Nuovo successo per il New Shepard

Blue Origin, la compagnia privata di voli spaziali fondata dal miliardario Jeff Bezos, ha effettuato lo scorso 11 dicembre un nuovo lancio del vettore riutilizzabile New Shepard. La missione NS-12, decollata dal Texas alle ore 17:53 UTC, ha trasportato durante un volo suborbitale esperimenti NASA, progetti artistici realizzati da studenti e cartoline scritte da bambini.

Il New Shepard, dopo un rinvio di 24 ore provocato della fitta nebbia che gravava sul sito di lancio e da diverse interruzioni del conteggio alla rovescia, di cui una a soli 20 secondi dallo zero, è stato infine lanciato per un volo che ha raggiunto un’altitudine massima di 104,564 km (343.561 piedi), superando di poco la linea di Kármán, ovvero il confine tra l’atmosfera terrestre e lo spazio.

Questo lancio, ovvero il sesto per questo vettore, rappresenta anche il nuovo record di riutilizzo sia per il booster che per la capsula spaziale. Mai prima d’ora lo stesso booster o lo stessa capsula erano stati riutilizzati per cinque volte.

A bordo del New Shepard erano stati collocati diversi esperimenti scientifici. Uno tra questi era OSCAR, un’esperimento della NASA che prende il nome dal famoso personaggio scontroso di “Sesame Street”. Si tratta di uno strumento che è stato progettato per studiare il riciclo delle risorse nello spazio. Il veicolo spaziale portava con sé anche un esperimento sull’assenza di gravità, ideato da studenti della Columbia University e un’indagine della NASA per esaminare come cambia l’espressione genica nelle piante quando sottoposte alla microgravità, esperimento in corso anche sulla ISS.

C’era anche arte a bordo del New Shepard! La capsula ha portato in volo due realizzazioni artistiche ad opera dei vincitori dell’Art in Space Contest, un concorso che ha chiesto agli studenti delle scuole medie e superiori americane di presentare progetti artistici innovativi da lanciare nello spazio, ma anche cartoline scritte da bambini su ciò che essi pensano sia il futuro dell’umanità nello spazio. I bambini hanno risposto a un’iniziativa del Club For The Future, un’associazione nata da un’idea di Jeff Bezos che punta a stimolare i giovani americani ad intraprendere studi di materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics).

New Shepard è il nome assegnato al sistema che comprende una capsula spaziale e un razzo entrambi riutilizzabili. Il nome New Shepard trae origine da Alan Shepard, il primo astronauta statunitense a raggiungere lo spazio suborbitale.

Fino ad ora Blue Origin ha utilizzato il sistema di lancio per condurre esperimenti scientifici, ma la compagnia desidera poter utilizzare il veicolo anche per effettuare voli suborbitali per facoltosi turisti spaziali. La capsula è stata progettata per ospitare fino a 6 persone. Si prevede di iniziare con i voli turistici nel 2020, non prima di aver effettuato un altro paio di voli di collaudo.

Il New Shepard viene lanciato dal sito di lancio in West Texas. I propulsori rimangono accesi per circa 150 secondi facendo raggiungere al velivolo un’altitudine di circa 60 km. La velocità acquisita dal vettore permette alla capsula, dopo la separazione dal booster, di raggiungere una altitudine di circa 100 km. Dopo aver raggiunto l’apogeo, il booster effettua la discesa ma qualche decina di secondi prima di toccare Terra riavvia i propulsori per atterrare dolcemente in verticale nei pressi del sito di lancio. La capsula, invece, atterra poco più lontano, rallentata da tre paracadute. La durata complessiva di una missione è di circa 10 minuti.

Fonte: Blue Origin

  Questo articolo è © 2006-2020 dell'Associazione ISAA - Alcuni diritti riservati.

Approfondisci su ForumAstronautico.it

Sviluppi e aggiornamenti su questa notizia sono disponibili su ForumAstronautico.it

Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.

2 risposte

  1. Giovanni Conti ha detto:

    C’è chi si porta Belen un weekend alle Maldive ( Elon) e chi suona al campanello della vicina 55enne per un “salutino”di 10 minuti (Bezos)…..basta sapersi accontentare .

  2. MayuriK ha detto:

    L’unica cosa che non capisco da parte di Blue Origin è questa lentezza nella cadenza dei lanci: hanno un razzo riutilizzabile, perché non fanno lanci più frequenti così da finire i collaudi e iniziare finalmente i voli turistici?
    Ormai come cadenza di lanci sono stati superati perfino da Electron Lab, che è un’azienda con capitali molto più ridotti…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.