Quasi completata la rete satellitare cinese BeiDou

Lunedì 9 marzo un lanciatore cinese Lunga Marcia 3B ha immesso in un’orbita di trasferimento geosincrona ellittica un nuovo satellite BeiDou. Si tratta del penultimo membro della costellazione per la navigazione satellitare che verrà completata a maggio e che permetterà alle forze armate cinesi di smarcarsi dall’utilizzo del sistema GPS americano.

Dal 2000 ad oggi la Cina ha lanciato 54 satelliti BeiDou, ma è solo negli ultimi anni che i lanci si sono susseguiti con una certa regolarità. La prima generazione dei satelliti BeiDou è stata progettata come piattaforma di test, avviando a partire dal 2012 un servizio di geolocalizzazione che copriva solamente la regione Asia-Pacifico. Questi primi satelliti hanno concluso la loro missione e oggi sono inoperativi.

La Cina ha progettato la rete BeiDou per fornire alla nazione servizi di geolocalizzazione a un’utenza sia militare sia civile. Così come la rete GPS americana, la flotta dei satelliti GLONASS russi e la costellazione di navigazione europea Galileo, anche il sistema BeiDou è stato progettato per fornire un servizio globale e per questo motivo servono almeno 30 satelliti operativi in orbita.

Il satellite lanciato a inizio mese utilizzerà il proprio sistema di propulsione per posizionarsi in un’orbita geosincrona circolare a circa 36.000 chilometri di altitudine sopra l’equatore. La rete BeiDou (BeiDou è un termine cinese che significa “mestolo del nord”, ovvero l’asterismo della costellazione dell’Orsa Maggiore conosciuto in Occidente come Grande Carro) comprende satelliti posizionati in tre diversi tipi di orbite.

Lo scorso dicembre la Cina ha lanciato l’ultimo di 24 satelliti in un’orbita di media altitudine, circa 21.000 km sopra la Terra, simile alle orbite utilizzate dai satelliti GPS, GLONASS e Galileo; ma, a differenza degli altri sistemi di navigazione, la rete BeiDou includerà sei veicoli spaziali in orbite geosincrone, con tre permanentemente sopra l’equatore mentre altri tre saranno posizionati su orbite geosincrone inclinate che oscilleranno verso nord e sud dell’equatore durante ciascuna orbita di 24 ore. L’anno scorso la Cina ha lanciato tre satelliti in orbita geosincrona inclinata mentre l’ultimo lanciato, costruito dalla China Academy of Space Technology e basato sulla piattaforma satellitare DFH-3B, è il secondo dei tre a essere posizionato permanentemente sulla verticale dell’equatore.

I BeiDou, oltre a fornire servizi di geolocalizzazione, svolgono anche la funzione di satelliti per telecomunicazioni. Gli smartphone cinesi hanno già la possibilità di ricevere ed elaborare i dati di navigazione dei BeiDou nelle app di mappatura e tracciamento e anche gli utenti di decine di altri paesi utilizzano i segnali BeiDou.

La Cina intende promuovere l’utilizzo della loro infrastruttura di geolocalizzazione in tutto il mondo, in particolare nei paesi che partecipano alla Belt and Road Initiative cinese, un programma di sviluppo economico globale che ha per fulcro la strategia di politica estera di Pechino. La Belt and Road Initiative si è estesa a quasi 70 paesi che vanno dalla regione Asia-Pacifico, all’Africa, all’Europa e alle Americhe dove la Cina collabora con le autorità locali per finanziare le infrastrutture e altri fattori di crescita economica.

Le forze armate pakistane, che si affidavano ai satelliti GPS statunitensi, sono per ora le prime forze armate al di fuori della Cina a impiegare la rete BeiDou.

Fonte: Spaceflight Now

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.