Starlink 12: SpaceX immette in orbita altri 60 satelliti

Il momento del decollo della missione Starlink 12 - Credits: SpaceX

Poco più di un mese dopo Starlink 11, l’ultima missione dedicata alla messa in orbita della costellazione di satelliti per telecomunicazioni Starlink di SpaceX, questo pomeriggio l’azienda di Elon Musk ha segnato un ulteriore successo grazie al perfetto esito del lancio della missione Starlink 12, arrivato dopo un’estenuante serie di rinvii dovuti al maltempo.

Il Falcon 9 seriale B1058, arrivato al suo terzo volo, ha preso il via dalla rampa di lancio 39A quando in Italia erano le 13:29. Il carico utile è stato rilasciato a T+01:01:38 dal lancio, quando il secondo stadio era in volo a sud delle isole della Nuova Zelanda.

Ecco il video dello streaming del lancio offerto da SpaceX.

Il lancio non ha lasciato spazio a nessuna sorpresa, con un perfetto rilascio del carico utile e l’ennesimo rientro del primo stadio su una delle chiatte-drone, OCISLY (Of Course I Still Love You), posizionata in un punto opportuno al largo dell’oceano Atlantico.

Il commentatore di SpaceX ha anche confermato che una delle due semi ogive è stata recuperata al volo, mentre l’altra sarà ripescata dalla superficie dell’oceano.

La partenza avvenuta alle prime ore del mattino, ora locale della Florida, ha offerto ai fotografi presenti per l’occasione uno sfondo per qualche scatto davvero originale.

Starlink visibili dall’Italia?

Quando le condizioni di orbita e ora del giorno sono favorevoli (naturalmente anche il meteo deve collaborare!) è possibile vedere i satelliti Starlink in cielo anche sopra le città italiane.

In particolare, lo spettacolo offerto dal “trenino” di (quasi) sessanta satelliti che volano in formazione ravvicinatissima, tipico di uno scenario immediatamente successivo al lancio, è spettacolare e facile da individuare.

Gli Starlink in volo sopra la Germania, durante la fase balistica del lancio – Credits: SpaceX

Questa volta non sarà possibile scorgere in cielo né gli Starlink né il secondo stadio nei minuti immediatamente successivi al lancio.

I sessanta Starlink saranno (purtroppo) rilasciati sopra l’Australia, quindi non sarà possibile apprezzare il loro volo in formazione ravvicinata come successo in altre occasioni. Sarà probabilmente possibile individuare qualcuno di questa tranche di Starlink nel weekend, ma per dati certi andranno consultati i siti specializzati nel tracciamento dei satelliti artificiali.

In generale, è possibile verificare quando i satelliti Starlink (e qualsiasi altro satellite, compresa la ISS) passano sopra a una specifica località utilizzando vari siti web (ad es. heavens-above.com). In questa puntata di AstronautiCAST Riccardo Rossi spiega (al minuto 01:14:25) come sapere se gli Starlink passeranno proprio sopra alla vostra testa.

La costellazione dei satelliti Starlink

Gli Starlink sono satelliti per telecomunicazioni dal peso di poco superiore ai 220 chilogrammi, progettati per fornire servizi Internet ai territori che sorvolano. Con i 60 di questo lancio, SpaceX ha spedito in orbita un totale di 775 Starlink (inclusi i satelliti di test). Di questi, 47 sono andati distrutti rientrando in atmosfera (dato aggiornato al momento della pubblicazione). In ogni caso, grazie ai 728 esemplari in orbita, Starlink mantiene saldamente il record della più corposa costellazione di satelliti per telecomunicazioni al mondo.

Elon Musk, CEO e fondatore di SpaceX, aveva dichiarato che la società avrebbe avuto bisogno di almeno 400 Starlink attivi per fornire una copertura internet minimale, e di 800 per una copertura moderata. Questo traguardo appare ormai a portata di mano, e dovrebbe essere raggiunto senza problemi con la missione Starlink 13. La commercializzazione dei servizi dovrebbe essere avviata entro il 2020 in alcune località di Stati Uniti e Canada.

Come funziona Starlink

L’obiettivo del progetto Starlink è la fornitura di un accesso globale a internet ad alta velocità. Con l’attuale tecnologia le aree rurali e remote sono ancora oggi spesso isolate e senza accesso al web. I tradizionali internet provider via satellite offrono i propri servizi con satelliti posti in orbita geostazionaria a circa 35.000 chilometri di quota, ma in questo modo il segnale deve percorrere una distanza così elevata che i collegamenti offrono connessioni poco performanti. Operando a una quota più bassa, SpaceX spera di riuscire a ridurre questo problema e fornire una copertura veloce e affidabile a un prezzo competitivo.

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

3 risposte

  1. Alex ha detto:

    Nulla di nuovo, continua così la distruzione del cielo stellato… Ma poi come può la FCC americana decidere cosa vola nei cieli di tutte le nazioni della terra? Il cielo è di tutti, questa vergogna va fermata! Senza contare l’enorme mole di radiazioni elettromagnetiche trasmesse sulla superficie terrestre

    • Marco Zambianchi ha detto:

      Se da un lato l’inquinamento del cielo stellato rappresentato dai riflessi dei satelliti è un problema reale, quello della radiazione elettromagnetica è un non problema. Seppur presente, la sua potenza è talmente ridotta da richiedere una parabola per essere focalizzato a sufficienza, oltre ad essere senza dubbio minore della potenza emanato dal WiFi che collegava il suo computer a Internet mentre scriveva il suo commento.

  2. Alex ha detto:

    Comunque sia, la devastazione del cielo stellato, patrimonio di tutti noi, non è accettabile…

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