferiore agli altri) che la gru Frankencrane necessaria per assemblarla, con un processo di costruzione modulare molto rapido che si concluderà con ogni probabilità entro la metà di luglio. I singoli elementi della torre vengono assemblati lontani dalla rampa, per poi essere trasportati al sito di lancio dagli ormai familiari carrelli multiruote. Frankencrane si occupa poi di sollevare, allineare e impilare ogni segmento sopra al precedente.

SpaceX ha recentemente acquisito una nuova area nei pressi di Starbase, dove sembra sarà concentrata l’attività di test e riparazione dei Raptor.

Cosa ci attende nel mese di luglio

Qualche settimana fa SpaceX ha fatto richiesta alla FCC (Federal Communication Commission) di poter trasmettere telemetria tramite sistemi basati su tecnologie Starlink dal primo Starship orbitale. Tali permessi dovrebbero essere rilasciati per un periodo di validità che parte dal 1º agosto. Questo implicherebbe che non sarà luglio il mese in cui vedremo l’evento tanto atteso, cioè l’esordio in volo del gigantesco sistema di lancio Starship al completo.

Quello che possiamo aspettarci, posto che la consegna dei Raptor sia conclusa in tempi rapidi, sarà uno spettacolare primo test di accensione del booster attualmente posizionato sul pad di prova A.

Un altro importante obiettivo che dovrebbe essere raggiunto sarà il completamento della torre di lancio, che manca ancora dell’ottavo e ultimo segmento, del verricello e dell’antenna parafulmine.

Lo stato dei prototipi Startship e Super Heavy

I dettagli sulle Starship dismesse sono disponibili al topic dedicato su ForumAstronautico.it. In questa tabella a cura di Matteo Deguidi è riassunto lo stato dei prototipi Starship e Super Heavy attualmente in test o in costruzione a Boca Chica.

StatusEsemplari
:wrench:In costruzioneShip 20, Ship 21?, Booster 4
:fire:Sul padBooster 3
:skull_and_crossbones:DistruttoMark 1
SN1SN3SN4SN7SN7.1SN8SN9SN10SN11
:recycle:SmantellatoMark 2
SN2SN5SN6SN12
BN1
:white_check_mark:CompletatoShip 16
:question:IncertoSN7.2SN15
:stop_sign:Costruzione interrottaSN13SN14SN18SN19SN17

Le nostre fonti

Le fonti utilizzate per questa serie di articoli sono tweet e comunicati stampa di SpaceX, ma soprattutto foto e video pubblicati da varie troupe di appassionati che da mesi tengono d’occhio costantemente le attività a Boca Chica. Tra queste si segnalano NasaSpaceFlight e LabPadre, che quotidianamente rilasciano su vari social media contributi essenziali per seguire l’andamento dei lavori. Per quanto ogni cura sia posta nel fornirvi solo informazioni attendibili, data la natura non ufficiale delle fonti disponibili molti dettagli potrebbero rivelarsi parziali o errati.

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.