ISS: prodotta carne bovina con tecniche di biostampa

Assortimento di cibi disidratati destinati alla ISS. Credit: NASA.

Madre natura è un’artista paziente e inimitabile, in miliardi di anni ha creato forme di vita variegate, piccole e grandi, capaci di adattarsi alle più strane condizioni ambientali. Dalle più semplici come le monere e i protisti, aumentando sempre di più il livello di difficoltà, con i funghi e le loro ife, passando poi ai vegetali, con un accenno di differenziazione cellulare, fino ad arrivare agli animali, dei veri gioielli del creato, basati sulla collaborazione e coordinazione di cellule con migliaia di funzionalità completamente diverse tra loro. L’uomo nella sua breve esistenza su questa Terra non ha ancora acquisito la padronanza e la maestria per creare oggetti di così elevata complessità, anche se recentemente è stato raggiunto un piccolo traguardo.

The Expedition 60 crew is gathered together for dinner
Parmitano e i suoi colleghi pranzano sulla ISS, il pasto è a base di cibi a lunga conservazione, solo occasionalmente arriva del cibo fresco.

Il 26 luglio del 2019 è stata inviata bordo della Stazione Spaziale Internazionale una bio-stampante 3D sperimentale per la produzione di tessuti cellulari nello spazio. La stampante, chiamata 3D BioFabrication Facility (BFF), ha come obiettivo ultimo quello di riuscire a produrre tessuti umani a partire da cellule adulte, usando una tecnica di stampa in 3D coadiuvata dalla proprietà di rigenerazione naturale dei tessuti animali. Lo stesso processo è molto più complesso da replicare sulla Terra, in quanto durante l’operazione di accrescimento di un oggetto in stampa, alcune parti laterali inevitabilmente cadono, e per questo è necessario effettuare gli esperimenti in un regime di microgravità.

La società Aleph Farms, un’azienda israeliana di ricerca e sviluppo nel settore agroalimentare, ha commissionato un esperimento sulla ISS con l’uso di BFF per la realizzazione di un tessuto animale a base di cellule bovine adulte, in parole più semplici creazione di carne commestibile senza l’uso di animali. Il 26 settembre scorso l’astronauta Skripočka, arrivato a bordo pochi giorni prima, ha effettuato l’esperimento programmato, con successo. Si tratta di un piccolissimo pezzo di tessuto animale grande circa 3 mm, non certamente qualcosa da inserire subito nella dieta degli astronauti, ma non era questo l’obiettivo.

I ruminanti contribuiscono per circa il 20% al metano atmsoferico antropogenico. Credit: NASA.

L’esito positivo dell’esperimento porta in luce l’azienda organizzatrice, che dal canto suo vanta obiettivi futuri molto nobili per l’intero pianeta. La produzione intensiva di carne sulla Terra è diventata una piaga per l’ambiente, scalando pian piano negli anni la classifica delle attività più distruttive per l’ecosistema. L’allevamento per scopo alimentare richiede l’uso del 30% delle terre disponibili all’uomo solo per la produzione dei vegetali da dare in pasto al bestiame, sottraendo sensibilmente spazio alle foreste, alleate indispensabili per la lotta alla CO2. Inoltre, la produzione di metano intestinale, inevitabile processo di digestione degli animali, contribuisce a una grossa fetta del metano atmosferico antropogenico presente sulla Terra, gas serra più potente dell’anidride carbonica.

Veggies in Space!
Esperimento Veggie per la produzione di insalata sulla ISS.

Secondo Aleph Farms, implementare un processo industriale di produzione di carne alimentare basato sulla loro tencica innovativa costituirebbe un tassello decisivo per la salvaguardia del pianeta senza intaccare le abitudini dei consumatori, che difficilmente rinuncerebbero al gusto della carne. Certo nascerebbero nuovi problemi, come la questione etica, la regolmentazione degli stati per la commercializzazione, ma stiamo parlando di un futuro ancora lontano.

La vision di Aleph Farms.

Per le agenzie spaziali questo potrebbe essere un altro passo verso l’esplorazione umana oltre l’orbita bassa. Procurarsi beni fuori dalla Terra è un’impresa ardua, ci sono tanti piccoli progetti in corso per sviluppare le tecnologie di utilizzo di risorse in-situ per la produzione di aria, acqua e cibo. La stazione spaziale è un ottimo ambiente di test, dove il riciclo dell’aria e dell’acqua ha già raggiunto un elevato livello di efficienza e in passato sono stati effettuati degli esperimenti per la produzione di insalata commestibile. L’arrivo di carne fresca nel menù rappresenterebbe una gustosa aggiunta alla dieta fuori dalla Terra.

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2 Risposte

  1. MayuriK ha detto:

    Molto interessante. Sarà davvero utili per future basi su Marte.

  2. daniele ha detto:

    una vero e proprio “filetto” spaziale..!

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