SpaceX: distrutto (apposta) il prototipo Starship SN7

Il momento dell'esplosione di SN7 - (C) LabPadre via YouTube

Nel pomeriggio di ieri, 23 giugno, SpaceX ha portato al punto di rottura il prototipo Serial Number 7 del suo nuovo vettore Starship. Contrariamente a quanto successo in passato, questa volta la distruzione del prototipo è stata esattamente quello che l’azienda di Elon Musk voleva. Si è trattato di un passo necessario per valutare la resistenza di una nuova lega d’acciaio, eventualmente impiegabile per la costruzione del veicolo operativo.

Ecco il momento dell’esplosione nelle immagini raccolte dalla troupe di LabPadre, uno dei gruppi di documentaristi non professionisti più attivi nella zona del centro SpaceX di Boca Chica, Texas.

Nessuna brutta sorpresa dunque, questa volta, ma solo uno spettacolare botto che ha liberato migliaia di litri di azoto liquido dal serbatoio squarciato, che in quanto non infiammabile non ha portato a nessuna esplosione incendiaria.

Cosa sappiamo di SN7

Il prototipo SN7 era costituito da un solo serbatoio, assicurato con robuste cinghie alla sua struttura di supporto per evitarne il “decollo” incontrollato al momento della rottura. In effetti non era necessario costruire tutto lo stack di serbatoi come nel caso dei suoi predecessori, in quanto la raccolta di informazioni preliminari sulle prestazioni della nuova lega e sulla bontà delle saldature non lo richiedeva. Il riempimento è stato eseguito usando azoto liquido.

Un primo test su SN7 era stato effettuato lo scorso 15 giugno a una pressione non ufficialmente dichiarata, e si era concluso con un foro apertosi nella parte superiore del serbatoio, poi riparato da una squadra di saldatori.

Ecco il video della prima prova di pressurizzazione.

Al momento sui dettagli del secondo test circolano sono solo indiscrezioni, con gli account ufficiali Twitter di SpaceX e di Elon Musk ancora in silenzio (non troppo diversamente dal solito) riguardo agli obiettivi specifici e ai risultati ottenuti.

È stato lo stesso Elon Musk a confermare una delle poche informazioni certe: la lega di acciaio inox sottoposta a stress test è la 304L, più economica della variante 301 usata per i precedenti prototipi. Ma questa sarebbe una soluzione ad interim, in attesa che SpaceX usi leghe di sua ideazione nel corso dei prossimi mesi.

Sempre secondo i principali siti del settore, un successo sarebbe rappresentato da una rottura avvenuta oltre la soglia di 8,5 bar, cioè la pressione alla quale i serbatoi di Starship dovranno resistere in configurazione di volo. Possiamo solo sperare per SpaceX che SN7 si sia “sacrificato” dopo aver raggiunto le prestazioni attese.

Di Serial Number 7 restano oggi solo lamiere contorte, accasciate su un fianco e ancora ancorate alla base di appoggio.

SpaceX e il suo speciale “cane da guardia” Zeus

Una delle novità più intriganti di questa seconda campagna di test per SN7 è stata la comparsa, nei pressi del test stand, di un drone di tipo “canino” prodotto da Boston Dynamics, ribattezzato Zeus e dispiegato con ogni probabilità per poter avvicinare il relitto di SN7 subito dopo l’esplosione senza rischio per i tecnici umani.

I prossimi passi

Con SN7 ormai archiviato si avvicina il momento delle prove per i prototipi SN5 e SN6, che nel frattempo erano rimasti immagazzinati nel VAB (Vehicle Assembly Building)di Boca Chica. Nel momento in cui scriviamo il prototipo SN5 è in spostamento verso la zona dei test, dove presumibilmente sarà sottoposto allo stesso iter dei prototipi precedenti:

  1. montaggio sulla base di sostegno;
  2. pressurizzazione con liquido criogenico inerte (azoto);
  3. pressurizzazione con propellenti criogenici;
  4. montaggio del Raptor;
  5. static fire;
  6. “salto” da 150 metri.
Il prototipo SN5 attualmente in fase di montaggio sulla base di appoggio a Boca Chica – © SpaceFlightNow.com via YouTube

Ulteriori passi, ad esempio un volo a quote maggiori e il tanto atteso volo suborbitale, potrebbero avvenire sia con SN5 sia con SN6, ma al momento non vi sono elementi per dirlo con certezza e soprattutto bisognerà vedere se SN5 supererà indenne tutte le fasi intermedie.

Nel frattempo continuano senza sosta i lavori di costruzione delle fondamenta per una struttura che, da quel che si evince dalle proporzioni dei pilastri in cemento armato in corso di realizzazione, dovrebbe essere la rampa di lancio per i prototipi orbitali e suborbitali di Starship.

A questo proposito ricordiamo che è possibile seguire l’evolversi della situazione, letteralmente in tempo reale, su queste fonti:

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

Una risposta

  1. MayuriK ha detto:

    Speriamo che si possa avere il salto di 150m già con la SN5! Comunque stanno facendo grandissimi passi avanti.

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