NASA e Blue Origin siglano un accordo per simulare la gravità lunare

Credit: Blue Origin

Lo scorso 9 marzo NASA e Blue Origin hanno siglato un accordo per simulare la gravità lunare durante i voli suborbitali della capsula New Shepard.

La gravità lunare, circa un sesto di quella terrestre, è una delle numerose condizioni in cui dovranno operare tutte le tecnologie impiegate nelle missioni verso la Luna. NASA, nel prossimo futuro, avrà un’ulteriore opzione per effettuare test nelle condizioni della gravità lunare grazie alla collaborazione con Blue Origin e all’utilizzo del razzo New Shepard.

Mentre NASA può solitamente condurre test approfonditi in condizioni di microgravità sulla Stazione Spaziale Internazionale e per brevi periodi durante voli suborbitali e su aerei che eseguono traiettorie paraboliche, è invece molto più difficile ricreare condizioni di gravità ridotta. Per esempio gli aerei possono simulare la gravità lunare grazie a voli parabolici, tuttavia per non più di mezzo minuto alla volta. Per ovviare a questo problema, NASA ha selezionato Blue Origin per effettuare voli con simulazione della gravità lunare grazie a una versione migliorata della capsula New Shepard.

Questi voli, che non saranno effettuati prima della fine del 2022, consistono nel lanciare la navicella New Shepard al di fuori dell’atmosfera terrestre. Dopo la separazione dal corpo del razzo, imprimendo una rotazione di 11 rivoluzioni al minuto tramite i piccoli razzi direzionali, si potrà riprodurre per ben 2 minuti continuativi la gravità lunare, esponendo così le tecnologie a impegnative condizioni di test.

Esperimenti NASA a bordo della capsula New Shepard. Credit: NASA/Blue Origin

Questa nuova possibilità è stata resa possibile grazie ai finanziamenti allo sviluppo del vettore e all’acquisto di alcuni voli da parte di NASA.

Una delle sfide costanti per vivere e lavorare nello spazio è la ridotta gravità. Un grande numero di utensili di cui abbiamo bisogno per l’esplorazione della Luna e di Marte possono trarre beneficio dai test in gravità ridotta, incluse le tecnologie per lo sviluppo di risorse in situ, come gli scavi nella regolite lunare, controllo dell’ambiente e i sistemi di supporto vitale.

Christopher Baker, direttore esecutivo del programma dimostrativo di tecnologie Flight Opportunities.

New Shepard è una delle numerose piattaforme commerciali di lancio disponibili per il test in volo di nuove tecnologie del programma Flight Opportunities di NASA. Tale programma ha aiutato, nel corso degli anni, a fare maturare centinaia di tecnologie da parte di NASA, compagnie aerospaziali e università, eseguendo esperimenti a bordo di veicoli commerciali suborbitali prima di testare le nuove tecnologie in missioni orbitali più rischiose su CubeSat, sulla Stazione Spaziale Internazionale, sulla Luna o addirittura su Marte.

Grazie alla futura capacità della capsula New Shepard di riprodurre la gravità lunare sarà possibile per Blue Origin, ma anche per l’intero programma Flight Opportunities, ampliare l’offerta dei voli suborbitali di test, aggiungendosi ad altre tipologie di sperimentazione.

Fonte: SpaceNews

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Marco Vezzoli

Sono uno studente di ingegneria aerospaziale e appassionato da anni al mondo astronautico. Tra le mie passioni più grandi c'è l'osservazione astronomica e l'astrofotografia.