Prorogata la scadenza del modulo BEAM sulla ISS

La posizione di BEAM nel complesso della ISS - (C) NASA
La posizione di BEAM nel complesso della ISS - (C) NASA

Il modulo sperimentale BEAM, installato sulla Stazione Spaziale Internazionale tre anni fa per testare le tecnologie applicate ai moduli espandibili, è stato autorizzato a rimanere ancorato alla ISS fino alla fine del 2020.

Lo scorso 30 luglio, durante la ISS Research and Development Conference, Nathan Wells, responsabile della strumentazione del Bigelow Expandable Activity Module (BEAM) alla NASA, ha affermato che le prestazioni in orbita del modulo hanno superato le aspettative e che per questo motivo BEAM è stato autorizzato a rimanere ancorato alla ISS diventando di fatto una struttura permanente da utilizzare per lo stivaggio di merci e oggetti e consentire di liberare spazio negli altri settori della ISS.

BEAM è stato lanciato nell’aprile 2016 ed è stato collegato alla ISS nel maggio dello stesso anno. I piani originari prevedevano un periodo di valutazione della durata di due anni nel corso dei quali la NASA avrebbe verificato l’efficacia della tecnologia utilizzata nella costruzione del modulo espandibile, dopodiché sarebbe stato scollegato e deorbitato.

Nell’ottobre 2017, tuttavia, NASA ha comunicato l’estensione dell’accordo con Bigelow Aerospace, l’azienda che ha progettato e sviluppato il modulo, per mantenere BEAM sulla stazione spaziale per almeno altri cinque anni per condurre ulteriori test e iniziare a utilizzarlo come deposito merci.

Sebbene il contratto non si protragga fino al 2028, Wells ha dichiarato che una valutazione ingegneristica ha autorizzato il modulo a rimanere ancorato alla ISS per lungo tempo.

La NASA, che registra quotidianamente diversi parametri ambientali all’interno del modulo come la temperatura e le radiazioni, ha osservato che non si sono verificate differenze evidenti nelle prestazioni termiche all’interno del modulo, dove le temperature rimangono più “favorevoli” di quanto inizialmente previsto, pur con il modulo riempito con circa 1440 chilogrammi di merci e strumenti.

BEAM è inoltre dotato di sensori per rilevare gli impatti con micrometeoriti o detriti spaziali. Nel febbraio 2017 era stato rilevato un impatto risultato non abbastanza forte da penetrare lo strato interno di “contenimento”.

Wells e altri funzionari della NASA hanno affermato che la certificazione di BEAM è valida fino al 2028, ma al contempo sono in corso discussioni sull’estensione della permanenza in orbita della ISS oltre quella data, per questo motivo non è ancora stato deciso cosa ne sarà del modulo se la ISS rimarrà in orbita più a lungo.

Bigelow Aerospace ha partecipato alla gara indetta da NASA per la definizione del progetto Next Space Technologies for Exploration Partnerships, nato per sviluppare la tecnologia dei moduli abitativi da utilizzare sul Lunar Gateway. Tuttavia il 19 luglio è stato annunciato che Northrop Grumman si è assicurata il contratto per la costruzione del nuovo modulo, poiché si è ritenuto che questa società fosse l’unica in grado di sviluppare un modulo in tempo utile per sostenere l’obiettivo della NASA di un atterraggio lunare umano nel 2024.

Bigelow Aerospace ritiene che il suo modulo B330 rappresenti un prodotto di eccellenza e per questo si augura di avere in futuro una nuova possibilità di collaborazione con la NASA.

Fonte: NASA

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.

Una risposta

  1. MayuriK ha detto:

    Grande Bigelow!

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