Lanciati i primi astronauti verso la nuova Stazione Spaziale Cinese

Tang Hongbo, Nie Haisheng e Liu Boming. Credits: CNSA CMS

Lo scorso 17 giugno alle 03:22 italiane (le 01:22 UTC) la missione Shenzhou 12 è stata lanciata con successo dalla rampa Launch Area 4 (SLS-1 / 921) del centro spaziale cinese di Jiuquan. La navicella, che a bordo portava i tre astronauti Nie Haisheng, Liu Boming, Tang Hongbo, è arrivata in orbita grazie a un vettore Lunga Marcia 2F. In questo video possiamo rivedere i punti salienti del decollo come trasmessi dalla TV di Stato cinese.

Alle 09:54 italiane, circa sette ore e mezza dopo il decollo, la Shenzhou 12 ha attraccato alla CSS, la stazione spaziale cinese Tianhe, attualmente costituita dal solo modulo centrale da 22,5 tonnellate lanciato lo scorso 28 aprile in orbita bassa terrestre (LEO).

Nie Haisheng, Liu Boming e Tang Hongbo sono stati i primi a entrare nel modulo centrale della nuova stazione, dove resteranno per i prossimi tre mesi adoperandosi all’allestimento del veicolo in vista dell’arrivo di ulteriori moduli nei prossimi anni.

Nie Haisheng, classe 1964 e comandante di Shenzhou 12, è un veterano che ha già volato due volte nello spazio, la prima nell’ottobre 2005 con la missione Shenzhou-6, poi nel giugno 2013 con Shenzhou-10. Liu Boming, classe 1966, ha invece una precedente esperienza di volo nel 2008, quando partecipò alla missione Shenzhou-7. Tang Hongbo, nato nel 1975, è invece un esordiente.

La Shenzhou era stata preceduta lo scorso 2 giugno dal veicolo di rifornimento Tianzhou, il primo a raggiungere la Tianhe, con un carico totale di oltre 5,5 tonnellate tra materiale stivato e propellenti.

Con l’arrivo in orbita della Shenzhou 12 sale a dieci il numero degli astronauti in orbita contemporaneamente: oltre a Nie Haisheng, Liu Boming e Tang Hongbo a bordo della CSS, sulla Stazione Spaziale Internazionale si trovano i membri di Expedition 65 Oleg Novickij (Roskosmos), Pëtr Dubrov (Roskosmos) Mark Vande Hei (NASA), Shane Kimbrough (NASA), Megan McArthur (NASA), Thomas Pesquet (ESA) e Akihiko Hoshide (JAXA).

I progressi della Cina in campo spaziale

Da anni la Cina sta accelerando i suoi progressi per essere riconosciuta tra le grandi potenze mondiali. Uno dei campi nei quali il grande paese asiatico mostra le sue crescenti capacità è quello delle tecnologie spaziali. I recenti successi nell’esplorazione marziana con la missione Tianwen, il lancio di Tianhe, primo elemento di una grande stazione spaziale modulare, lo sviluppo di navette di rifornimento e trasporto equipaggi affidabili e di grande capacità come Tianzhou e Shenzhou e la pletora di lanciatori adatti a molteplici profili di missione sono gli elementi concreti che dimostrano la piena appartenenza della Cina al ristretto novero delle nazioni capaci di organizzare ogni sorta di missione spaziale.

Mentre i giochi della geopolitica tengono ancora il freno tirato al coinvolgimento della Cina in grandi progetti di collaborazione internazionale, il paese non è certo rimasto con le mani in mano. Seppure con un certo ritardo sulle potenze occidentali, e con tecnologie che molto hanno in comune con quelle russo/sovietiche dalle quali originano, la Cina ha saputo creare negli anni una sua propria, originale via allo spazio. Veicoli spaziali, vettori e anche stazioni spaziali hanno preso spunto da varie realtà già esistenti, ma gli ingegneri cinesi hanno lavorato per migliorarli costantemente espandendone volumi e capacità. Un esempio è proprio la stazione Tianhe: design del modulo ispirato alla Mir sovietica ma distribuzione degli spazi interni analoga a quella del segmento USOS della ISS.

Durante i lavori del congresso GLEX 2021 l’agenzia spaziale cinese ha inoltre comunicato l’intenzione di collaborare con paesi terzi per la costruzione di una base lunare di natura scientifica. A rispondere positivamente a questo appello è stata la Russia, impegnata in un gioco politico che, almeno a parole, la sta allontanando dalla partnership a guida statunitense con i paesi coinvolti nel programma ISS. Il punto straordinario di questa situazione è proprio che sia la Cina, e non una grande potenza spaziale tradizionale come la Russia, a porsi a capo di questa iniziativa, a testimonianza del crescente prestigio del suo programma spaziale.

Video per approfondire

Se c’è un campo nel quale la Cina deve fare ancora molti progressi, è quello delle comunicazioni esterne. Seguire le imprese spaziali cinesi è sempre complicato, perché le notizie in tempo reale non arrivano quasi mai direttamente dalle autorità ufficiali, ma filtrano grazie a una serie di “beninformati” che riescono ad accedere ai social media del paese asiatico, la cui rete Internet è filtrata da un grande firewall di Stato. L’annuncio dei vari eventi avviene sempre a fatti già avvenuti, o con dirette in lingua inglese annunciate e trasmesse all’ultimo minuto. Ciò nonostante il canale YouTube CGTN, controllato dal governo di Pechino, ha trasmesso vari aggiornamenti sulla missione Shenzhou 12 nel corso degli ultimi giorni, comprese due lunghe coperture in diretta delle operazioni di lancio. Ecco qui alcuni video (con commento in inglese) con i quali i nostri lettori più curiosi potranno rivivere la cronaca diretta della partenza di questa missione e osservare vari dettagli del programma di addestramento di Nie Haisheng, Liu Boming e Tang Hongbo.

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.