Lancio agrodolce per SpaceX: Starlink in orbita ma perso il primo stadio

Il liftoff di Starlink 19 - Credits: SpaceX via YouTube

A 11 giorni dal precedente lancio della serie Starlink, SpaceX segna un altro successo grazie alla messa in orbita di 60 Starlink con la missione Starlink 19, partita oggi 16 febbraio alle 04:59 italiane dalla rampa Space Launch Complex 40 di Cape Canaveral, FL, USA.

Ecco il video del lancio trasmesso in streaming da SpaceX.

La nota “agrodolce” di questa missione arriva dal mancato recupero del primo stadio, seriale B1059, che arrivato al suo sesto volo, avrebbe dovuto atterrare sulla chiatta-drone OCISLY (Of Course I Still Love You) circa nove minuti dopo aver lasciato il pad di lancio.

Dopo un’interruzione del flusso telemetrico del Falcon 9, rimasto “congelato” alla quota di 21 km e alla velocità di 5.241 km orari, al momento dell’atteso touchdown le immagini della diretta hanno mostrato un bagliore poco distante da OCISLY che farebbe pensare a un problema occorso nella fase finale dell’accensione seguito da un ammaraggio distruttivo poco distante dalla piattaforma.

Il momento del possibile ammaraggio distruttivo per il Falcon 9 B1059 – Credits: SpaceX via YouTube

La costellazione dei satelliti Starlink

Gli Starlink sono satelliti per telecomunicazioni dal peso di poco superiore ai 260 chilogrammi, progettati per fornire servizi Internet ai territori che sorvolano. Contando i 60 di questo lancio, SpaceX ha spedito in orbita un totale di 1.145 Starlink (inclusi i satelliti di test). Di questi, 64 sono andati distrutti rientrando in atmosfera (dato aggiornato al momento della pubblicazione). In ogni caso, grazie ai 1021 esemplari ancora in orbita, Starlink mantiene saldamente il record della più corposa costellazione di satelliti per telecomunicazioni al mondo.

La fase di sperimentazione del servizio è cominciata alla fine del 2020 sugli Stati Uniti settentrionali e la parte più meridionale del Canada, e si sta lentamente espandendo al di fuori del continente americano. A partire da febbraio 2021 l’adesione alla fase sperimentale è prenotabile anche dagli utenti italiani, anche se non è ancora chiaro quanto tempo intercorrerà tra la richiesta e l’effettiva erogazione del servizio.

L’investimento iniziale richiesto è poco meno di 700 euro, che coprono l’acquisto e la spedizione dell’antenna e il primo dei canoni mensili da 99 euro. Le prestazioni medie sono, secondo le informazioni disponibili a oggi, paragonabili a quelle di una VDSL2, cioè attorno ai 100 Mb/s in download, 20 Mb/s in upload, con latenza attorno ai 30 ms.

Come funziona Starlink

L’obiettivo del progetto Starlink è la fornitura di un accesso globale a Internet ad alta velocità. Con l’attuale tecnologia le aree rurali e remote sono ancora oggi spesso isolate e senza accesso al web. I tradizionali Internet provider via satellite offrono i propri servizi con satelliti posti in orbita geostazionaria a circa 35.000 chilometri di quota, ma in questo modo il segnale deve percorrere una distanza così elevata che i collegamenti offrono connessioni poco performanti. Operando a una quota più bassa, SpaceX spera di riuscire a ridurre questo problema e fornire una copertura veloce e affidabile a un prezzo competitivo.

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.