NASA al lavoro per ripristinare il telescopio Hubble

L'Hubble Space Telescope visto dall'equipaggio di STS-125. Credits: NASA

Il telescopio spaziale Hubble è al momento fuori uso e la NASA è attivamente impegnata a risolvere il problema. Il computer dedicato agli strumenti scientifici di Hubble, lo SI C&DH (Science Instrument Command and Data Handling), si è bloccato domenica 13 giugno e da allora le macchine fotografiche e gli altri strumenti sono stati posti in “safe mode” in attesa della soluzione del problema. Tutti i tentativi di riavvio effettuati lunedì 14 giugno sono falliti. Le prime analisi hanno identificato come causa del blocco un malfunzionamento di un modulo di memoria, tuttavia, quando gli specialisti hanno tentato di attivare uno dei moduli di backup, il comando di attivazione non è stato eseguito. Giovedì sera è stato condotto un nuovo tentativo di attivazione su entrambi i moduli di memoria, ma anche questi tentativi non hanno avuto successo.

Dopo aver eseguito alcuni test, gli specialisti ritengono che la causa del problema sia da ricercare in un componente hardware differente e che gli errori dei moduli di memoria siano solo un sintomo. L’attenzione si sta ora rivolgendo alla Standard Interface (STINT), ovvero l’hardware che permette la comunicazione tra il Central Processing Module (CPM) e gli altri componenti del computer. Gli specialisti stanno progettando nuovi test che verranno eseguiti nei prossimi giorni per tentare di isolare ulteriormente il problema e identificare una potenziale soluzione.

Credits: NASA

Questo passaggio è importante per determinare quale hardware funziona ancora correttamente. Se il problema del computer principale non potrà essere risolto, il team operativo sarà pronto a trasferire il controllo all’hardware STINT e al CPM del computer di backup. Il team ha condotto alcuni test e una revisione delle procedure operative per verificare la correttezza di tutti i comandi necessari per eseguire il trasferimento.

Se verrà attivato il computer di backup saranno necessari diversi giorni per valutarne le prestazioni e per ripristinare le normali operazioni scientifiche. Questo computer non era mai stato acceso dalla sua installazione effettuata nel 2009, tuttavia era stato accuratamente collaudato a Terra prima di essere installato su Hubble.

Il computer NSSC-1, ovvero il NASA Standard Spacecraft Computer-1, è un sistema costruito negli anni ’80 e contenuto nell’unità denominata Science Instrument Command and Data Handling (SI C&DH). A questo computer viene demandato il controllo e il coordinamento degli strumenti scientifici del telescopio, oltre che il monitoraggio del loro funzionamento. È una unità interamente ridondata poiché su Hubble è presente un secondo computer, e il relativo hardware associato, a cui è possibile trasferire il controllo in caso di problemi. Entrambi i computer possono accedere e utilizzare uno dei quattro moduli di memoria indipendenti, ciascuno dei quali contiene 64 KiB di memoria CMOS (Complementary Metal-Oxide Semiconductor). Il computer utilizza operativamente un solo modulo di memoria alla volta, mentre gli altri tre fungono da backup.

Un’immagine del 2008 che mostra gli ingegneri del centro Goddard della NASA preparare per un test elettrico l’unità di backup del computer Science Instrument Control & Data Handling. Credit: NASA

NASA ha recentemente dichiarato che il team di specialisti che gestisce il telescopio spaziale sta ancora raccogliendo tutti i dati disponibili per isolare il problema, in modo da individuare la strategia migliore per riattivare il computer principale o il suo backup. Al momento non ci sono stime sui tempi necessari per risolvere l’anomalia, ma la ridondanza dei sistemi non dovrebbe mettere in pericolo la ripresa delle attività da parte del telescopio.

Lanciato nel 1990, Hubble ha fornito un notevole contribuito alla nostra comprensione dell’universo negli ultimi 30 anni, malgrado qualche acciacco mostrato negli ultimi anni.

Fonte: NASA

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.