Fallisce il lancio del vettore europeo Vega con SEOSAT e Taranis

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Nelle prime ore di oggi 17 novembre, precisamente alle 02:52 italiane (le 01:52 UTC), il vettore europeo Vega ha fallito il lancio della missione SEOSAT-Ingenio & Taranis.

Il razzo è decollato dalla rampa Ariane Launch Area 1 del centro spaziale di Kourou, in Guiana francese. Tuttavia all’ottavo minuto di volo, poco dopo l’accensione del motore del quarto stadio AVUM, si è verificata una deviazione dalla traiettoria programmata, che, insieme alla mancata acquisizione del segnale radio nelle ground station lungo la traiettoria di volo, ha manifestato il fallimento della missione.

Le cause del problema non sono ancora state chiarite. Il team di Arianespace sta esaminando la telemetria ricevuta e i primi risultati saranno comunicati già oggi, in una conferenza stampa convocata per le 14:00 CET (Ora Centrale Europea).

Come accennato l’anomalia si è verificata poco dopo l’accensione del quarto stadio, l’AVUM (Attitude and Vernier Upper Module), l’unico alimentato a combustibile liquido. AVUM è alto 2,04 metri, ha un diametro di 2,18 metri e un peso di 1.265 chilogrammi, di cui fino a 577 di propellente. La spinta fornita dal motore per 667 secondi è pari a 2,45 kN. Lo stadio è prodotto da un consorzio ucraino-spagnolo: i primi si occupano di fornire il motore tramite l’azienda Yuzhnoye, mentre una controllata spagnola di EADS è responsabile della struttura e della scocca.

Per Vega e Arianespace si tratta di una brutta battuta d’arresto: il razzo ha fallito la sua missione due volte nel giro di 16 mesi, con due mancate inserzioni su tre lanci effettuati. Lo scorso 11 luglio 2019 la missione Vega/Falcon Eye 1 era fallita a causa di un’anomalia al secondo stadio, lo Zefiro 23.

Vega è un lanciatore basato su tecnologia a combustibili solidi e prodotto per la maggior parte dall’italiana AVIO.

Ecco il video dello sfortunato lancio.

Aggiornamento post pubblicazione.

Identificate le probabili cause dell’incidente

Nel pomeriggio Arianespace ha diffuso un comunicato stampa con il quale è stato comunicato un chiarimento preliminare sulle probabili cause della perdita del Vega e del suo carico utile.

Secondo l’azienda aerospaziale il problema è sorto durante la fase di integrazione del quarto stadio, l’AVUM. In altre parole è stato commesso un errore nell’assemblaggio dello stadio, probabilmente un errato collegamento dei cavi di connessione tra il computer del sistema di guida e gli attuatori del thrust vectoring. Questo meccanismo, basato su pistoni che muovono l’ugello del motore a razzo, avrebbe dunque lavorato in maniera scorretta, inducendo una rotazione incontrollata dell’AVUM e la conseguente perdita di controllo del vettore.

Il Vega e il suo prezioso carico utile, i satelliti SEOSAT e Taranis, sono ricaduti in una zona completamente disabitata già destinata ad accogliere lo stadio Zefiro 9.

ESA e Arianespace hanno costituito una commissione d’inchiesta indipendente, presieduta da Daniel Neuenschwander, direttore dei sistemi di trasporto spaziale dell’ESA, e da Stéphane Israël, CEO di Arianespace. La commissione si occuperà di indagare sul perché il difetto di assemblaggio non sia stato identificato e corretto, e formulerà una roadmap per guidare il ritorno al volo del Vega in condizioni di totale affidabilità. I risultati dei lavori saranno resi pubblici.

Fonti: Arianespace, ESA

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

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